• francesca-marotta.jpg

L’Italia dei poster

Verso il Boom! 1950-1962
Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce
Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso – Fino al 28 aprile 2019

Moglie del designer e architetto Franco, Jeanne Grignani è stata una cartellonista e figurinista di origine ucraina che negli Anni Cinquanta del secolo scorso lavorò per le più importanti aziende italiane (come Borsalino, Singer e Pirelli) per le quali realizzò i poster pubblicitari più originali dell’epoca. Questo è stato realizzato per una macchina per cucire della Necchi ed è solo uno degli coloratissimi manifesti che compongono un percorso espositivo che permette di comprendere lo sviluppo del linguaggio pubblicitario in un periodo storico preciso.

“Passata la guerra, un incontenibile entusiasmo progettuale si diffonde capillarmente lungo tutto lo stivale”, scrive la curatrice Marta Mazza. “E la pubblicità riflette e anticipa, sottolinea ed enfatizza questo sentimento, vivendo un momento di straordinaria effervescenza”. Un’epoca di grandi fermenti durante il quale i talenti del Bel Paese compiono i primi passi. “Nel generale innamoramento per l’America (da cui arrivano bevande, detersivi e agenzie pubblicitarie, minime avanguardie tangibili di quello che resta un sogno ancora lontano) spicca il caso tutto italiano di Armando Testa: ispirato da una grande cultura pittorica, si rivelerà a lungo capace di ineguagliati traguardi di sintesi e di efficacia comunicativa”. Indimenticabile la sua pubblicità della carne in scatola messa proprio su una grande mucca stilizzata.

Regione Lombardia e i piaceri del design

Il Salone del Mobile 2019 è l’occasione per Regione Lombardia di aprire i propri spazi con una serie interessanti eventi che promuovono il Design e i talenti emergenti.

La presentazione delle numerose iniziative in programma è avvenuta al Belvedere di Palazzo Lombardia che ospita fino al 14 aprile Lightrevolution. Il design che illumina la vita, realizzata da ADI, Associazione del Design Industriale, delegazione Lombardia. Lo stupefacente skyline offerto dal 39° piano ha fatto da sfondo alla selezione di prodotti e immagini provenienti dalle selezioni del premio Compasso d’Oro. Sarà facile perdersi nel percorso iconografico che scandisce la trasformazione dei costumi e della società proprio con l’evoluzione delle lampade e dei sistemi di illuminazione.

C’è un magnifico elemento della collezione In Ei disegnata da Issey Miyake + Reality Lab di Artemide che si fregia del Compasso d’Oro, una sorta di origami gigante che emana luce, esempio di innovazione tecnologica e forma unica che si piega su se stessa diventando piatta e sottile.

E poi c’è Eclisse di Artemide. Si legge nella motivazione che ha permesso a questa lampada da tavolo disegnata da Vico Magistretti di aggiudicarsi il Compasso d’Oro che “La Commissione stima che l’oggetto presentato abbia la doppia qualità di un alto valore progettistico-estetico e di una possibile diffusione di massa. Sottolinea che, con un semplice movimento a schermo rotante, gradua l’intensità dell’erogazione luminosa”.

La magia rivelata

Dopo numerose peripezie che lo hanno visto girovagare dal 1610 tra l’Italia e la Francia, per poi approdare definitivamente alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano dove oggi è conservato, dopo quattro anni di lavoro accurato e intenso è giunto al termine il restauro del Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Una composizione immensa, magica, rivelata, che toglie il fiato. Anche se l’opera è nota come Scuola di Atene, il titolo corretto è La Filosofia è ha un grandissimo valore artistico e storico.
“Il cartone preparatoriio per la scuola di Atene rappresenta un unicum nella storia dell’arte. Non solo è l’unico cartone preparatorio rinascimentale di queste dimensioni, giunto pressoché integro fino ai giorni nostri, ma rappresenta il culmine del processo ideativo di Raffaello (Urbino 1483 – Roma 1520) per una delle opere simbolo del Rinascimento italiano: l’affresco della Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura in Vaticano commissionati all’artista da Papa Giulio II”, dichiara in una nota Maurizio Michelozzi, che ha diretto e coordinato il restauro su progetto di allestimento di Stefano Boeri Architetti.

Fondazione Fiera Milano, partner ufficiale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana per il biennio 2018-2019, contribuirà a sostenere le attività promozionali del Cartone di Raffaello, completamente restaurato, così come quelle di valorizzazione del patrimonio leonardesco dell’Istituzione, realizzate in occasione del V Centenario della morte del genio fiorentino.
L’intervento è stato interamente sostenuto dal contributo della società RaMo, per volontà del fondatore Giuseppe Rabolini.
Il Cartone è stato inserito in una nuova teca, realizzata dalla società Goppion, che si compone di un imponente lastra di vetro protettivo.
A completare l’allestimento, saranno presenti, inoltre, apparati didattici e informativi, che illustreranno la storia, la tecnica e il restauro di questo capolavoro ed elementi unici di arredo realizzati da Riva 1920 su progetto di Stefano Boeri Architetti.
Gli strumenti multimediali e interattivi, a supporto del visitatore, sono stati realizzati da OLO creative farm.

 

50 storie di donne coraggiose

Vincitrice del premio Nobel nel 1926, prima e unica donna italiana, Grazia Deledda (1871-1936) ha combattuto fin da giovane i pregiudizi maschilisti, e fu molto ostacolata a Nuoro dai vicini che criticavano il suo talento letterario già a 13 anni quando pubblicò il suo primo racconto. Ma lei aveva individuato il suo stile e continuò per la sua strada con una determinazione d’acciaio che la portò a diventare una delle scrittrici più stimate e apprezzate al mondo.
Anna Magnani (1908-1973), acclamata attrice vincitrice di un premio Oscar nel 1956, riuscì a diventare l’attrice più pagata d’Europa perché ottenne di essere remunerata come il suo partner nel film Roma città aperta.
Maria Montessori (1870-1952) dimostrò come le gioie della scienza e dell’insegnamento possono essere alla portata di una donna. Non solo, ma il suo rivoluzionario e originale metodo, che diede una speranza anche ai bambini più in difficoltà, resiste tuttora, con ventiduemila scuole in centodieci Paesi nel mondo che portano il suo nome.

