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Andy Warhol e Loredana Bertè - Un duetto leggendario

Andy Warhol – L’alchimista degli anni Sessanta
Villa Reale di Monza, Orangerie – Fino al 28 aprile 2019

Non tutti sanno che Andy Warhol, l’artista considerato uno dei maestri assoluti del Novecento per la sua capacità di interpretare la società contemporanea, ha lavorato con Loredana Bertè. La regina italiana del rock nel 1981 andò a New York per incidere l’album Made In Italy, e in quel periodo frequentò la Factory, il tempio creativo del maestro della Pop Art, guadagnandosi anche il soprannome di Pasta Queen per le sue doti culinarie.
Il creatore di arte seriale e l’artista italiana più anticonformista a amata che ci sia, collaborarono alla realizzazione dell’album con il videoclip Movie, diretto da Don Munroe, e la foto di copertina, un primo piano intenso della cantante catturato dall’abilità di Christopher Makos, apprendista di Man Ray e considerato il fotografo più moderno d’America.

Per vedere dal vivo questa piccola opera d’arte, l’occasione giusta è la mostra dedicata ad Andy Warhol alla Villa Reale di Monza. Un percorso espositivo che permette di ripercorrerne l’universo creativo del gigante dell’arte contemporanea attraverso le icone più riconoscibili della sua arte: da Marilyn Monroe a Jackie Kennedy, da Muhammad Alì a Mao Tse-Tung a Liza Minelli.

Viene anche analizzata la Rivoluzione sessuale, di cui Warhol fu testimone, senza dimenticare che è stato uno dei principali artefici della liberazione dei costumi. In particolare è possibile vedere da vicino le foto di Makos che ritraggono il maestro in abiti femminili e il film Women in revolt, girato a New York nel 1971 e doppiato nella versione italiana da Vladimir Luxuria.

Dal 9 maggio questa mostra si trasferirà in 3 palazzi storici pugliesi: il Castello Normanno Svevo di Mesagne, Palazzo Tanzarella a Ostuni e Palazzo Ducale di Martina Franca

 

Gallery

Ritratto di Andy Warho, Leo Castelli Gallery, 1982, poster della mostra; courtesy Marco Rettani, Swiss Collection, e due serigrafie sul tema Camouflage

L’anno della ricchezza e della fortuna

Il 5 febbraio si festeggia il Capodanno Cinese. Quest’anno il mondo della bellezza lo festeggia con edizioni limitate colorate e divertenti, arricchite da tocchi fiammanti, ispirati alle lanterne rosse. In Cina, e nelle comunità sparse in tutto il mondo, gli inconfondibili lumi fatti di carta si accendono per dare il benvenuto all’Anno del Maiale, simbolo di ricchezza e fortuna.

Miniature Set di Acqua di Parma
Nel cofanetto rosso, con decori geometrici dorati, completamente realizzato a mano c’è una selezione delle eau de cologne intramontabili racchiuse negli iconici flaconi Art Déco: Colonia, Colonia Pura, Essenza, Colonia Club e Colonia Intensa.

Crema Mani Limited Edition Capodanno Cinese di L’Occitane en Provence
Contiene burro di karité biologico a rapido assorbimento e contrasta efficacemente aridità e secchezza.

Ultra Facial Cream Limited Edition Chinese New Year di Kiehl’s Since 1851
Jonny Wan è l’artista che ha disegnato l’etichetta celebrativa dell’iconico trattamento idratante.

Signorina New Year Edition Edp di Salvatore Ferragamo
Edizione speciale per il profumo con note stuzzicanti di pepe rosa e ribes associati a rosa, peonia e gelsomino, muschio e patchouli.

Powermatte Lip Pigment Lunar Year Collection di NARS
Nell’astuccio celebrativo c’è un rossetto dalla consistenza liquida e a elevata concentrazione di pigmenti che dona un colore coprente al primo passaggio.

Giorgio Pizzoni. La politica dell’ombrello e la strategia dei piccoli passi

Uomo e gentiluomo d’altri tempi. Elegante, composto, dai valori familiari forti e saldi, con lo sguardo vivace, molto attento ed esigente. Giorgio Pizzoni è artefice della fondazione e della crescita di un’azienda, la Pool Pharma. Costituita nel 1997, ha puntato sul mondo degli integratori alimentari venduti in farmacia quando il settore - che vive oggi un momento di grande fermento - era agli inizi in Italia.

Oggi la Pool Pharma è leader di mercato di questo segmento, risultato che è frutto di una strategia precisa. «In un progetto ambizioso la bravura dell’imprenditore sta nel mettere insieme persone e mezzi, idee e risorse. Voler fare tutto da solo è inutile: molto meglio selezionare gli specialisti di ogni ramo di attività e farli lavorare in armonia», dice Giorgio Pizzoni.

In un’impresa serve chi sa intuire e prevedere i desideri delle persone, chi ha le competenze per formulare il prodotto, chi è strutturato per realizzarlo, chi ha esperienza per distribuirlo e chi ha i mezzi e le capacità per promuoverlo in modo adeguato. È impensabile che un uomo da solo possa fare tutto. Anche il clima lavorativo è fondamentale per il successo. L’atmosfera che si respira tra le scrivanie, se è positiva, è un dato di fondamentale importanza. Non poteva quindi mancare una persona che si attivasse per instaurare tra i lavoratori la sintonia giusta.

Laureata in Farmacia con una tesi sugli integratori, all’inizio la figlia dell’imprenditore, Camilla Pizzoni, entra nella struttura senza un ruolo preciso e trascorre i primi periodi a osservare, imparare e proporre. «Ha doti di empatia che la 
fanno diventare immediatamente con
fidente e consigliera 
del personale, e dun
que artefice e garante del buon clima di convivenza aziendale» dice Pizzoni. Un incarico prezioso che si aggiunge a quello chiave di Direttore Tecnico. I tasselli che contribuiscono alla solidità imprenditoriale non si esauriscono qui.

«La mia visione dell’impresa si può definire come la politica dei piccoli passi: l’importante è avanzare sempre, a prescindere che il passo sia ampio o ridotto. Per coprire un chilometro servono tanti centimetri. Partire dal primo centimetro è il modo migliore per arrivare al centomillesimo» sottolinea Pizzoni.

