Il 29 Ottobre è la giornata mondiale contro l’ictus cerebrale

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Persone
28-10-2020
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Una malattia grave, invalidante, che ogni anno nel mondo colpisce tra 15 milioni di persone e rappresenta, secondo alcune stime, la terza causa di morte, la prima è di invalidità e la seconda di demenza. Per sensibilizzare su questo tema, il 29 ottobre viene celebrata la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che quest’anno è dedicata alla curabilità di questa patologia, mettendo l’accento non solo sulla riabilitazione ma anche sulla prevenzione a cominciare dagli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi, alla necessità di pari opportunità nell’accesso alle cure. E’ proprio su quest’ultimo aspetto che si concentra l’attenzione della comunità medica: l’effetto del Covid-19 sulle malattie cardiocircolatorie ha portato a un drastico calo degli accessi in ospedale per paura del contagio. Il professor Francesco Setacci Direttore dell’U.O complessa di Chirurgia Vascolare dell’IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni e chirurgo vascolare presso la clinica di medicina e chirurgia estetica Juneco Milano City Life e Roma Est ci spiega questo fenomeno.

“Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria da Coronavirus si sono registrati in Italia e nel mondo meno accessi in ospedale relativi a questa patologia. Si parla di un calo del 50% degli accessi per malattie cardiovascolari (Fonte Poliambulanza di Brescia), mentre i dati del Gruppo San Donato hanno registrata una diminuzione del 60% per infarto. Questi dati non significano che ci sia una riduzione dell’incidenza della malattia, quanto piuttosto una conseguenza preoccupante della paura del contagio, con risvolti negativi legati alla sopravvivenza delle persone”.

Secondo i dati del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicati da Siia (Società italiana dell’ipertensione arteriosa) l’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l'80% sono nuovi episodi e il 20% recidive, che riguardano soggetti precedentemente colpiti. L’incidenza di questa patologia aumenta progressivamente con l’età, raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Non sono dati rassicuranti, e il fenomeno è in costante crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione. Quali sono le raccomandazioni?

“E’ di importanza vitale non sottovalutare i sintomi, quelli che prima dell’emergenza sanitaria facevano correre al Pronto Soccorso, anche a rischio di sovraffollamento. I disturbi non passano da soli. E’ importante che le persone a rischio sappiano che le attività ambulatoriali sono garantite, perciò attualmente le diagnosi vengono fatte tempestivamente. Gli interventi chirurgici con rischio imminente di vita al momento sono garantiti”.

Come riconoscere un ictus?

“Occorre attivarsi quando insorgono deficit sensitivo-motori a carico di un emisoma (faccia, arto superiore e inferiore da un lato solo), disturbi dell’eloquio, difficoltà visive come la diplopia (vedere doppio). La prima valutazione per capire la gravità del restringimento (stenosi) alla carotide viene effettuata in una struttura medica utilizzando un Ecocolordoppler, strumento che permette una precisa e affidabile diagnosi. L’importantissima fase riabilitativa dovrebbe già dal ricovero in ospedale, e poi proseguire nelle strutture ospedaliere seguendo percorsi controllati. Per questa ragione alla prima avvisaglia, che non va mai trascurata, è fondamentale agire in modo tempestivo recandosi senza paura ed esitazione in ospedale”.

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