Le cure per avere occhi splendidi

Scritto da: Francesca Marotta
27-11-2018
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Anche se il fascino dell’occhio è racchiuso nello sguardo, una componente importante della sua bellezza si trova in quel piccolissimo spazio nel quale si muove l’iride: più è candido, saturo e luminoso, completamente privo di imperfezioni, più è bello.

Negli Stati Uniti, per soddisfare il desiderio di avere “un bianco che più bianco non si può” e liberarsi di rossori e macchie, c’è la “congiuntivo plastica” (si chiama I-Brite), che consiste nell’asportazione chirurgica della congiuntiva, la membrana mucosa protettiva e lubrificante che riveste il bulbo oculare.

Per evitare di arrivare a soluzioni così estreme, ci sono buone abitudini e semplici accorgimenti che permettono di preservare il benessere e la bellezza dell’occhio.

Con uno spessore di circa 33 micron, la congiuntiva è una sorta di mantello protettivo idratante che svolge un ruolo chiave: non solo protegge il bulbo oculare, ma esercita anche un’azione immunitaria che aiuta a prevenire le infezioni. Per questo motivo il suo benessere va preservato con attenzioni precise e puntuali.

“Come succede per la pelle, uno dei nemici più insidiosi della congiuntiva è la disidratazione, che provoca l’insorgere di secchezza, irritazioni e rossori. Segnali da non trascurare non solo per motivi estetici: quando si verificano frequentemente possono degenerare in vere e proprie malattie”, spiega Giulio Maria Modorati, medico chirurgo specializzato in oftalmologia Ospedale San Raffaele e direttore del Centro Uveiti Milano. “Ecco perché la cosa più importante è fare in modo che l’occhio abbia sempre un surplus “lacrimazione”, soprattutto in considerazione dell’ambiente in cui si abita o si trascorre gran parte della giornata”.

Chi vive in città a elevato tasso d’inquinamento, passa molto tempo in locali chiusi e polverosi e con aria condizionata (fredda o calda), oppure affronta spesso viaggi lunghi in treno o in aereo, deve prendere l’abitudine di instillare 3-4 gocce ogni 2-3 ore di lacrime artificiali. “Si tratta di speciali colliri contenenti principi attivi lubrificanti che consentono alla superficie dell’occhio di essere costantemente umettata”, continua Giulio Maria Modorati.
“Sono da preferire le lacrime artificiali monodose e senza conservanti. Infatti, da uno studio ben condotto in Messico su 1.200 pazienti è emerso che l’assenza di conservanti in questo tipo di prodotto migliora il comfort oculare”.

Anche gli occhi, come la pelle, subiscono un danno cellulare quando sono esposti ai raggi solari, che sono da considerare dei veri e propri nemici invisibili. Per questo motivo è tassativo l’utilizzo di occhiali da sole dotati di schermi protettivi dai raggi UV a norma di legge.
“Studi recenti mettono in guardia anche dalla luce blu. Emessa da smartphone, tablet, computer e anche dalla televisione è scientificamente provato che danneggia la retina e accelera i processi che portano all’insorgenza di maculopatie. In questi casi sono d’aiuto gli occhiali dotati delle nuove lenti studiate per schermare efficacemente da questo tipo di lunghezza d’onda”, sottolinea l’oftalmologo.

Attenzione agli eccessi che creano dipendenza. I colliri ad azione sbiancante non vanno utilizzati abitualmente. “Sono vasocostrittori e riducono lo spessore delle venuzze che possono formarsi sulla congiuntiva: se vengono instillati frequentemente non solo diventano inefficaci ma, in alcuni casi, creano anche dipendenza”, conclude l’esperto.

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