Queste sono tre delle 50 lezioni di vita di donne raccolte nel libro illustrato Che cosa farebbe Frida Kahlo? edito da Sonzogno. Le autrici londinesi Elizabeth Foley e Beth Coates propongono gli insegnamenti tratti dalle vicissitudini di personalità femminili del passato, che hanno avuto il coraggio e la determinazione di costruire il proprio destino in epoche dominate da uomini. Esempi d’incoraggiamento che attingono anche dal mondo della scienza, dell’arte e della cultura, d’ispirazione per chi ha problemi di assertività, dubita delle proprie capacità o è vittima di mille insicurezze. L’attrice Mae West, per esempio, fu un sex symbol che non si piegò mai ai dettami estetici dell’epoca, mentre l’artista latinoamericana citata nel titolo del volume trasformò la propria sventura in arte: non rinunciò mai a curare il proprio aspetto e usò gli abiti per sentirsi più forte e affermare la propria identità. Senza dimenticare l’artista latinoamericana citata nel titolo del volume trasformò la propria sventura in arte. Non solo. Si fece promotrice di uno stile tutto suo: non rinunciò mai a curare il proprio aspetto e usò gli abiti per sentirsi più forte e affermare la propria identità.

Abiti e profumi, un nuovo binomio artistico

E’ possibile elevare all’ennesima potenza la forza seduttiva di un indumento? Sì, se al tessuto viene unita anche una fragranza. Nella realizzazione di questo obiettivo è riuscita Alessia Dettori, creatrice della linea di abbigliamento Made in Italy Tessuti Profumati.

“Moda e fragranze sono due mondi che vedo combinati. La mia sfida è quella di far vivere ogni mia creazione anche a occhi chiusi, con la fantasia che vola assaporandone con puro piacere le note olfattive che emana. Natualmente, anche la vista è appagata grazie a modelli fluidi e avvolgenti che catturano lo sguardo, realizzati con i tessuti di qualità che, con il semplice movimento, riattivano e rendono più potenti le essenze profumate ipoallergeniche di cui sono impregnati”, racconta la stilista nata e cresciuta all’Isola d’Elba. Il metodo di fissaggio delle note olfattive è brevettato, e fa sì che con il lavaggio l’aroma non si disperda e mantenga a lungo la sua intensità, perché rimane impresso nella memoria del filato.

Francesca Cerruti e l'arte della sinergia e della cooperazione tra uomo e donna

Il gender career gap, ovvero le pari opportunità di genere per fare carriera, negli ultimi anni trova nello Stato italiano un impegno concreto per valorizzare e favorire la partecipazione femminile, garantendo possibilità eque di accesso a posizioni di potere grazie alle cosiddette quote rosa, che superando non pochi ostacoli cominciano a dare piccoli risultati.

Diversa la situazione nel privato. Uno degli esempi più significativi è rappresentato dalla 34enne Francesca Cerruti, vice direttore generale di ab medica, società in forte crescita con sede a Cerro Maggiore in provincia di Milano, specializzata nella produzione e distribuzione di tecnologie medicali avanzate e sistemi di chirurgia robotica, dove oltre il 50% dei dipendenti è donna!

“Siamo una realtà che mira all’eccellenza e la cerchiamo nelle risorse, senza pensare a farne una questione di genere. Cerchiamo di collocare i dipendenti nelle posizioni in cui potranno esprimersi al meglio, dato che è poi il lavoro corale a condurci al traguardo. Seguendo, quindi, una logica di risultato, piuttosto che una filosofia, ab medica ha visto crescere anche in posizioni manageriali importanti una nutrita rappresentanza femminile. In occasione della recente Festa della donna, per esempio, abbiamo deciso di lanciare un messaggio di sinergia e cooperazione, in grado di superare le differenze ma che possa esaltare le reciproche diversità di genere, realizzando un piccolo omaggio per tutti i nostri dipendenti, donne e uomini” spiega Francesca Cerruti, diventata manager mettendo in campo un grande impegno, e stimolata da un uomo, suo padre Aldo, fondatore e amministratore unico di ab medica, che rappresenta per lei un modello di riferimento forte e importante.

“L’ho sempre visto, e lo vedo tutt’ora come l’incarnazione del motto “volere è potere”: ha conseguito mete ambiziose, senza mai lasciarsi frenare dagli ostacoli trovati lungo il percorso. E’ così che da agente alla Bosa Elettromedicali è diventato il Presidente di quella che oggi è l’azienda italiana leader nel settore delle tecnologie medicali. In 35 anni ho visto mio padre sempre deciso e intraprendente. Qualità che vorrei fare mie”.

Quando ha iniziato a “frequentare” l’azienda?
“Sono “letteralmente” di famiglia. Mio padre l’ha fondata nel 1984 e io sono nata l’anno successivo. Siamo cresciute insieme. Avevo poco più di 20 anni quando ho messo piede in azienda e da allora continuo a fare il pieno di esperienze”.

Donna e figlia del fondatore: quali sono state le difficoltà?
“La difficoltà maggiore era rappresentata da me stessa. Ho iniziato a lavorare che ero davvero giovane e inesperta. Volevo imparare e scalpitavo. Ma è stato proprio il tempo a insegnarmi che con la pazienza e la costanza avrei dimostrato le mie capacità. Non volevo essere “la figlia di…”, ma crescere facendomi conoscere per quella che sono. In tutto questo essere donna non ha rappresentato un limite, almeno in ab medica, dove l’importante non è tanto il genere quanto il contributo che ciascuno può e sa dare all’azienda. All’esterno il discorso cambia La medicina e la tecnologia, settori in cui operiamo, sono ancora appannaggio prevalentemente maschile, ma anche qui, con buona volontà e un pizzico di sfrontatezza, ho imparato a farmi valere. In sala operatoria, se dimostri di essere competente nell’affiancare il medico, il chirurgo apprezzerà il lavoro di clinico, al di là del tuo esser donna o uomo”.

Come ha iniziato?
“Non ho avuto corsie preferenziali, e ho iniziato con la classica gavetta. Ho praticamente vissuto in prima persona tutti i dipartimenti dell’azienda: dal magazzino all’ufficio contabilità, fino ad arrivare alla guida dell’ufficio marketing e comunicazione. Per me è stata un’impareggiabile palestra che mi ha permesso di comprendere la complessità di un’impresa che vive e si evolve quotidianamente. A questa partenza si è aggiunta poi la formazione, per ben cinque anni con presenza in sala operatoria, per affiancare l’attività dei chiurghi che si avvalgono delle nostre tecnologie medicali. Un passo dopo l’altro, insomma, mi sono trovata a occupare con orgoglio una posizione importante e di grande responsabilità”.