E poi c’è la pubblicità, che non va trascurata. «Credo nel valore della comunicazione. E’ fondamentale: che senso ha disporre di un ottimo prodotto se non lo conosce nessuno?». Ecco perché l’investimento di risorse su questo fronte è sempre significativo per imporre ogni integratore che viene messo sul mercato.
Centrale è anche l’intuizione dello slogan che accompagna il lancio di ogni preparato, raccontato sempre con poche ma efficaci parole descrittive, tipo :”Da Pool Pharma in farmacia” che immediatamente chiarisce la caratteristica fondamentale del prodotto: «Questa frase serve a ricordare che scegliamo di distribuire i nostri prodotti unicamente nel canale farmaceutico per ribadirne sicurezza e qualità elevata» spiega Giorgio Pizzoni.
E poi c’è la pubblicità, che non va trascurata. «Credo nel valore della comunicazione. E’ fondamentale: che senso ha disporre di un ottimo prodotto se non lo conosce nessuno?». Ecco perché l’investimento di risorse su questo fronte è sempre significativo per imporre ogni integratore che viene messo sul mercato.

Il primo integratore firmato Pool Pharma è stato MG.K Vis. Mg è la sigla del magnesio, K quella del potassio e Vis è la parola latina che significa forza. Questa formula è stata comunicata ai consumatori grazie a una strategia che ha puntato sulle telepromozioni gestite da conduttori che ne illustravano le caratteristiche. Ed è così che la nuova fonte di energia per l’organismo stanco e stressato è diventato subito un successo. In seguito, sempre “figli” di MF. K Vis, sono nati MF. K Vis Instant Energy, MF. K Vis Ricarica Plus, ciascuno con caratteristiche specifiche. Questa modalità si chiama strategia dell’ombrello che consiste nel declinare lo stesso prodotto con funzionalità aggiuntive o per destinatari differenti: «Ogni ulteriore integratore appartiene al medesimo ramo ma, come le stecche dell’ombrello, si ramifica a sostenere lembi nuovi di tessuto», spiega Sandro Pizzoni, l’altro figlio dell’imprenditore, che nell’azienda familiare ricopre il ruolo di Marketing Manager. È lui che, insieme alla sorella Camilla, ha suggerito questo tipo di approccio. 

«Per gennaio 2019 è previsto il lancio di un nuovo prodotto per le donne, sempre a marchio MG.K Vis», annuncia Camilla. «Si tratta di un preparato a base di un cocktail esclusivo e innovativo di principi attivi che permettono realmente di contrastare i disagi legati alla menopausa».

Nel tempo, Pool Pharma focalizza sempre più l’attenzione su preparati che puntano non solo al benessere ma anche alla prevenzione. Ne sono un esempio gli ultimi nati: Urogermin, integratore soft gel con estratti di serenoa repens che favorisce la funzionalità della prostata e delle vie urinarie; Trio Digeracid, il granulato effervescente con estratti e componenti vegetali e fermenti lattici vivi ad azione probiotica che favorisce la digestione; e il nuovissimo Melasin Pura, a base di un milligrammo del prezioso principio attivo, puro al 99 per cento, che contribuisce a facilitare il sonno.

L’azienda capitanata da Giorgio Pizzoni, però, non punta soltanto sulle competenze dei professionisti, preoccupandosi che il lavoro si svolga in un ambiente sereno e armonioso, e sull’innovazione e sull’efficacia delle formulazioni degli integratori che inserisce nel processo produttivo, ma è attiva anche sul fronte della formazione: «Il mercato degli integratori è in crescita e l’offerta è talmente ampia che il consumatore non è in grado di scegliere in autonomia. Affinché i consumatori possano disporre del consiglio qualificato e autorevole del farmacista abbiamo avviato, alla fine del 2017, il progetto Universo Benessere. Un’iniziativa che ci vede impegnati proprio a supportare il lavoro dei farmacisti, fornendo loro la formazione e gli strumenti necessari per capire i prodotti, le funzioni specifiche dei principi attivi inseriti nelle formulazioni e il modo più appropriato per spiegarne i benefici ai clienti», conclude Sandro Pizzoni.

 

L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana
Prima Parte
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Fino al 17 marzo 2019

Le celebrazioni per l’anno di Leonardo alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana sono già iniziate lo scorso anno. Per l’esattezza il 18 dicembre 2018 con un percorso espositivo appassionante, che durerà per tutto il 2019, in un crescendo di iniziative decisamente interessanti.
La prima tappa di questa avvincente mostra a lungo termine è la rassegna I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana incentrata sui preziosi fogli che conservano i disegni più affascinanti che il Genio elaborò con la perizia artistica che universalmente gli è riconosciuta.

Il Codice Atlantico giunse alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 come dono del conte Galeazzo Arconati, esponente della migliore aristocrazia milanese. Si tratta di una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi per un totale di circa 1750 disegni. Il nome “atlantico” non indica il contenuto del codice, bensì il formato delle grandi pagine (che servivano normalmente per confezionare gli atlanti) su cui erano stati incollati i fogli per meglio conservarli e tutelarli da possibili dispersioni.

Il Codice Atlantico è la collezione leonardiana più importante e completa al mondo; in esso si mescolano tutte le discipline coltivate dal grande genio di Vinci dagli anni giovanili fino a poco prima della morte: l’architettura e l’idraulica, la medicina e l’ottica, la meccanica e l’urbanistica, la geometria e l’astronomia, l’anatomia e le diverse arti figurative. Notevoli sono i progetti di macchine semoventi, di armi sempre più sofisticate, di ingranaggi e di congegni, dei quali Leonardo ha lasciato stupendi disegni che spesso diventano vere e proprie opere d’arte.

Ecco le date delle tappe successive.
La seconda parte – dal 19 marzo al 16 giugno 2019 – proporrà alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà in modo particolare sugli studi d’ingegneria civile: congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

La terza rassegna, Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico, dal 18 giugno al 15 settembre 2019, curata da Pietro C. Marani, approfondirà gli ultimi anni di attività del maestro, attraverso una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese di Leonardo, presso la corte di Francesco I.

L’anno leonardiano alla Biblioteca Ambrosiana termina con la mostra Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche, curata da Benedetta Spadaccini, in programma dal 17 settembre 2018 al 12 gennaio 2020, dedicata ai disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia.

Bello e buono

L’imprenditore, l’icona di stile, il vanto dello stile italiano adesso è anche l’uomo italiano più bello del mondo. Mariano Di Vaio entra infatti nella classifica internazionale the 100 Most Handsome Face 2018 che dal 1990 stila la classifica dei più attraenti.

“Non riesco a dire quanto sia grato per questo riconoscimento e tutti i premi che ho ricevuto quest’anno da GQ a Forbes”, ha dichiarato. “Mi reputo una persona umile con una vita semplice e forse il mio grazie più grande va a tutti gli amici che mi seguono sui social network, la mia seconda famiglia, un dono prezioso per me!”.

