Giotto. L’Italia
Palazzo Reale, Milano - fino al 16 gennaio 2016
"Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo e ora ha Giotto il grido, sicché la fama di colui oscura". Questi noti versi di Dante esemplificano quanto l'artista di Vespignano fosse già famoso allo scadere del XIII secolo. Giotto non si mosse dall'Italia e pienamente rese propria la lezione degli antenati, modernizzandola. Nella bella mostra di Palazzo Reale, magistralmente curata nell'allestimento da Mario Bellini, ciò si recepisce con chiarezza. Il Bambino della pala di S.Giorgio alla Costa sembra un imperatore romano, che poi via via assumerà atteggiamenti umani tipici dell'infanzia. Ma sempre Giotto darà solidità alle figure, attribuendo ad esse un carattere architettonico di matrice classica. Lo si nota bene nel giovane luminoso Dio Padre degli Scrovegni, e quindi in tutte le altre. Ma quanta umanità nello sguardo, quanta espressività nel gesto delle mani! E che dire del naturalistico gonfiore del velo spostato dal vento nella decollazione di S.Paolo? Giotto è moderno perché disimbalsama la figura e italianamente la costruisce come già i romani avevano intuito 13 secoli prima.
di Feliciano Marotta
Nell'immagine un particolare di un'opera di Giotto.

Francesca Marotta: giornalista di moda e beauty, curiosa, sognatrice, anticonformista. Amo l’Italia, l’arte, le esperienze, gli stili di vita, il design... da wow!