Antonello da Messina al Poldi Pezzoli

Antonello da Messina al Poldi Pezzoli

Prima di immergersi nelle sale del Palazzo Reale e perdersi ad ammirare le 19 opere di Antonello da Messina nella mostra a lui dedicata (fino al 2 giugno 2019), suggerisco di andare prima al Museo Poldi Pezzoli. Qui, nel Salore dorato c’è la Vergine Leggente, donata da Luciana Forti, figlia dell’imprenditore mecenate Mino.

Non è solo un viso, un velo bianco che allude al matrimonio, un libro di preghiere, due angeli che reggono una corona di pietre preziose tempestate di perle, di pietre preziose e gigli. Osservarla diventa un’esperienza interattiva. La Vergine stava leggendo, qualcosa ha interrotto la lettura, solleva parzialmente lo sguardo, ma non ci guarda. E questo è molto intrigante: costringe a guardarla. Diventa così un’esperienza preziosa e affascinante, attimi brevi ma lunghissimi, che permette di avvicinarsi, di prendere dimestichezza, con la bellezza creata da uno dei più misteriosi, enigmatici e abili pittori di tutti i tempi. Milano

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L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana
Prima Parte
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Fino al 17 marzo 2019

Le celebrazioni per l’anno di Leonardo alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana sono già iniziate lo scorso anno. Per l’esattezza il 18 dicembre 2018 con un percorso espositivo appassionante, che durerà per tutto il 2019, in un crescendo di iniziative decisamente interessanti.
La prima tappa di questa avvincente mostra a lungo termine è la rassegna I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana incentrata sui preziosi fogli che conservano i disegni più affascinanti che il Genio elaborò con la perizia artistica che universalmente gli è riconosciuta.

Il Codice Atlantico giunse alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 come dono del conte Galeazzo Arconati, esponente della migliore aristocrazia milanese. Si tratta di una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi per un totale di circa 1750 disegni. Il nome “atlantico” non indica il contenuto del codice, bensì il formato delle grandi pagine (che servivano normalmente per confezionare gli atlanti) su cui erano stati incollati i fogli per meglio conservarli e tutelarli da possibili dispersioni.

Il Codice Atlantico è la collezione leonardiana più importante e completa al mondo; in esso si mescolano tutte le discipline coltivate dal grande genio di Vinci dagli anni giovanili fino a poco prima della morte: l’architettura e l’idraulica, la medicina e l’ottica, la meccanica e l’urbanistica, la geometria e l’astronomia, l’anatomia e le diverse arti figurative. Notevoli sono i progetti di macchine semoventi, di armi sempre più sofisticate, di ingranaggi e di congegni, dei quali Leonardo ha lasciato stupendi disegni che spesso diventano vere e proprie opere d’arte.

Ecco le date delle tappe successive.
La seconda parte – dal 19 marzo al 16 giugno 2019 – proporrà alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà in modo particolare sugli studi d’ingegneria civile: congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

La terza rassegna, Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico, dal 18 giugno al 15 settembre 2019, curata da Pietro C. Marani, approfondirà gli ultimi anni di attività del maestro, attraverso una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese di Leonardo, presso la corte di Francesco I.

L’anno leonardiano alla Biblioteca Ambrosiana termina con la mostra Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche, curata da Benedetta Spadaccini, in programma dal 17 settembre 2018 al 12 gennaio 2020, dedicata ai disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia.

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La luce nelle dimensioni

Johannes Vermeer, 1665 circa olio su tela, cm 44,5 x 39. © L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis

I grandi artisti si distinguono dagli altri perché sono formalmente essenziali. Da uno sfondo scuro emerge l’intensità di uno sguardo e la piccola luce di una perla. Purezza assoluta! I piani e i volumi sono poi determinati dall’abile distribuzione dei colori, scelti senza alcuna leziosità.

The Girl with the Pearl Earring

Great artists stand out from others because they are formally essential. From a dark background the intensity of a look and the light of a small pearl emerges. Absolute purity! Plans and volumes are then determined by the skilful distribution of colors, chosen without any affectation.

Natura morta con candela accesa

Natura morta con candela accesa

La luce è protagonista di quest’opera. Essa definisce le singole parti dando volume agli oggetti e profondità all’ambiente. La pulizia cromatica e la precisione grafica delle singole parti rendono poi quasi surreale, direi paradossalmente novecentesca, l’atmosfera.

Still life with candle

The light is the protagonist of this work. It defines the individual parts giving volume to the objects and depth to the setting. The chromatic clean and the graphic precision of the individual parts make then the atmosphere, I would say paradoxically of the twentieth century, almost surreal.