Ci parla della filosofia operativa di ab medica?
Si potrebbe dire “instancabile esplorazione”: il settore delle tecnologie, e in particolare quelle medicali, richiede continui aggiornamenti. Fin dalla fondazione, mio padre ha avuto ben chiara la necessità di essere in grado di re-inventare, cercare nuove soluzioni, scovare device innovativi, cogliere opportunità inedite. Durante questo percorso abbiamo avuto molte soddisfazioni: siamo stati i primi in Italia ad avere introdotto il catetere multilume. Si tratta di un primato cui ne sono seguiti molti altri, come l’aver creduto in Gasless, primo sistema che consente la chirurgia laparoscopica senza utilizzo di gas; abbiamo colto, in anticipo sui tempi, le potenzialità della chirurgia robotica da Vinci (mai vista in Italia prima che la distribuissimo nel 1999) e della radiochirurgia stereotassica con il CyberKnife. E se il mercato non offre nulla di avanguardistico? Lì subentra il nostro reparto R&D che negli anni ha progettato diversi device come il caschetto HelMate o il Cardioclinic. Abbiamo puntato molto anche sulla politica di acquisizioni, che ci ha consentito di abbracciare numerose altre realtà, in modo coerente con il desiderio di offrire la migliore qualità di vita e di cura al paziente. Insomma, accresciamo il nostro know-how con le competenze e le unicità delle aziende che fanno parte del nostro gruppo, da ATLC a Genomnia, passando per Medical Labs, Telbios, Officine Ortopediche Rizzoli, WinMedical”.

 

Nella foto, Francesca Cerruti con il padre Aldo Cerruti

Lo slancio verso il futuro su una tela

Giacomo Balla. Genio Futurista
Gallerie d’Italia, Sede Museale Intesa Sanpaolo, Milano – Fino al 12 maggio 2019

Il mito della velocità, del dinamismo sviluppati con i colori a olio della bandiera italiana su una tela di 257 cm x 381 cm. Trovarsi davanti a questa monumentale opera intitolata Il Genio Futurista, che fa parte della Collezione Biagiotti, significa avere l’opportunità vedere dal vivo un’opera che ha sancito la diffusione in tutta Europa di una corrente artistica e ideologica che ha aperto la strada alle avanguardie internazionali.
Esposto per la prima volta a Parigi nel 1925 all’Exposition des Arts décoratifs moderne, questo arazzo ha una composizione prismatica incentrata sulla figura di un uomo con la testa a stella, e viene considerato un omaggio a Tommaso Marinetti inventore del Futurismo, un nuovo concetto di arte, non più intesa come semplice rappresentazione, ma come azione concreta sul mondo, che nei temi affrontati si traduce in un inno alla modernità, al progresso ed incarna la visione ottimista e progressista di inizio secolo.
L’arazzo Il Genio Futurista è la rappresentazione precisa e riassuntiva di un processo geniale che porta l’artista alla coscienza dei rapporti dinamici dell’universo, a rappresentarli come forme e colori puri, avanguardia non solo di forme, ma anche e soprattutto di intuizioni intellettuali, di dimensioni che superano il visibile e danno corpo all’invisibile, come affermava lo stesso autore.

Le geometrie e i colori vivi de Il Genio Futuristaha generato grafismi sofisticati e artistici su tessuti pregiati che Laura Biagiotti ha proposto nella nuova collezione per la primavera estate 2019. In questa immagine Lavinia e Laura Biagiotti, mitica e indimenticata anima creatrice della griffe, davanti al prezioso arazzo.

Milano immaginata da un Genio

Leonardo & Warhol The Genius Experience
Cripta di San Sepolcro, Milano – Fino al 30 giugno 2019

Uno show multimediale particolarmente coinvolgente, e curato da Giuseppe Frangi, prende vita alla sala Sottofedericiana della Pinacoteca Ambrosiana. Le immagini che si rincorrono su soffitti, pareti e pavimento guida alla scoperta della Milano vissuta, disegnata e, soprattutto, immaginata da Leonardo da Vinci. A completare questa esperienza, in fondo al locale c’è The Last Supper di Andy Warhol, che rappresenta l’interpretazione del Cenacolo leonardesco del padre della Pop Art. Il percorso si conclude nella Cripta della Chiesa del San Sepolcro, luogo cui il genio italiano era molto legato e che in una mappa del Codex Atlanticus indicava come il vero centro del capoluogo lombardo.

L’arte della plissettatura italiana

Lunghe e a raggiera, frammentate, parallele o diagonali, con gli spigoli oppure arrotondate. Le pieghe del tessuto plissettato possono avere un’infinità di forme, e si ottengono seguendo procedure precise che richiedono competenze specifiche e anche senso artistico.

Conferire la plissettatura a una stoffa, infatti, è un procedimento molto laborioso: si fanno degli origami su due cartoncini e, dopo aver inciso il motivo con un taglierino, il tessuto va inserito tra questi due elementi. Il tutto è sottoposto a un bagno di vapore con temperatura che va dai 30 ai 100 gradi.

Maestri in quest’arte sono Marco Viviani e la moglie Roberta Bacci, le due anime della storica bottega Plissettatura Milady. Fondata nel 1964 nel centro storico di Firenze, questa realtà è l’eccellenza artigianale della moda italiana, che trasforma tessuti pregiati e pelli morbide in piccole sculture con procedute fatte a mano.

Capolavori dell’haute couture che la stilista Francesca Venuti ha trasformato nel tratto distintivo delle sue creazioni. “(mine de rien) è nata un anno fa con la filosofia del pezzo unico realizzato con tessuti diversi, che non avranno mai un doppio. E questa unicità riesco a ottenerla con il prezioso contributo di questi artigiani, che svolgono con passione il proprio mestiere. Non realizzo solo il classico soleil (le pieghe piccole e morbide che creano una sorta di ventaglio che dona ampiezza e movimento a bluse, gonne e abiti, ma avvalendomi del prezioso contributo di questi due artisti artigiani sviluppo anche righe e motivi geometrici in rilievo, che regalano tridimensionalità alle stoffe che scelgo”.