Nell’antichità i Greci definivano l’uomo ideale kalòs kai agathòs, che significa “bello e buono”. Vale a dire che l’aspetto fisico e i valori morali sono messi sullo stesso piano e si completano a vicenda. Un pensiero che ritroviamo anche nell’ideale di Aristotele: kalokagathia, vale a dire che essere buono (coraggioso, educato) non può essere disunito dal bello (armonioso,glorioso). Non dimentichiamo Platone, secondo cui la prestanza fisica corrisponde ai principi etici e molali: “La potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”.
Caratteristiche che sembrano proprio appartenere a Mariano Di Vaio.

Classico contemporaneo

Del bello ideale
Fondazione Carriero, Milano – fino al 10 febbraio 2019

Un percorso alla scoperta dei 57 anni di carriera di un pioniere dell’arte contemporanea concettuale italiana, Giulio Paolini, che attraversa in modo armonioso le stanze di Casa Parravicini, storico palazzo del Quattrocento, uno dei più antichi e affascinanti di Milano.

Curata da Francesco Stocchi con la collaborazione dello stesso autore, e gli interessanti interventi scenografici di Margherita Palli, la mostra riesce nell’intento di rivelare le fonti di ispirazione e di entrare nel fulcro della poetica dell’artista.

Complice della realizzazione di questo obiettivo è proprio il percorso espositivo, strutturato come una vera e propria indagine avvincente, suddiviso in tre nuclei ben definiti: Il ritratto e l’autoritrato (con l’autore assente); In superficie (linea, prospettiva, orizzonte, tautologia) e Uno di due (il mito e il classico).

Il susseguirsi di colonne, statue e gessi ridotti in frammenti rivelano le fonti di ispirazione dell’artista. E i reperti classici veri e propri, estrapolati dal loro contesto originario dall’autore, riescono a esprimere una nuova interpretazione del presente.  

C’è una nota interessante: la Fondazione propone anche appuntamenti educativi dedicati ai bambini dai 5 ai 3 anni, e alle loro famiglie, con la guida di un esperto di didattica museale.

 

Nella foto Ritratto dell’artista come modello, 1989. Matita su tela rovesciata su parete e calco in gesso.

Sguardi che dicono #TIRIGUARDA

Gli sguardi dei protagonisti della campagna di affissioni #TIRIGUARDA ideata da Anlaids, con il patrocinio del Comune di Milano e il sostegno di M.A.C. Cosmetics, sono colti dal fotografo Daniele Barraco che è riuscito, proprio grazie ai suoi scatti, a catturare quello che esprimono quegli occhi, ovvero il messaggio rivolto a tutti, nessuno escluso, sui pericoli dell’ HIV. Che continua a diffondersi nonostante si faccia informazione su questo argomento.

Il claim ideato da Paolo Iabichino vuole risvegliare la coscienza, contrastare un atteggiamento, ancora molto diffuso, di credere che le malattie sessualmente trasmissibili rappresentino un rischio lontano, e indurre a fare prevenzione. I dati parlano chiaro: in Italia circa il 40% dei casi il virus è diagnosticato in modo tardivo, e si stima che un 30% di individui inconsapevolmente continuano a favorirne la trasmissione. Non solo, le categorie ritenute meno esposte al rischio di contagio sono in aumento, mentre omosessuali e tossicodipendenti risultano essere i più informati.

Oltre che con i volti dei protagonisti coinvolti in questo progetto (Tiziano Ferro, Fabio Volo, Giorgio Panariello, Maria Pia Calzone, Rudy Zerby, il collettivo artistico The Jackal, Giulia Valentina e Paula Turani), i manifesti che vestiranno 14 città italiane per due settimane propongono messaggi precisi: “Questa è una campagna da leggere”, dice l’ideatore e direttore creativo Paolo Iabichino. “Il mio scrivere è come uno specchio per chi avrà voglia di attraversare le parole, riconoscendosi nell’eventualità. Che può essere remota fino a che non ci tocca. E invece il diffondersi del virus HIV è qualcosa che riguada tutti. Come uomini e donne, come genitori e figli, come mariti, mogli, amanti e individui cui la campagna chiede una maggiore consapevolezza rispetto ai temi che impegnano Anlaids ogni giorno. Non solo il primo dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS”.

Le cure per avere occhi splendidi

Anche se il fascino dell’occhio è racchiuso nello sguardo, una componente importante della sua bellezza si trova in quel piccolissimo spazio nel quale si muove l’iride: più è candido, saturo e luminoso, completamente privo di imperfezioni, più è bello.

Negli Stati Uniti, per soddisfare il desiderio di avere “un bianco che più bianco non si può” e liberarsi di rossori e macchie, c’è la “congiuntivo plastica” (si chiama I-Brite), che consiste nell’asportazione chirurgica della congiuntiva, la membrana mucosa protettiva e lubrificante che riveste il bulbo oculare.

Per evitare di arrivare a soluzioni così estreme, ci sono buone abitudini e semplici accorgimenti che permettono di preservare il benessere e la bellezza dell’occhio.

Con uno spessore di circa 33 micron, la congiuntiva è una sorta di mantello protettivo idratante che svolge un ruolo chiave: non solo protegge il bulbo oculare, ma esercita anche un’azione immunitaria che aiuta a prevenire le infezioni. Per questo motivo il suo benessere va preservato con attenzioni precise e puntuali.

“Come succede per la pelle, uno dei nemici più insidiosi della congiuntiva è la disidratazione, che provoca l’insorgere di secchezza, irritazioni e rossori. Segnali da non trascurare non solo per motivi estetici: quando si verificano frequentemente possono degenerare in vere e proprie malattie”, spiega Giulio Maria Modorati, medico chirurgo specializzato in oftalmologia Ospedale San Raffaele e direttore del Centro Uveiti Milano. “Ecco perché la cosa più importante è fare in modo che l’occhio abbia sempre un surplus “lacrimazione”, soprattutto in considerazione dell’ambiente in cui si abita o si trascorre gran parte della giornata”.

Chi vive in città a elevato tasso d’inquinamento, passa molto tempo in locali chiusi e polverosi e con aria condizionata (fredda o calda), oppure affronta spesso viaggi lunghi in treno o in aereo, deve prendere l’abitudine di instillare 3-4 gocce ogni 2-3 ore di lacrime artificiali. “Si tratta di speciali colliri contenenti principi attivi lubrificanti che consentono alla superficie dell’occhio di essere costantemente umettata”, continua Giulio Maria Modorati.
“Sono da preferire le lacrime artificiali monodose e senza conservanti. Infatti, da uno studio ben condotto in Messico su 1.200 pazienti è emerso che l’assenza di conservanti in questo tipo di prodotto migliora il comfort oculare”.