Il cardellino

Il cardellino

Il cardellino! Meravigliosa simbolica presenza, spesso secondaria, sicuramente sempre in secondo piano, in numerosi dipinti rinascimentali. Stavolta, finalmente, il piccolo essere diventa un grandioso protagonista che osserva muto l’osservatore. E’ quindi l’abilità dell’artista a ingigantirne pittoricamente la presenza nel nudo ampio spazio.

The Goldfinch
The goldfinch! Wonderful symbolic presence, often secondary, definitely always in the background in many Renaissance paintings. This time, finally, the little creature becomes a grand protagonist that observes in silence the observer. It is then the artist’s ability to pictorically magnify the presence in the large bare space.

Canto di lode di Simeone

Canto di lode di Simeone

La grandezza degli artisti olandesi del Seicento sta spesso nel rappresentare su piccole superfici situazioni complesse e dinamiche. In questo Rembrandt è un maestro. In più aggiunge preziosa matericità all’impasto cromatico, luce agli incarnati, solennità ai gesti. Certo, l’osservazione diretta dell’opera è indispensabile.

Simeone’s Song of praie

The greatness of Dutch artists of the seventeenth century is often the ability of representing complex and dynamic situations on small surfaces. In this Rembrandt is a master. Moreover he adds valuable materiality to the  chromatic mix, light to embodied, solemnity to gestures. Certainly, the direct observation of the work is indispensable.

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La luce nelle dimensioni

Johannes Vermeer, 1665 circa olio su tela, cm 44,5 x 39. © L’Aia, Gabinetto reale di pitture Mauritshuis

I grandi artisti si distinguono dagli altri perché sono formalmente essenziali. Da uno sfondo scuro emerge l’intensità di uno sguardo e la piccola luce di una perla. Purezza assoluta! I piani e i volumi sono poi determinati dall’abile distribuzione dei colori, scelti senza alcuna leziosità.

The Girl with the Pearl Earring

Great artists stand out from others because they are formally essential. From a dark background the intensity of a look and the light of a small pearl emerges. Absolute purity! Plans and volumes are then determined by the skilful distribution of colors, chosen without any affectation.

Natura morta con candela accesa

Natura morta con candela accesa

La luce è protagonista di quest’opera. Essa definisce le singole parti dando volume agli oggetti e profondità all’ambiente. La pulizia cromatica e la precisione grafica delle singole parti rendono poi quasi surreale, direi paradossalmente novecentesca, l’atmosfera.

Still life with candle

The light is the protagonist of this work. It defines the individual parts giving volume to the objects and depth to the setting. The chromatic clean and the graphic precision of the individual parts make then the atmosphere, I would say paradoxically of the twentieth century, almost surreal.

Il cardellino

Il cardellino

Il cardellino! Meravigliosa simbolica presenza, spesso secondaria, sicuramente sempre in secondo piano, in numerosi dipinti rinascimentali. Stavolta, finalmente, il piccolo essere diventa un grandioso protagonista che osserva muto l’osservatore. E’ quindi l’abilità dell’artista a ingigantirne pittoricamente la presenza nel nudo ampio spazio.

The Goldfinch
The goldfinch! Wonderful symbolic presence, often secondary, definitely always in the background in many Renaissance paintings. This time, finally, the little creature becomes a grand protagonist that observes in silence the observer. It is then the artist’s ability to pictorically magnify the presence in the large bare space.

Canto di lode di Simeone

Canto di lode di Simeone

La grandezza degli artisti olandesi del Seicento sta spesso nel rappresentare su piccole superfici situazioni complesse e dinamiche. In questo Rembrandt è un maestro. In più aggiunge preziosa matericità all’impasto cromatico, luce agli incarnati, solennità ai gesti. Certo, l’osservazione diretta dell’opera è indispensabile.

Simeone’s Song of praie

The greatness of Dutch artists of the seventeenth century is often the ability of representing complex and dynamic situations on small surfaces. In this Rembrandt is a master. Moreover he adds valuable materiality to the  chromatic mix, light to embodied, solemnity to gestures. Certainly, the direct observation of the work is indispensable.