L’arte è un’avventura fantastica

Dalle grotte di Lescaux alle piramidi degli Egizi, passando per i templi Greci e Romani, fino ad arrivare a Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, agli Impressionisti. Scoprire e apprezzare l’arte diventa anche un divertimento con Artonauti, il nuovo album di figurine che svela gradualmente affreschi, dipinti, sculture che scandiscono lo sviluppo della materia più affascinante che ci sia.

Non ci sono soltanto le figurine, ma disseminati tra le 64 pagine della raccolta articolata in 28 illustrazioni e 65 opere d’arte, ci sono anche aneddoti, curiosità e 20 tra quiz e indovinelli più 2 pagine di giochi.

E poi c’è il gioco nel gioco: ogni bustina contiene 5 figurine e una Twin Card, una delle 25 coppie che, una volta accostate, danno forma a un’opera d’arte. Con queste i ragazzi possono divertirsi con il gioco della memoria, cercando di ricomporre le coppie dopo averle mescolate a tutte le altre.

L’idea e il progetto di Artonauti sono stati sviluppati da Daniela Re, insegnante, mediatrice culturale ed esperta in riabilitazione cognitiva, e Marco Tatarella, da molti anni alla guida di una casa editrice che si occupa di libri d’arte e architettura, di periodici di musica e di servizi editoriali.
Insieme hanno fondato Wizart, un’impresa sociale no profit, che con Artonauti ha vinto la quarta edizione del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo.

Artonauti è un neologismo: una sintesi tra le parole arte e astronauti, e per i due ideatori serve per identificare un viaggio avventuroso. Proprio come quelli fantastici degli argonauti, personaggi epici e leggendari.

Questo progetto si basa su tre principi fondamentali: l’arte può essere alla portata di tutti; il gioco analogico come quello di un album di figurine rappresenta lo strumento didattico più valido ed efficace per i bambini; infine arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale per lo sviluppo evolutivo dei bambini.
Numerosi studi dimostrano, infatti, che questa disciplina contribuisce a sviluppare le capacità espressive, il ragionamento logico, matematico e linguistico. Leggendo i più importanti esperti nel campo evolutivo si scopre l’importanza di avvicinare i bambini alle opere artistiche fin dalla più tenera età. Maria Montessori pensava che la cultura fosse assorbita dal bambino attraverso esperienze individuali in un ambiente ricco di occasioni, di scoperta e di lavoro. Bruno Munari sosteneva che invece di lunghe spiegazioni è preferibile far vedere come si fa attraverso “azioni-gioco”, perché con il gioco il bambino partecipa attivamente, al contrario se ascolta si distrae. Loris Malaguzzi, ideatore del metodo Reggio Emilia, elaborò la teoria secondo la quale l’apprendimento è un processo “auto-costruttivo”, cioè il frutto dell’attività dei bambini stessi.

Antonello da Messina al Poldi Pezzoli

Prima di immergersi nelle sale del Palazzo Reale e perdersi ad ammirare le 19 opere di Antonello da Messina nella mostra a lui dedicata (fino al 2 giugno 2019), suggerisco di andare prima al Museo Poldi Pezzoli. Qui, nel Salore dorato c’è la Vergine Leggente, donata da Luciana Forti, figlia dell’imprenditore mecenate Mino.

Non è solo un viso, un velo bianco che allude al matrimonio, un libro di preghiere, due angeli che reggono una corona di pietre preziose tempestate di perle, di pietre preziose e gigli. Osservarla diventa un’esperienza interattiva. La Vergine stava leggendo, qualcosa ha interrotto la lettura, solleva parzialmente lo sguardo, ma non ci guarda. E questo è molto intrigante: costringe a guardarla. Diventa così un’esperienza preziosa e affascinante, attimi brevi ma lunghissimi, che permette di avvicinarsi, di prendere dimestichezza, con la bellezza creata da uno dei più misteriosi, enigmatici e abili pittori di tutti i tempi. Milano

Fendi e il tocco di Karl

La sfilata Fendi per l’autunno inverno 2019/20 a Milano si è conclusa con un emozionante video in omaggio a Karl Lagerfeld, recentemente scomparso, che è stato direttore creativo della maison italiana dal 1965. Osservando i capi della collezione, l’impronta del designer è forte e viva: dalla costruzione dei capi spalla alle gonne plissettate leggere e voluttuose, ai colli delle camicie inamidati e perfetti.

La lezione blu di Giorgio Armani

Ha una cifra stilistica inconfondibile, che a ogni collezione si rinnova costantemente fornendo innumerevoli spunti per rendere contemporaneo il guardaroba, pur rimanendo fedele a se stesso. La collezione dell’autunno inverno 2019/2020 di Giorgio Armani è un omaggio al blu. Al suo blu. Essenziale e confortevole come lui stesso lo definisce, declinato all’infinito, mai piatto e monotono ma mosso da mille sfumature come le case della magica città di Jodhpur, nel Rajasthan. E il desiderio per quello che propone si eleva all’ennesima potenza. Come non desiderare il piumino tridimensionale con le arricciature gonfie, la giacca con il bordo di un revers che fa zig zag, o la tuta d’ispirazione militare con la cintura alta in vita?

Prada e l’equilibrio tra la forza e la dolcezza

Giacche d’ispirazione militare, cappotti sartoriali rielaborati in chiave contemporanea, abiti seducenti disegnati sulla figura, tanto nero ma anche colori brillanti dal turchese al ciclamino, al lilla. E poi i sandali con le fiamme e gli anfibi con gli accessori. Ci sono anche le rose. Ovunque, disegnate, ricamate oppure in rilievo.

Per l’autunno inverno 2019/20 Prada ha disegnato una collezione che coniuga forza e dolcezza, praticità e romanticismo. Disegnata in modo pulito e, come di consueto, di forte impatto.

Yezael tra realtà e finzione

Digitale e umano insieme. E’ questa l’apparente dicotomia che porta in passerella Yezael per l’Autunno Inverno 2019/20. Da un lato il mondo reale con la vita quotidiana, fatta di convivenza tra etnie diverse, inclusione e ricerca della felicità; dall’altro c’è la vita sui social, sorridente e di plastica, narcisismo e desideri insoddisfatti, con le immagini da sogno passate e presenti rilanciate all’infinito.

Un cocktail di frammenti reali e virtuali che lo stilista Angelo Cruciani traduce con capi architettonici, di grande impatto, e gender free, indossabili da donne e uomini, dove il vinile si mescola ai tessuti ologramma a effetto 3D, il velluto ai laminati. E i modelli/modelle indossano maschere senza spiragli: lì dietro può esserci chiunque.