Anche gli occhi, come la pelle, subiscono un danno cellulare quando sono esposti ai raggi solari, che sono da considerare dei veri e propri nemici invisibili. Per questo motivo è tassativo l’utilizzo di occhiali da sole dotati di schermi protettivi dai raggi UV a norma di legge.
“Studi recenti mettono in guardia anche dalla luce blu. Emessa da smartphone, tablet, computer e anche dalla televisione è scientificamente provato che danneggia la retina e accelera i processi che portano all’insorgenza di maculopatie. In questi casi sono d’aiuto gli occhiali dotati delle nuove lenti studiate per schermare efficacemente da questo tipo di lunghezza d’onda”, sottolinea l’oftalmologo.

Attenzione agli eccessi che creano dipendenza. I colliri ad azione sbiancante non vanno utilizzati abitualmente. “Sono vasocostrittori e riducono lo spessore delle venuzze che possono formarsi sulla congiuntiva: se vengono instillati frequentemente non solo diventano inefficaci ma, in alcuni casi, creano anche dipendenza”, conclude l’esperto.

La protesta visiva di Banksy

A Visual Protest. The art of Banksy
Mudec, Milano – fino al 14 aprile 2019

Un autore misterioso e affascinante, capace di scatenare una vera e propria caccia alle sue opere (e alle sue denunce visuali) quando si sparge la voce che è arrivato in città. E sì, perché da New York al muro che separa la Cisgiordania allo stato d’Israele, a Napoli, il tocco di Banksy ha raggiunto (presumibilmente nottetempo e al riparo da occhi indiscreti) gli edifici delle principali metropoli di tutto il mondo. Con messaggi che sono un’esplicita e mordace provocazione nei confronti dell’arroganza del sistema e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo, della povertà e della condizione umana. Come lo stesso autore ha dichiarato: “Un muro è una grande arma. E’ una delle cose peggiori con cui colpire qualcuno”.

Al geniale street artist inglese è dedicata la mostra che apre oggi a Milano al Mudec: The art of Banksy. A visual protest. Curata da Gianni Mercurio, raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, sculture e stampe accompagnati da oggetti, fotografie e video che raccontano il percorso artistico di un mito la cui identità continua a essere anonima. Naturalmente, questa mostra non è autorizzata dall’autore…

Considerato all’unanimità un grande comunicatore, Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, spostando il messaggio dalla forma al contenuto.
Il percorso espositivo al Mudec permette di leggere e comprendere strategie, senso e obiettivi dei messaggi e la cifra stilistica dell’autore clandestino più pungente ed efficiente. Non dimentichiamo, infatti, che, da autentico esponente della guerrilla art, ha affinato la tecnica dello stencil con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocità.

Pittore, pittrice, un collettivo di artisti. Ma anche un pazzo, un genio, un ribelle e un abile calcolatore. Al di là delle derinizioni, Banksy piace e attrae. “Le sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche”, dice di lui Shepard Fairey, noto street artist americano. “Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure talmente semplici e accessibili: anche se i bambini di 6 anni non hanno la minima idea di cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono la Monna Lisa, un celebre murale, che impugna un lanciafiamme”.

Giochi di coppia sul contorno occhi

Per restituire idratazione e vitalità allo sguardo, Daniela Pistoia, Educational Manager di Estée Lauder, suggerisce una cura cosmetica intensiva che punta sull’abbinamento di un patch idratante con una crema energizzante e drenante.
Il giorno successivo, al risveglio, lo sguardo sarà fresco e luminoso, con la pelle del contorno perfettamente levigato e rassodato.
Ecco come utilizzare questi prodotti per ottenere questi risultati.

"Sul contorno occhi perfettamente struccato, applico il patch Instant Beauty Advanced Night Repair Concentrated Recovery Eye Patch di Estée Lauder, dopo aver imbimbito la maschera di tessuto con l’acido ialuronico contenuti nella bustina, e lo lascio agire per 10 minuti. La sensazione di freschezza e di rilassamento della pelle sono immediati", spiega Daniela Pistoia.

"Completo la cura Re-Nutriv Ultimate Diamond Transformative Energy Eye Creme, a base di tartufo black diamond energizzante utilizzando l’applicatore specifico, eseguendo un massaggio drenante con movimenti che vanno dall’interno dell’occhio verso l’esterno, fino a completo assorbimento del prodotto", conclude l'esperta.

Il diabete compromette la salute degli occhi

“Dai dati presentati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono in aumento i casi di diabete, patologie spesso accompagnate da complicanze gravi che riguardano proprio la salute degli occhi, ovvero la maculopatia e la retinopatia diabetica. Si tratta, rispettivanente, di una degenerazione che impedisce di vedere i particolari di un’immagine, e di un danno ai vasi sanguigni del tessuto fotosensibile dell’occhio, la retina appunto”, spiega Giulio Maria Modorati, oftalmologo responsabile del Centro Occhio Secco dell’Ospedale San Raffaele di Milano e del Centro Uveiti Milano.

Non dimentichiamo che tra le complicanze più gravi e frequenti del diabete c'è proprio la retinopatia diabetica, una malattia da non trascurare perchè è tra le principali cause di ipovisione (nelle foto qui sopra, le prime manifestazioni della difficoltà a vedere distintamente le immagini) e di cecità, soprattutto tra i 20 e i 65 anni.

Di fronte a questa realtà il Centro Ambrosiano Oftalmico, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, ha commissionato all’agenzia AstraRicerche un sondaggio nazionale nel mese di settembre di quest’anno con lo scopo sondare le conoscenze su due delle più gravi complicanze del diabete.

L’indagine, che ha interessato 1.052 persone 50-70enni, fa emergere un livello di conoscenza decisamente basso, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti di prevenzione, e una totale ignoranza sulla necessità di fare diagnosi precoci sia per la maculopatia sia per la retinopatia diabetica.

“Alla luce di questi dati”, dice Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, “diventa fondamentale un’azione di informazione e soprattutto di diagnosti su tutto il territorio. Per questo, insieme con Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia dell’Università Vita e Salute del San Raffaele, è stata preparata un’iniziativa mirata: il Mese della Prevenzione della retino e maculopatia diabetica, che per tutto il mese di febbraio 2019 metterà a disposizione 25 centri di eccellenza in tutta Italia per visite e diagnosi gratuite sulla maculopatia e retinopatia diabetiche. E’ un’iniziativa che ha avuto il patrocinio del Ministero della Salute”.
Un aiuto dalla tecnologia

La tecnologia avrà un ruolo chiave durante la campagna di prevenzione, e sono numerosi gli strumenti all’avanguardia che aiuteranno, ma non sostituiranno, i medici nella diagnosi di queste malattie.

Un supporto prezioso arriverà dall’intelligenza artificiale, spesso indicata con l’acronimo AL (Artificial Intelligence), ovvero dall’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici dell’uomo. Computer sempre più potenti e la possibilità di avere enormi quantità di dati hanno reso possibile la creazione di software molto elaborati. Alcuni di questi prodigi e innovazioni fanno già parte della nostra vita, per esempio gli assistenti virtuali degli smartphone, come Siri, o i sistemi che consigliano che libro acquistare o film vedere in base ai nostri comportamenti.