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La magia rivelata

La magia rivelata

Dopo numerose peripezie che lo hanno visto girovagare dal 1610 tra l’Italia e la Francia, per poi approdare definitivamente alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano dove oggi è conservato, dopo quattro anni di lavoro accurato e intenso è giunto al termine il restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Una composizione immensa, magica, rivelata, che toglie il fiato. Anche se l’opera è nota come Scuola di Atene, il titolo corretto è La Filosofia è ha un grandissimo valore artistico e storico.
“Il cartone preparatoriio per la scuola di Atene rappresenta un unicum nella storia dell’arte. Non solo è l’unico cartone preparatorio rinascimentale di queste dimensioni, giunto pressoché integro fino ai giorni nostri, ma rappresenta il culmine del processo ideativo di Raffaello (Urbino 1483 – Roma 1520) per una delle opere simbolo del Rinascimento italiano: l’affresco della Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura in Vaticano commissionati all’artista da Papa Giulio II”, dichiara in una nota Maurizio Michelozzi, che ha diretto e coordinato il restauro su progetto di allestimento di Stefano Boeri Architetti.

Fondazione Fiera Milano, partner ufficiale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana per il biennio 2018-2019, contribuirà a sostenere le attività promozionali del Cartone di Raffaello, completamente restaurato, così come quelle di valorizzazione del patrimonio leonardesco dell’Istituzione, realizzate in occasione del V Centenario della morte del genio fiorentino.
L’intervento è stato interamente sostenuto dal contributo della società RaMo, per volontà del fondatore Giuseppe Rabolini.
Il Cartone è stato inserito in una nuova teca, realizzata dalla società Goppion, che si compone di un imponente lastra di vetro protettivo.
A completare l’allestimento, saranno presenti, inoltre, apparati didattici e informativi, che illustreranno la storia, la tecnica e il restauro di questo capolavoro ed elementi unici di arredo realizzati da Riva 1920 su progetto di Stefano Boeri Architetti.
Gli strumenti multimediali e interattivi, a supporto del visitatore, sono stati realizzati da OLO creative farm.

 

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La protesta visiva di Banksy

La protesta visiva di Banksy

A Visual Protest. The art of Banksy
Mudec, Milano – fino al 14 aprile 2019

Un autore misterioso e affascinante, capace di scatenare una vera e propria caccia alle sue opere (e alle sue denunce visuali) quando si sparge la voce che è arrivato in città. E sì, perché da New York al muro che separa la Cisgiordania allo stato d’Israele, a Napoli, il tocco di Banksy ha raggiunto (presumibilmente nottetempo e al riparo da occhi indiscreti) gli edifici delle principali metropoli di tutto il mondo. Con messaggi che sono un’esplicita e mordace provocazione nei confronti dell’arroganza del sistema e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo, della povertà e della condizione umana. Come lo stesso autore ha dichiarato: “Un muro è una grande arma. E’ una delle cose peggiori con cui colpire qualcuno”.

Al geniale street artist inglese è dedicata la mostra che apre oggi a Milano al Mudec: The art of Banksy. A visual protest. Curata da Gianni Mercurio, raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, sculture e stampe accompagnati da oggetti, fotografie e video che raccontano il percorso artistico di un mito la cui identità continua a essere anonima. Naturalmente, questa mostra non è autorizzata dall’autore…

Considerato all’unanimità un grande comunicatore, Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, spostando il messaggio dalla forma al contenuto.
Il percorso espositivo al Mudec permette di leggere e comprendere strategie, senso e obiettivi dei messaggi e la cifra stilistica dell’autore clandestino più pungente ed efficiente. Non dimentichiamo, infatti, che, da autentico esponente della guerrilla art, ha affinato la tecnica dello stencil con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocità.

Pittore, pittrice, un collettivo di artisti. Ma anche un pazzo, un genio, un ribelle e un abile calcolatore. Al di là delle derinizioni, Banksy piace e attrae. “Le sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche”, dice di lui Shepard Fairey, noto street artist americano. “Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure talmente semplici e accessibili: anche se i bambini di 6 anni non hanno la minima idea di cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono la Monna Lisa, un celebre murale, che impugna un lanciafiamme”.