Oh, Gucci!

Maschere con gli aculei, che nascondono l’identità e nello stesso tempo attirano gli sguardi, sono il decoro per gli occhi scelto dal direttore creativo Alessandro Michele per presentare la collezione Gucci dell'Autunno Inverno 2019/20 a Milano Moda Donna appena iniziata.

Progettati solo per lo show, anche altri altri accessori densi di significati simbolici e citazioni ricercate hanno decorato il volto e la testa dei modelli e delle modelle che hanno sfilato su una passerella luminosa e punteggiata di luci Led. A completare le sovrapposizioni creative di completi di pelle d’ispirazione Anni Settanta, delle giacche con le spalle larghe reminescenze degli Anni Ottanta come le tute mosse da geometrie in bianco e nero, c’erano anche copri orecchie di metallo dorato, cappelli con maxi visiere colorate e maschere di lattice.

Andy Warhol e Loredana Bertè - Un duetto leggendario

Andy Warhol – L’alchimista degli anni Sessanta
Villa Reale di Monza, Orangerie – Fino al 28 aprile 2019

Non tutti sanno che Andy Warhol, l’artista considerato uno dei maestri assoluti del Novecento per la sua capacità di interpretare la società contemporanea, ha lavorato con Loredana Bertè. La regina italiana del rock nel 1981 andò a New York per incidere l’album Made In Italy, e in quel periodo frequentò la Factory, il tempio creativo del maestro della Pop Art, guadagnandosi anche il soprannome di Pasta Queen per le sue doti culinarie.
Il creatore di arte seriale e l’artista italiana più anticonformista a amata che ci sia, collaborarono alla realizzazione dell’album con il videoclip Movie, diretto da Don Munroe, e la foto di copertina, un primo piano intenso della cantante catturato dall’abilità di Christopher Makos, apprendista di Man Ray e considerato il fotografo più moderno d’America.

Per vedere dal vivo questa piccola opera d’arte, l’occasione giusta è la mostra dedicata ad Andy Warhol alla Villa Reale di Monza. Un percorso espositivo che permette di ripercorrerne l’universo creativo del gigante dell’arte contemporanea attraverso le icone più riconoscibili della sua arte: da Marilyn Monroe a Jackie Kennedy, da Muhammad Alì a Mao Tse-Tung a Liza Minelli.

Viene anche analizzata la Rivoluzione sessuale, di cui Warhol fu testimone, senza dimenticare che è stato uno dei principali artefici della liberazione dei costumi. In particolare è possibile vedere da vicino le foto di Makos che ritraggono il maestro in abiti femminili e il film Women in revolt, girato a New York nel 1971 e doppiato nella versione italiana da Vladimir Luxuria.

Dal 9 maggio questa mostra si trasferirà in 3 palazzi storici pugliesi: il Castello Normanno Svevo di Mesagne, Palazzo Tanzarella a Ostuni e Palazzo Ducale di Martina Franca

 

Gallery

Ritratto di Andy Warho, Leo Castelli Gallery, 1982, poster della mostra; courtesy Marco Rettani, Swiss Collection, e due serigrafie sul tema Camouflage

L’anno della ricchezza e della fortuna

Il 5 febbraio si festeggia il Capodanno Cinese. Quest’anno il mondo della bellezza lo festeggia con edizioni limitate colorate e divertenti, arricchite da tocchi fiammanti, ispirati alle lanterne rosse. In Cina, e nelle comunità sparse in tutto il mondo, gli inconfondibili lumi fatti di carta si accendono per dare il benvenuto all’Anno del Maiale, simbolo di ricchezza e fortuna.

Miniature Set di Acqua di Parma
Nel cofanetto rosso, con decori geometrici dorati, completamente realizzato a mano c’è una selezione delle eau de cologne intramontabili racchiuse negli iconici flaconi Art Déco: Colonia, Colonia Pura, Essenza, Colonia Club e Colonia Intensa.

Crema Mani Limited Edition Capodanno Cinese di L’Occitane en Provence
Contiene burro di karité biologico a rapido assorbimento e contrasta efficacemente aridità e secchezza.

Ultra Facial Cream Limited Edition Chinese New Year di Kiehl’s Since 1851
Jonny Wan è l’artista che ha disegnato l’etichetta celebrativa dell’iconico trattamento idratante.

Signorina New Year Edition Edp di Salvatore Ferragamo
Edizione speciale per il profumo con note stuzzicanti di pepe rosa e ribes associati a rosa, peonia e gelsomino, muschio e patchouli.

Powermatte Lip Pigment Lunar Year Collection di NARS
Nell’astuccio celebrativo c’è un rossetto dalla consistenza liquida e a elevata concentrazione di pigmenti che dona un colore coprente al primo passaggio.

Giorgio Pizzoni. La politica dell’ombrello e la strategia dei piccoli passi

Uomo e gentiluomo d’altri tempi. Elegante, composto, dai valori familiari forti e saldi, con lo sguardo vivace, molto attento ed esigente. Giorgio Pizzoni è artefice della fondazione e della crescita di un’azienda, la Pool Pharma. Costituita nel 1997, ha puntato sul mondo degli integratori alimentari venduti in farmacia quando il settore - che vive oggi un momento di grande fermento - era agli inizi in Italia.

Oggi la Pool Pharma è leader di mercato di questo segmento, risultato che è frutto di una strategia precisa. «In un progetto ambizioso la bravura dell’imprenditore sta nel mettere insieme persone e mezzi, idee e risorse. Voler fare tutto da solo è inutile: molto meglio selezionare gli specialisti di ogni ramo di attività e farli lavorare in armonia», dice Giorgio Pizzoni.

In un’impresa serve chi sa intuire e prevedere i desideri delle persone, chi ha le competenze per formulare il prodotto, chi è strutturato per realizzarlo, chi ha esperienza per distribuirlo e chi ha i mezzi e le capacità per promuoverlo in modo adeguato. È impensabile che un uomo da solo possa fare tutto. Anche il clima lavorativo è fondamentale per il successo. L’atmosfera che si respira tra le scrivanie, se è positiva, è un dato di fondamentale importanza. Non poteva quindi mancare una persona che si attivasse per instaurare tra i lavoratori la sintonia giusta.