Software intelligenti che imparano dall'esperienza e sviluppano autonomamente la capacità di risolvere problemi che stanno introducendo importanti trasformazioni in medicina, uno dei campi di applicazione dell'intelligenza artificiale più interessanti: aiuteranno sempre più i medici a raccogliere, analizzare e organizzare i dati clinici, fare diagnosi precoci, pianificare trattamenti e trovare le migliori soluzioni per i pazienti.

La Food and Drug Administration statunitense ha approvato un dispositivo di diagnostica basato proprio sull’intelligenza artificiale. Il softwar si chiama IDx-DR e, grazie a un algoritmo, è in grado di rilevare una forma di malattia oculare visionando semplicemente le foto della retina scattate con una speciale macchina fotografica, che sono poi trasferite su un computer. L'algoritmo quindi valuta se l'immagine caricata ha una qualità sufficiente per ottenere un risultato e poi analizza le immagini per determinare se il paziente ha o non ha la retinopatia diabetica.
In uno studio clinico che ha utilizzato più di 900 immagini, IDx-DR ha rilevato correttamente la retinopatia in circa l'87% dei casi, e potrebbe correttamente identificare coloro che non hanno avuto la malattia in circa il 90% dei casi.

Strumenti di nuova generazione nel campo oculare arrivano anche da Google. L’azienda statunitense che offre servizi online, ha lanciato il progetto DeepMind Health, che è in grado di processare milioni di informazioni mediche in pochi minuti, velocizzando i processi sanitari, che siano di natura clinica, come l’archiviazione delle cartelle, ma soprattutto di screening diagnostici. L’iniziativa, che ha preso avvio nel 2016 con una collaborazione con il Moorfields Eye Hospital di Londra, consiste nell’analizzare un milione di scansioni di coerenza ottica (OCT, l’esame fondamentale per individuare la maculopatia) di migliaia di pazienti, per sviluppare un algoritmo di apprendimento automatico in grado di individuare i segni di particolari patologie oculari quali degenerazione maculare legata all’età e retinopatia diabetica.

Sempre Google, insieme alla Novartis, sta lavorando alla possibilità di creare lenti a contatto che possano monitorare il livello di glucosio nel sangue. Una scoperta fondamentale e utilissima per tutti coloro che soffrono di diabete. Grazie a microsensori, microchip e dispositivi miniaturizzati, le lenti riuscirebbero a fare il loro lavoro attraverso la lacrimazione: le lacrime scorrerebbero infatti sopra di esse e un chip invierebbe i dati ad un computer remoto. Lenti a contatto che riescono a controllare la glicemia migliorerebbero di gran lunga la vita di chi soffre di diabete: i pazienti non sarebbero infatti più costretti a continui prelievi di sangue perché le lenti a contatto monitorerebbero in maniera continua e poco invasiva, avvertendo immediatamente il soggetto se i livelli di glicemia non sono nella norma. Il prototipo di queste smart contact lens è stato presentato a gennaio del 2014 e sarà immesso sul mercato tra cinque anni.

 

Sopracciglia impeccabili, tra tendenze beauty e impegno sociale

Sono un elemento chiave del volto, e per questo devono essere sempre curate e in ordine. Per non fare pasticci è sempre opportuno affidarsi a professionisti competenti e specializzati che offrono i loro servizi negli 80 Brow Bar Lounge Benefit Cosmetics da Sephora.
Promotrice di una filosofia che promuove la cura di sé con il sorriso sulle labbra, e offrendo servizi su misura e al passo con le tendenze, l’azienda negli anni è diventata un porto sicuro per la “manutenzione” delle sopracciglia ma anche sinonimo di solidarietà. Il suo impegno nel sociale, infatti, le ha permesso di aggiudicarsi il Social Award Premio Speciale Contro la Violenza sulle Donne di Sodalitas, fondazione che promuove lo sviluppo della sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa in Italia, per il Progetto Bold is Beautiful del 2017.

La sede italiana del marchio per il secondo anno ha aderito al progetto di charity promosso negli Usa dalle fondatrici americane Jean & Jane Ford, in aiuto alle associazioni che lavorano per migliorare
le donne in difficoltà. Nel mese di maggio l’intero incasso dei servizi sopracciglia ha permesso di raccogliere 222.000 euro, che sono stati consegnati a Di.r.e., donne in rete contro la violenza, e a Mamme a scuola, associazione milanese che insegna l’italiano alle immigrate per favorirne l’integrazione.


 

Nelle foto, Laura Arrigoni, Country Manager Italy Benefit Cosmetics, consegna i premi alle rappresentanti delle due associazioni.

Ma torniamo alle sopracciglia

Nel make up ora la parola d’ordine è: layering, una tecnica di sovrapposizioni che permette di giocare con ogni strumento del trucco. Alessandra De Feudis, National Brow Artist Benefit Cosmetics Italia spiega come applicarla alle sopracciglia con il Brow Layering con tre stili facilmente realizzabili.

TEXTure ME!
Per ottenere sopracciglia effetto piuma servono due tonalità di matita per sopracciglia. Prima si crea la forma e si sfuma il colore usando una matita Precisely, My Brow Pencil in nuance con la tinta dei capelli. Poi, con quella di due toni più scuri si disegnano tratti leggeri per creare un effetto tridimensionale. Il tocco finale è 24-HR Brow Setter che fissa l’effetto piuma.
BASIC BROWS
Il risultato naturale si ottiene mettendo applicando in successione BROWVO! Conditioning Primer, poi la polvere Foolproof Brow Powder e infine Gimme Brow+ che grazie alle microfibre dello scovolino perfeziona l’arcata sopraccigliare.
BROWS, NATURALLY
Si ottiene disegnando le sopracciglia con Goof Proof Brow Pencil studiata per semplificare ogni piccolo tratto, poi si usa il gel volumizzante Gimme Brow + e si conclude con la matita High Brow da sfumare sotto l’arcata sopraccigliare per un effetto lifting immediato.
HIGHLIGHTS ON!
Dopo aver disegnato l’arcata sopraccigliare con la matita specifica in nuance, si applica 3D BROWtones gel illuminante riflessante istantaneo che rende le sopracciglia tridimensionali ed evita l’effetto “piatto”.
Hi! DEFINITION
Uno stile perfetto per essere “instagrammato”. Ecco i passaggi: prima si crea la base con il gel colorato KA-BROW! Dotato di pennellino piatto specifico per creare angoli netti, poi si riempie il perimetro delle sopracciglia con una matita in tinta eseguendo piccoli tratti che seguono la direzione di crescita del pelo, infine si sfuma l’illuminante HIGH Brow, sotto il sopracciglio, dall’inizio dell’arcata fino alla coda.