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La realtà e i suoi tormenti

La realtà e i suoi tormenti

Frida Kahlo. Oltre il mito
Mudec, Milano – Fino all’1 giugno 2018

Dipinti, video, fotografie e frasi si susseguono nelle sale che ospitano la mostra evento dedicata all’artista messicana. Il percorso espositivo esce dai consueti schemi e anche dalla visione del legame tra le opere di Frida Kahlo con la sua storia personale, con l’incidente stradale che provoca la rottura della colonna vertebrale a 18 anni, costringendola a letto in compagnia della sua pittura.
Perdersi nei suoi quadri spietati, vederla muoversi sicura nei video inediti, osservare le foto che ritraggono lei (bellissima) e Diego Rivera (un uomo immenso, pittore di murales e suo compagno a intermittenza) disseminate in un inter piuttosto articolato, significa fare un’immersione intima e totale in una delle più grandi artiste del Novecento.
E comprendere meglio le capacità tecniche di una donna fiera di essere messicana, che raccoglieva i capelli e indossava abiti secondo le tradizioni più antiche della sua terra, che non ha mai modificato la forma delle sopracciglia e non si è mai sognata di eliminare i baffetti.
Una donna indipendente, impegnata politicamente ma anche fragile e fuori da ogni cliché, come lei stessa ha dichiarato “Mi consideravano surrealista ma non è vero. Non ho mai dipinto sogni. Quel che ho raffigurato era la mia realtà”.
La Donna, La Terra, La Politica e Il Dolore sono i temi che scandiscono la mostra frutto di sei anni di ricerche, e resa possibile dal curatore Diego Sileo in Messico, e dai documenti inediti rinvenuti nell’archivio di Casa Azul (la Casa Blu), nel centro di Coyoacàn, un sobborgo di città del Messico, dove pittrice era nata e vissuta.

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Metaphysical experiences between light and space

Metaphysical experiences between light and space

Nanda Vigo. Light Project
Palazzo Reale, Milan - Until September 29th 2019

The conflict/harmony between light and space has always been the central themes of Nanda Vigo, architect and artist who collaborated with Lucio Fontana Piero Manzoni, Enrico Castellani and Gio Ponti. “The retrospective in Palazzo Reale in Milan opens the visitor's gaze to the contemporary, and offer a precious opportunity to meet the experimental languages that have characterized the artist's expressive research ", said Filippo Del Corno, Councilor for Culture of the City of Milan.
Light, transparency and immateriality are the elements that constitute the Vigo’s work and the same environment inhabited by the human being, and of which the chronotope is its artistic concretization.
The term chronotope means space-time, and in physics refers to Einstein's theory of relativity, and indicates the four-dimensional space (three spatial coordinates plus time) that highlights the link between spatial and temporal measurements.
Lights, glasses, metal structures are the elements that the artist uses to create metaphors of lightness, mutation, the spiritual immateriality of art and its perception.

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Milan imagined by the Genius

Milan imagined by the Genius

Leonardo & Warhol The Genius Experience
Crypt of San Sepolcro, Milan - Until June 30, 2019

A particularly engaging multimedia show, curated by Giuseppe Frangi, comes to life at the Sottofedericiana room of the Pinacoteca Ambrosiana. The images that chase each other on the ceilings, walls and floor guide to the discovery of Milan lived, designed and, above all, imagined by Leonardo da Vinci. To complete this experience, at the back of the venue is The Last Supper by Andy Warhol, which represents the interpretation of Leonardo's Last Supper by the father of Pop Art. The itinerary ends in the Crypt of the Church of San Sepolcro, a place where the Italian genius was very close and that in a map of the Codex Atlanticus indicated as the true center of the Lombard capital.

 

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The momentum towards the future on a canvas

The momentum towards the future on a canvas

Giacomo Balla. The Futuristic genius
Galleries of Italy, Intesa Sanpaolo Museum, Milan - Until 12 May 2019

The myth of speed, of dynamism developed with the oil colors of the Italian flag on a canvas of 257 cm x 381 cm. Being in front of this monumental work called The Futurist Genius, which is part of the Biagiotti Collection, means having the opportunity to see live a work that has sanctioned the spread throughout Europe of an artistic and ideological current that has paved the way for the avant-gardes International.
Exhibited for the first time in Paris in 1925 at the Exposition des Arts décoratifs moderne, this tapestry has a prismatic composition centered on the figure of a man with a star-shaped head, and is considered a tribute to Tommaso Marinetti, inventor of Futurism, a new concept of art, no longer understood as a mere representation, but as a concrete action on the world, which in the themes addressed translates into a hymn to modernity, to progress and embodies the optimistic and progressive vision of the beginning of the century.
The Futuristic Genius tapestry is the precise and summary representation of a brilliant process that brings the artist to the consciousness of the dynamic relationships of the universe, to represent them as pure shapes and colors, avant-garde not only of forms, but also and above all of intellectual intuitions , of dimensions that exceed the visible and give body to the invisible, as the author himself stated.

The geometries and vivid colors of Il Genio Futurista have generated sophisticated and artistic graphic elements on fine fabrics that Laura Biagiotti has proposed in the new collection for spring/summer 2019. In this image Lavinia and Laura Biagiotti, mythical and unforgettable creator soul of the brand, in front of the precious tapestry.

 

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