Laureata in Farmacia con una tesi sugli integratori, all’inizio la figlia dell’imprenditore, Camilla Pizzoni, entra nella struttura senza un ruolo preciso e trascorre i primi periodi a osservare, imparare e proporre. «Ha doti di empatia che la 
fanno diventare immediatamente con
fidente e consigliera 
del personale, e dun
que artefice e garante del buon clima di convivenza aziendale» dice Pizzoni. Un incarico prezioso che si aggiunge a quello chiave di Direttore Tecnico. I tasselli che contribuiscono alla solidità imprenditoriale non si esauriscono qui.

«La mia visione dell’impresa si può definire come la politica dei piccoli passi: l’importante è avanzare sempre, a prescindere che il passo sia ampio o ridotto. Per coprire un chilometro servono tanti centimetri. Partire dal primo centimetro è il modo migliore per arrivare al centomillesimo» sottolinea Pizzoni.

E poi c’è la pubblicità, che non va trascurata. «Credo nel valore della comunicazione. E’ fondamentale: che senso ha disporre di un ottimo prodotto se non lo conosce nessuno?». Ecco perché l’investimento di risorse su questo fronte è sempre significativo per imporre ogni integratore che viene messo sul mercato.
Centrale è anche l’intuizione dello slogan che accompagna il lancio di ogni preparato, raccontato sempre con poche ma efficaci parole descrittive, tipo :”Da Pool Pharma in farmacia” che immediatamente chiarisce la caratteristica fondamentale del prodotto: «Questa frase serve a ricordare che scegliamo di distribuire i nostri prodotti unicamente nel canale farmaceutico per ribadirne sicurezza e qualità elevata» spiega Giorgio Pizzoni.
E poi c’è la pubblicità, che non va trascurata. «Credo nel valore della comunicazione. E’ fondamentale: che senso ha disporre di un ottimo prodotto se non lo conosce nessuno?». Ecco perché l’investimento di risorse su questo fronte è sempre significativo per imporre ogni integratore che viene messo sul mercato.

Il primo integratore firmato Pool Pharma è stato MG.K Vis. Mg è la sigla del magnesio, K quella del potassio e Vis è la parola latina che significa forza. Questa formula è stata comunicata ai consumatori grazie a una strategia che ha puntato sulle telepromozioni gestite da conduttori che ne illustravano le caratteristiche. Ed è così che la nuova fonte di energia per l’organismo stanco e stressato è diventato subito un successo. In seguito, sempre “figli” di MF. K Vis, sono nati MF. K Vis Instant Energy, MF. K Vis Ricarica Plus, ciascuno con caratteristiche specifiche. Questa modalità si chiama strategia dell’ombrello che consiste nel declinare lo stesso prodotto con funzionalità aggiuntive o per destinatari differenti: «Ogni ulteriore integratore appartiene al medesimo ramo ma, come le stecche dell’ombrello, si ramifica a sostenere lembi nuovi di tessuto», spiega Sandro Pizzoni, l’altro figlio dell’imprenditore, che nell’azienda familiare ricopre il ruolo di Marketing Manager. È lui che, insieme alla sorella Camilla, ha suggerito questo tipo di approccio. 

«Per gennaio 2019 è previsto il lancio di un nuovo prodotto per le donne, sempre a marchio MG.K Vis», annuncia Camilla. «Si tratta di un preparato a base di un cocktail esclusivo e innovativo di principi attivi che permettono realmente di contrastare i disagi legati alla menopausa».

Nel tempo, Pool Pharma focalizza sempre più l’attenzione su preparati che puntano non solo al benessere ma anche alla prevenzione. Ne sono un esempio gli ultimi nati: Urogermin, integratore soft gel con estratti di serenoa repens che favorisce la funzionalità della prostata e delle vie urinarie; Trio Digeracid, il granulato effervescente con estratti e componenti vegetali e fermenti lattici vivi ad azione probiotica che favorisce la digestione; e il nuovissimo Melasin Pura, a base di un milligrammo del prezioso principio attivo, puro al 99 per cento, che contribuisce a facilitare il sonno.

L’azienda capitanata da Giorgio Pizzoni, però, non punta soltanto sulle competenze dei professionisti, preoccupandosi che il lavoro si svolga in un ambiente sereno e armonioso, e sull’innovazione e sull’efficacia delle formulazioni degli integratori che inserisce nel processo produttivo, ma è attiva anche sul fronte della formazione: «Il mercato degli integratori è in crescita e l’offerta è talmente ampia che il consumatore non è in grado di scegliere in autonomia. Affinché i consumatori possano disporre del consiglio qualificato e autorevole del farmacista abbiamo avviato, alla fine del 2017, il progetto Universo Benessere. Un’iniziativa che ci vede impegnati proprio a supportare il lavoro dei farmacisti, fornendo loro la formazione e gli strumenti necessari per capire i prodotti, le funzioni specifiche dei principi attivi inseriti nelle formulazioni e il modo più appropriato per spiegarne i benefici ai clienti», conclude Sandro Pizzoni.

 

L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana
Prima Parte
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Fino al 17 marzo 2019

Le celebrazioni per l’anno di Leonardo alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana sono già iniziate lo scorso anno. Per l’esattezza il 18 dicembre 2018 con un percorso espositivo appassionante, che durerà per tutto il 2019, in un crescendo di iniziative decisamente interessanti.
La prima tappa di questa avvincente mostra a lungo termine è la rassegna I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana incentrata sui preziosi fogli che conservano i disegni più affascinanti che il Genio elaborò con la perizia artistica che universalmente gli è riconosciuta.

Il Codice Atlantico giunse alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 come dono del conte Galeazzo Arconati, esponente della migliore aristocrazia milanese. Si tratta di una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi per un totale di circa 1750 disegni. Il nome “atlantico” non indica il contenuto del codice, bensì il formato delle grandi pagine (che servivano normalmente per confezionare gli atlanti) su cui erano stati incollati i fogli per meglio conservarli e tutelarli da possibili dispersioni.

Il Codice Atlantico è la collezione leonardiana più importante e completa al mondo; in esso si mescolano tutte le discipline coltivate dal grande genio di Vinci dagli anni giovanili fino a poco prima della morte: l’architettura e l’idraulica, la medicina e l’ottica, la meccanica e l’urbanistica, la geometria e l’astronomia, l’anatomia e le diverse arti figurative. Notevoli sono i progetti di macchine semoventi, di armi sempre più sofisticate, di ingranaggi e di congegni, dei quali Leonardo ha lasciato stupendi disegni che spesso diventano vere e proprie opere d’arte.