Nella gallery
Magical Brow Stars! di Benefit Cosmetics Cofanetto magico contenente tutto il necessario per avere sopracciglia impeccabili, oggi in promozione a un prezzo speciale.

 

Metti un cerotto sul contorno occhi

Non stiamo parlando di quelli che servono per coprire una ferita, ma dei cerottini cosmetici specifici per il contorno occhi, i patch. Di tessuto-non-tessuto, bio cellulosa e idrogel si tratta di maschere particolarmente benefiche per la pelle delicata del contorno occhi. “Creano un’occlusione che fa dilatare i pori cutanei, permettendo l’assorbimento veloce e profondo dei principi attivi idratanti e rigeneranti contenuti nelle formule”, spiega Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis. Formule concentrate che danno il cosiddetto risultato express: immediatamente dopo il loro utilizzo la cute del contorno appare distesa, tonica e luminosa.

Le prime a fare il loro ingresso sul mercato, e che ormai sono diventate dei classici, sono state quelle di tessuto-non-tessuto (realizzate con fibre di cotone oppure di seta), imbimbite dei principi attivi idratanti e nutrienti necessari perché la pelle si mantenga morbida ed elastica.

L’evoluzione successiva sono state le versioni di bio cellulosa. Questa sostanza è un polisaccaride, ovvero un composto organico molto diffuso in natura perché è la trama di sostegno dei tessuti vegetali. Grazie alle sue caratteristiche igroscopiche (assorbe l’umidità aumentando il proprio volume) questa fibra è usata in medicina per bendaggi idratanti che attenuano rossori e irritazioni cutanee.

Più recentemente, sul mercato delle maschere in foglio per il viso ha fatto il suo ingresso l’idrogel, un materiale leggerissimo e trasparente formato da catene polimeriche di molecole disperse in acqua, anche questo usato in ambito medico per la medicazione delle ustioni. Le sostanze che possono rientrare in queste formule sono i derivati vegetali di alghe rosse, carruba e agar agar.

L’utilizzo è semplicissimo: si dispongono accuratamente su tutta la superficie del contorno occhi e si fanno agire per 15-30 minuti, un lasso di tempo necessario per rilasciare gli ingredienti funzionali contenuti.

 

 

Nella gallery
Optim-Eyes Patch di Filorga
Cerottini di gel nero a tripla azione: contengono un principio attivo stimolante ricco di polisaccaridi e vitamine che attenua il colore delle occhiaie; peptiti tonificanti associati ad amamelide e fiordaliso che riducono le borse, e una molecola levigante che appiana le rughe.

Inci
AQUA (WATER, EAU), CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, GLYCERIN, PENTYLENE GLYCOL, ALGIN, CI 77499 (IRON OXIDES), OLEYL ALCOHOL, CALCIUM SULFATE HYDRATE, CENTAUREA CYANUS FLOWER WATER, HAMAMELIS VIRGINIANA LEAF WATER, PHENOXYETHANOL, TETRASODIUM PYROPHOSPHATE, ZANTHOXYLUM BUNGEANUM FRUIT EXTRACT, POLYGLYCERYL-4 CAPRATE, TOCOPHERYL ACETATE, SACCHAROMYCES CEREVISIAE EXTRACT, HESPERIDIN METHYL CHALCONE, ETHYLHEXYLGLYCERIN, STEARETH-20, SODIUM CITRATE, XANTHAN GUM, GLYCYRRHIZA GLABRA ROOT EXTRACT, CHLORHEXIDINE DIGLUCONATE, BENZYL ALCOHOL, POTASSIUM SORBATE, DIPEPTIDE-2, CITRIC ACID, SODIUM BENZOATE, PALMITOYL TETRAPEPTIDE-7, DEHYDROACETIC ACID, TOCOPHEROL, HYDROGENATED PALM GLYCERIDES CITRATE.

Eye Instant Stress Relieving Mask di Valmont
Patch decongestionante che leviga e rinvigorisce la pelle istantaneamente. Basta esercitare una pressione sulla custodia di attivazione per generare consentire al liquido di attivazione imbimbire i cerottini per il contorno occhi. Formula a base di caffeina, arnica e tè verde stimolano la microcircolazione e drenano le tossine per attenuare borse e occhiaie, mentre la biomatrice di alga tripla ricca di sodio, magnesio e addizionata di calcio svolge un’azione levigante sulle rughe.

Inci
ALGIN, CELLULOSE GUM, GLICERIN, CALCIUM SULFATE, CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, CITRIC ACID, SORBITOL
E6A

Eyezone Care di B-Selfie
Una coppia di cerottini con micro-aghi spessi, dello spessore di un quarto di capello, composti di acido ialuronico: attraversando la cute in modo indolore si dissolvono nel giro di poche ore raggiungendo gli strati cutanei più profondi. Rughe e solchi cutanei risultano colmati e la pelle è liscia e levigata.

Inci
Acido ialuronico idrolizzato, sh-Oligopeptide-1(EGF)
Cerotto:Idrocolloide, Alcool Polivinilico (PVA)

 

Ali di farfalla sullo sguardo

Gli occhiali con le lenti a farfalla sono più preziosi alleati dello stile. Con le lenti sottili e allungate oppure rotonde e grandi, come tratto distintivo hanno la particolarità di avere una sorta di coda che si allunga verso l’alto sulla parte esterna di ciascuna lente.

Molte versioni di questo modello sono passate alla storia grazie a personaggi del cinema che ne hanno accentuato il mito. Chi non ricorda il gesto di Lolita, il personaggio dell’omonimo romanzo di Nabokov portato sul grande schermo da Kubrick, mentre rivolge lo sguardo ammiccante e sfacciatamente provocatorio sopra gli occhiali a farfalla?
Una menzione speciale va anche ad Audrey Hepburn, in una scena di Colazione da Tiffany, nella sua interpretazione di Holly Golightly mentre abbassa gli occhiali, rivelando gli occhi semi nascosti dal cappello con la tesa larga, in un gesto sobrio ed elegante ma non per questo meno intrigante.

Gli occhiali a farfalla rendono sempre lo sguardo malizioso e le dimensioni contribuiscono molto ad accentuarne il lato seduttivo. Se non si posseggono il carisma delle icone cinematografiche, comunque, si può contare su un semplice suggerimento: più la forma a mandorla è piccola, maggiore è la porzione di occhio semi-svelato, in un equilibrio di vedo-non-vedo dello sguardo che ne aumenta in modo esponenziale il lato sexy.
Di Francesca Marotta

 

Nella Gallery
La modella indossa occhiali color testa di moro di Saraghina.
Dall’alto verso il basso. Con lenti e montatura trasparente di Rédélé. Con lenti grandi di Silhouette Accent Shade. Di linea affusolata e mat di Italian IndependentCon doppia coda di Made in Italia Eyewear.