Ecco le date delle tappe successive.
La seconda parte – dal 19 marzo al 16 giugno 2019 – proporrà alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà in modo particolare sugli studi d’ingegneria civile: congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

La terza rassegna, Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico, dal 18 giugno al 15 settembre 2019, curata da Pietro C. Marani, approfondirà gli ultimi anni di attività del maestro, attraverso una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese di Leonardo, presso la corte di Francesco I.

L’anno leonardiano alla Biblioteca Ambrosiana termina con la mostra Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche, curata da Benedetta Spadaccini, in programma dal 17 settembre 2018 al 12 gennaio 2020, dedicata ai disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia.

Scritto da: Francesca Marotta

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Sinonimo di autorità e di potere, ma anche di seduzione, di tenacia e di anticonformismo, il nero è stato il colore principale e l’atmosfera dominante della maggior parte degli eventi cui ho partecipato. Un protagonista assoluto anche delle cose che ho avuto il piacere di vedere e l’opportunità di toccare.

A partire dalle mostre fotografiche, di autori contemporanei e di mostri sacri del passato, da Cuneo a Milano. Poi ci sono i cosmetici per capelli, le borse imperdibili e le creazioni affascinanti di una giovane stilista, che ha scelto quello che è considerato “l’assenza del colore” come minimo comun denominatore della sua collezione.

Molti anni fa, quando ho iniziato a lavorare come giornalista, ricordo che rimasi enormemente stupita e incuriosita dalle colleghe della moda: vestivano sempre di nero. Una cromia al di sopra di tutte le altre, e perciò immune dall’essere contagiata da mode e da tendenze. Non solo, proprio per questo è considerata il massimo dell’eleganza. Fin troppo, oserei dire. All’eccesso, infatti, diventa noiosa e scontata. Da personalizzare, a parer mio, sempre con accessori interessanti, che parlino cioè di chi li indossa.


A thousand ways to say black

Synonym of authority and power, but also of seduction, of tenacity and unconventionality, black is the main color and the dominant atmosphere of most of the events I attended. An absolute protagonist even of things that I had the pleasure of seeing and the opportunity to touch. 

Starting from photo exhibitions of contemporary artists and superstars from the past, from Cuneo to Milan. Then there are cosmetics for hair, don’t waste handbags and the fascinating creations of a young designer, who has chosen what is considered the "absence of color" as the lowest common denominator of his collection. 

Many years ago, when I started working as a journalist, I remember that I was greatly surprised and intrigued by fellows fashion: always dressed in black. A colour above all others, and therefore immune from being infected by fads and by trends. Not only that, precisely for this reason it is considered the highest elegance. Too much, I dare say. Excess, in fact, becomes boring and too obvious. To customize, in my opinion, always with interesting accessories, that speak of who to the wearer.


Nero d’autore

Cesare Longhi, Riae Maleficent and the Raven’s Spell, 2014, fotografia e grafica digitale. Modella  Ria E. Mac Carthy. Vestito, trucco, corna  di Ria E. Mac Carthy

Ettone, Me and My Clothes, 2012, fotografia digitale. Modella Requiem Magnolia

Cunene, Atropos, 2012, fotografia e grafica digitale. Modella Corinna

Ho partecipato con grande curiosità all’anteprima della mostra il Cuneo Gotico a Cuneo. Innanzitutto perché ho scoperto una corrente artistica che ha sempre suscitato in me una certa indifferenza: il genere neogotico. E poi perché non conoscevo questa città piemontese, che chissà per quale motivo è sempre stata fuori dalle mie rotte. Una meta che si è rivelata una bella cittadina, ricca di storia e animata da cittadini dai modi cordiali. Insomma, un luogo che merita di essere visitato e scoperto.

La mostra collettiva Le camere Oscure fa parte del progetto triennale Il Cuneo Gotico, voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, ed è curata da Enzo Biffi Gentili, Direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO di Torino. E’ allestita nella Chiesa tardogotica di San Francesco, uno scenario che ho trovato particolarmente adatto a ospitare foto e installazioni che raccontano il tema delle rovine e della morte.

Il bilancio di questa visita è decisamente positivo. Sono rimasta impressionata soprattutto dalla bellezza di molte delle fotografie esposte: scatti eleganti e raffinati, che mi hanno proiettata in un’altra dimensione, onirica e anche un po’ inquietante. Insomma, piacevole, probabilmente, proprio per questi contrasti.


I attended with great curiosity to the preview of the exhibition Cuneo Gothic in Cuneo. Firstly, because I have discovered an artistic current that has always aroused in me a certain indifference: the gothic genre. And then because i didn't know this city of Piemonte, which for some reason has always been out of my routes. That turned out a beautiful little town, rich in history and animated by citizens with friendly manners. In short, a place that deserves to be visited and discovered.

The collective exhibition The Dark Room is part of the three-year project The Cuneo Gothic, organized by the Foundation Cassa di Risparmio di Cuneo, and is edited by Enzo Biffi Gentili, Director of the Seminar of Applied Arts / MIAAO of Turin. It is set in the late Gothic Church of San Francesco, an environment that I found particularly suitable to accommodate photos and installations that tell the theme of the ruins and death.

The outcome of this visit is very positive. I was especially impressed by the beauty of many of the photographs exhibited: elegant and refined shots, which  have projected me into another dimension, dreamlike and even a little creepy. In short, pleasant,  probably because of these contrasts.


 Nero come il caffè

Sebastiao Salgado alla Triennale di Milano e illy sustainArt Collection per Expo 2015

L’occasione per saperne di più della mia bevanda preferita me l’ha offerta illy alla Triennale di Milano. Qui, dall’11 giungo nell’ illyartlab c’è l’esposizione di un reportage fotografico nelle terre del caffè firmato Sebastião Salgado. Scatti in bianco e nero, forti e intensi, che mi hanno proiettata nelle terre della Costa Rica e di El Salvador, dove il prezioso chicco è coltivato. Grazie all’abilità del fotografo, le immagini esposte mi hanno dato la sensazione di vivere il lavoro nelle piantagioni, oltre che di apprezzare la bellezza di territori lontani e di percepire il fascino dei riti locali.

Sempre alla Triennale di Milano sono esposte le nuove tazzine artistiche illy sustainArt Collection per Expo 2015 create da quattro giovani artisti provenienti da altrettanti Paesi produttori di caffè: Costa Rica, Guatemala, Etiopia e Honduras. Il tema è “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e si inserisce in un progetto ideato nel 2007 da illy per estendere alla comunità artistica internazionale il suo approccio a una crescita sostenibile.

E a proposito di crescita sostenibile e di rispetto per l’ambiente, illy ha presentato anche Refilly, un sistema di ricarica del suo iconico barattolo, progettato per preservare la fragranza e l’aroma del suo caffè.


The opportunity to learn more of my favorite beverage, offer to me by illy at the Milan Triennale. Here, from 11 in June illyartlab there's the exposure of a photo reportage in the land of coffee signed Sebastião Salgado. Black and white shots, strong and intense, projecting us into the lands of Costa Rica and El Salvador, where the precious grain is grown. Thanks to the skill of the photographer, the images give us the feeling of experiencing the work in plantations, as well as to appreciate the beauty of distant lands and to feel the charm of the local rites.

Always at the Milan Triennale are exposed new artistic cups illy sustainArt Collection created for Expo 2015 by four young artists from many coffee producing countries: Costa Rica, Guatemala, Honduras and Ethiopia. The theme is "Feeding the Planet, Energy for Life" and is part of a project created in 2007 by illy for to extend to the international art community his approach to sustainable growth.

And speaking of sustainable growth and respect for the environment, illy has also introduced Refilly, a charging system of its iconic jar, designed to preserve the fragrance and aroma of his coffee.



 Nero come arte da indossare

Due creazioni di Alma Gemelli

I motivi floreali che si intrecciano in contrapposizione con sezioni anatomiche del corpo umano sono i protagonisti delle creazioni di moda di Alma Gemelli. Una giovane artista diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano che ha avuto l’idea di trasformare i suoi dipinti in una linea di abbigliamento.

Nei miei disegni voglio trasmettere il mistero della vita e della morte, dell’uomo e della natura. Tutto ciò che fa parte di noi, della nostra vita. Ossa, organi vivi o morti in contrasto con un fiore, una pianta, un colore. La vita”, racconta la creatrice.

Ho visto e toccato le sue creazioni: i tessuti sono di qualità come il cotone pettinato ring-spung, il marchio è ricamato e, per rendere il tipico effetto matita del disegno, ha utilizzato la stampa su raso.


The floral motifs that are woven in contrast with anatomical sections of the human body are the protagonists of the fashion creations of Alma Gemelli. A young artist graduated from the Academy of Fine Arts of Brera, who had the idea of transforming his paintings into a clothing line.

"In my drawings I want to convey the mystery of life and death, man and nature. Everything that is part of us, of our lives. Bones, dead or alive bodies in contrast with a flower, a plant, a color. Life", says the creator.

I have seen and touched his creations: the fabrics are of high quality such as cotton combed ring-spung, the brand is embroidered to make the typical effect of pencil drawing, used printing on satin.



Nero come la borsa con le frange

Gucci Nouveau

Le lunghe frange e il dettaglio in bambù sono le caratteristiche che balzano all’occhio della borsa Gucci Nouveau. Ma solo toccandola e indossandola se ne apprezzano altre caratteristiche interessanti, come la morbidezza della pelle e la leggerezza. E poi va indossata: è come non averla addosso e regala alla figura un movimento sinuoso e leggero come una carezza.


The long fringes and bamboo detail are the features of the Gucci bag Nouveau that catch the eye . But just by touching it and wearing it if they appreciate other interesting features, such as skin softness and lightness. And then worn it : it’s like not having him and gives the figure a sinuous movement and light as a caress.


S Spray Protettivo di Nera' Pantelleria

Nero per la bellezza

Nero e satinato è il flacone S Spray Protettivo di Nerà Pantelleria. Racchiude un’acqua leggera che protegge i capelli dall’azione di sole, vento e acqua di mare. Oltre all’olio di dattero nutriente, contiene ingredienti di cui una delle più belle isole del Mediterraneo è ricca: estratti di pietra vulcanica rimineralizzanti, ed estratto di mirto nero antiossidante. In più, regala un profumo delicatamente dolce che dura a lungo.


 

Black satin finish is the Protector S Spray bottle by Nerà Pantelleria. It contains a light water that protects hair from the action of the sun, wind and sea water. Besides nourishing oil, it contains ingredients which one of the most beautiful islands in the Mediterranean Sea is rich: extracts from volcanic stone, re-mineralizing, and black myrtle extract, rich of antioxidant. In addition, it gives a slightly sweet scent that lasts a long time.


Nero come gli pneumatici

Metaviaggio di Maurizio Galimberti

Anche gli pneumatici possono diventare piccole opere d’arte. Lo testimoniano questi scatti a mosaico firmati Maurizio Galimberti, che ha fotografato quelli a ridotto impatto ambientale Battlax SC Ecopia per Maxi Scooter di Bridgestone. Un’azienda nipponica che ha preso un impegno: produrre entro il 2050 materiale al 100% sostenibile. Sullo sfondo c’è Palazzo Margherita a Bernalda, dimora lucana di Francis Ford Coppola. Metaviaggio è una creazione che fa parte di un progetto di Bridgestone e Galimberti: cancellare dalla nostra memoria i copertoni abbandonati sui bordi delle strade, trasformandoli in piccolo elfi che giocano con la natura.


Even the tires can become small works of art. As reflected in these mosaic shots by Maurizio Galimberti, who has photographed those with a reduced environmental impact Battlax SC Ecopia for Maxi Scooter by Bridgestone. A japanese company that has made a commitment: to produce, by 2050, 100% sustainable material. In the background there’s Palazzo Margherita a Bernalda, Lucan residence of Francis Ford Coppola. Metaviaggio is a creation that is part of a project by Bridgestone and Galimberti: erase from our memory the abandoned tires on roadsides, turning them into little elves playing with nature.

 

  1. Commenti (0)

  2. Aggiungi il tuo

Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti

Lascia i tuoi commenti

  1. Invio commento come ospite. Registrati o Accedi con il tuo account.
Allegati (0 / 3)
Condividi la tua posizione

Seguimi sui social

livitaly su facebook livitaly su twitter livitaly su googleplus livitaly su pinterest livitaly su instagram livitaly rss