 

Grafismi leggendari

Pensare a un trucco senza una riga di eyeliner quest’anno sarà quasi impossibile. Righe spesse e grafiche, per distinguersi, oppure sottili e sfumate, per le amanti del maquillage sofisticato e curato, saranno le partner ideali per sottolineare il taglio degli occhi. Che permetteranno di sbizzarrirsi in disegni fantasiosi che, di certo, rendono lo sguardo grintoso, originale e… cattura sguardi!

Non dimentichiamo un particolare non trascurabile: la riga di eyeliner è trasformista e sorpendente: da sola dona un risultato netto e ben definito, sfumandolo con un ombretto in nuance rende il risultato più morbido e modulabile. Insomma, non pone limiti alla sperimentazione e ai risultati che permette di ottenere. Complici anche i nuovi colori, dal bianco al rosso, che affiancano il classico nero.

Una vera appassionata di questo prezioso strumento del make up è Kat Von D. In questa immagine, la modella e artista tatuatrice statunitense ha tratteggiato una sorta di occhio di Horus attorno all’occhio utilizzando un bel rosso iperpigmentato, vivido, coprente, sfacciato e vibrante che le regala un’aria da Cleopatra contemporanea.

Di Francesca Marotta

 

Nel servizio
Ink Well Outlaw di Kat Von D Beauty da Sephora. E’ un eyeliner mat con punta di feltro che dona un risultato opaco e resistente. Nella formula c’è la Weightless Flex Technology che offre numerosi vantaggi: asciugatura rapida, tonalità piena e intensa come una colata di colore. In più è resistente all’acqua e alla traspirazione. 100% vegano e cruelty free.

Diorshow On Stage Liner Matte White di Dior
Con formula no transfer e waterproof, realizza una riga perfetta al primo passaggio grazie all’applicatore con punta affusolata di feltro flessibile. Il colore bianco è strategico, come spiega Peter Philips, direttore creativo del make up Dior: “Mi piace usarlo per esaltare gli altri colori. Dopo averlo applicato, per esempio, metto sopra il giallo per farlo apparire più lucente, oppure il nero per renderlo più intenso. Oppure lo picchietto attorno all’occhio per creare punti luce”.

Fast & Liner Pen di PaolaP
Intensamente pigmentato di nero, ha una consistenza che aderisce perfettamente alla palpebra, tracciando una linea piena che resiste a lungo nel tempo. Grazie ad un rilascio graduale di prodotto durante l’applicazione, poi, garantisce il massimo controllo e un risultato impeccabile e senza sbavature

Beautiful Color Bold Defining Liquid Eyeliner N°01 Seriously Black di ELizabeth Arden
Colore intensamente pigmentato formulato per resistere a lungo, senza sbiadire né sbavare. Lo spessore del tratto si modula diversificando la pressione della punta di feltro molto sottile.

Dire addio alle zampe di gallina

Le zampe di gallina sono rughe dinamiche, che si evidenziano con il movimento dei muscoli mimici, quelli che permettono i cambiamenti dell’espressione facciale. Il cosmetico capace di cancellarle non solo non esiste ma è anche difficile che possa essere messo a punto, proprio perché si evidenziano a intermittenza: se il viso è rilassato sono assenti, ma al minimo sorriso o cambio di espressione ecco che compaiono. Inoltre, non sono tutte uguali e la medicina estetica propone soluzioni differenti per attenuarle.

Contrariamente a quello che si pensa, la blefaroplastica non riesce a cancellarle: “Per renderle invisibili, il medico dovrebbe tirare eccessivamente la cute, situazione che impedirebbe ogni movimento alle palpebre. Le rughe intorno agli occhi sono dovute all’azione del muscolo orbicolare, ovvero quello che contraendosi chiude gli occhi. Questo muscolo ha una parte più periferica che non ha la funzione di chiusura delle palpebre, ma solo di abbassare la parte laterale del sopracciglio, spiega il Carlo Gasperoni, docente al Master di Chirurgia Estetica della Faccia all’Università Tor Vergata di Roma. “Queste rughe si trattano con iniezioni di tossina botulinica che agisce rilassando o fermando il muscolo, che pertanto non causa più la ruga. La parte laterale del sopracciglio, venendo a mancare il tono muscolare della parte laterale muscolo, risale un poco. Perciò si fanno queste iniezioni di tossina botulinica con il duplice scopo di eliminarle facendo rialzare la coda del sopracciglio. Quando le rughe non sono solo laterali, ma sono presenti anche sotto agli occhi, questa cura con la tossina botulinica non è possibile perché altrimenti gli occhi non si chiuderebbero più correttamente. In questi casi, se è anche presente una qualche abbondanza cutanea, il chirurgo plastico può agire con un intervento di blefaroplastica ridistribuendo la pelle”.

Per chi cerca una soluzione soft, le iniezioni di acido ialuronico naturale possono essere una soluzione efficace e minimamente invasiva per contrastare questo tipo di rughe di espressione: “Privo di sostanze chimiche additive e di collanti, è un potente rigenerante che stimola sia la produzione di collagene, che danno tono e compattezza ala cute, sia la microcircolazione, che in genere è piuttosto fragile nella zona del contorno occhi”, spiega Antonino Di Pietro, docente e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis Milano. “Con la tecnica overlap, il medico inietta piccolissime quantità di questa sostanza facendo penetrare l’ago più volte in superficie sollevando le pieghe cutanee e rilasciando l’agente attivo”.

Cure antistress per gli occhi

Se il bruciore agli occhi continua a infastidire anche se è passato molto tempo dalla fine delle vacanze al mare i motivi sono soprattutto ambientali. “L’acqua marina ricca di sale e il vento sulla spiaggia prosciugano gli occhi; il viaggio in aereo dell’andata e del ritorno stressano la superficie oculare e, in chi ha già una predisposizione personale, oltre che bruciori e secchezza oculare possono manifestarsi anche arrossamenti, e sensazione di corpo estraneo nell’occhio”, spiega Giulio Maria Modorati, oftalmologo responsabile del Centro Occhio Secco dell’Ospedale San Raffaele di Milano e del Centro Uveiti Milano. E sono sintomi che possono perdurare anche quando sono trascorsi molti giorni dalla fine delle vacanze”.

In questi casi la prima cura consiste detergere accuratamente gli occhi, risciacquandoli con una soluzione fisiologica per cercare di ripristinare la corretta fisiologia della superficie oculare, che deve essere sempre ben lubrificata nel modo più naturale possibile.

“Quando il problema non si risolve da solo nell’arco di 4-5 settimane è opportuno sottoporsi a una visita oculistica accurata. Solo l’esperto, infatti, può stabilire l’approccio terapeutico più adatto e le soluzioni più opportune”. Dice Giulio Modorati. “L’esperto consiglierà una terapia antinfiammatoria blanda associata all’uso di lacrime artificiali senza conservanti. Se i sintomi non si risolvono nel giro di due settimane, invece, la cura successiva consiste in un breve ciclo di steroidi topici (in gocce) associate all’utilizzo di lacrime artificiali”.

Occhi da gatta senza l’eyeliner

Morbida, sfumata e ben definita. Per realizzare la riga sugli occhi con la coda lunga e sollevata verso l’alto (da gatta insomma) secondo Rjan Tolomei, Make Up Artist di Max Factor, Image Consultant e truccatore di celebrità italiane e hollywoodiane, l’eyeliner si può, per il momento, mettere nel cassetto. E questo strumento che regala una riga definita e netta capace di aggiungere un tocco di esotismo allo sguardo, non è più così indispensabile, soprattutto per chi non ha molta dimestichezza con uno degli strumenti più difficili dal beauty case (non si contano le donne che hanno provato a usarlo e hanno gettato la spugna non riuscendo a disegnare una riga continua…) ma basta eseguire un accurato lavoro di precisione usando una matita automatica e un pennello.

“Con questi due strumenti si ottiene una riga priva di rigidità e spigolature, capace di valorizzare il taglio degli occhi in modo garbato e sofisticato. Nello stesso tempo, dona un aspetto lussuoso ed elegante”.

Per realizzarlo ha utilizzato la matita automatica Kohl Kajal Liner di Max Factor con la mina ricca di pigmento, formulata per risultare estremamente confortevole sulla pelle e facilmente sfumabile, e un piccolo pennellino piatto.

Dopo aver picchiettato un correttore in crema per dissimulare le occhiare e le imperfezioni cutanee del contorno occhi, Rjan ha sfumato prima un ombretto color albicocca sotto l’arcata sopraccigliare, per passare poi a una tonalità color terra per definire tutta la palpebra mobile.

Una volta preparata questa base, ha disegnato con la matita automatica una riga sottile lungo tutta la lunghezza del bordo della palpebra superiore, colorando accuratamente tutti gli spazi tra le ciglia.

Terminata questa applicazione di preci sione, ha tracciato un’altra linea sul bordo della palpebra superiore, che questa volta è iniziata da circa metà dell’occhio ed è continuata verso l’angolo esterno, allargandosi e sollevandosi.

Dopo aver colorato accuratamente ogni microporzione di cute che non è i riuscito a coprire con il secondo passaggio, Rjan ha sfumato il tratto realizzato con la matita servendosi di un piccolo pennellino piatto, avendo cura di procedere sempre verso l’alto e verso l’esterno allo scopo di ammorbidire e armonizzare la riga con la forma dell’occhio.

Il freddo è amico delle occhiaie

Le occhiaie del contorno occhi rendono lo sguardo spento e stanco, e trovare un rimedio per eliminarle non è semplice.

“Le occhiaie sono un inestetismo molto diffuso e sono causate da problemi costituzionali legati al microcircolo periferico e ad accumuli di pigmento. Questo fastidioso inestetismo può aumentare con il progredire dell’età, con la stanchezza, con lo stress”, spiega il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO, Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia. “Proprio per la natura del problema, spesso la vasodilatazione (provocata dal caldo) peggiora la situazione. Per questo la vasocostrizione determinata dal freddo può avere un effetto benefico che sarà però comunque limitato nel tempo. L'applicazione, mattina e sera, di cosmetico specifico per le occhiaie “raffreddato” (cioè tenuto in frigorifero prima dell'uso) può svolgere una lieve attività in tal senso”.

Vietato rimandare la visita dall’oculista

Anche quando si vede bene e non ci sono problemi particolari in età adulta, una visita dall’oculista va sempre fatta. “Le malattie oculari possono colpire tutti, ma la loro incidenza aumenta considerevolmente proprio dopo i 50 anni, e solo l’esame attento e accurato dell’oculista può verificare che non ci siano problemi, spiega Giulio Maria Modorati, oftalmologo responsabile del Centro Occhio Secco dell’Ospedale San Raffaele di Milano e del Centro Uveiti Milano.

“A quest’età, infatti, possono esserci disturbi dell’occhio che non danno sintomi, come per esempio il glaucoma. Si tratta di una patologia che se trascurata può danneggiare il nervo ottico, incaricato di trasmettere informazioni visive dalla retina al cervello, portando nei casi più gravi alla cecità. La sua insorgenza è legata a un accumulo di fluido presente all’interno dell’occhio (chiamato umor acqueo) che aumenta la pressione. Il medico specializzato lo individua misurando proprio la pressione, esaminando il fondo oculare e controllando il campo visivo”.

Inoltre, in questo periodo della vita aumenta la frequenza di altre patologie oculari come la degenerazione maculare legata all’età, i problemi della cataratta, i disturbi intraoculari tipo il melanoma, le lesioni asintomatiche che possono portare a un calo della vista. Inoltre, va segnalata la diffusione sempre maggiore del diabete associato a gravi complicanze oculari.prevenzione salute

Scritto da: Francesca Marotta

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La mitica acqua di colonia Eight&Bob da oggi ha due nuovi compagni: Cap d’Antibes (fresca con cedro e legno di sandalo, che la mia collega Patrizia adora e che adotterà come “suo” profumo) ed Egypt (speziata e avvolgente: piace a me). Il lancio di questi profumi mi ha dato l’opportunità di conoscere la storia di questa acqua di eau de toilette inventata da Alberto Fouquet nel 1937.

John Fitzgerald Kennedy conobbe l’ideatore in Costa Azzurra nel 1937 e rimase affascinato dall’acqua di colonia che indossava il naso parigino. Così il creatore gliene regalò una boccetta. Tornato negli Stati Uniti, Kennedy chiese l’invio di almeno “otto fragranze e, se la produzione lo consente, più un altro per Bob”. Naturalmente Albert Fouquet soddisfò questa richiesta, etichettando ciascun flacone proprio con la curiosa richiesta: Eight&Bob.

E’ interessante anche la storia della confezione: quando Fouquet morì nel 1939, il suo maggiordomo Philippe continuò le spedizioni negli Stati Uniti. Per tutelare le fragranze nel corso del viaggio inseriva le bottiglie all’interno dei libri. E oggi Eight&Bob è venduta in un cofanetto che si rifà proprio a uno di quei libri.


Patrizia has found the scent. The legendary eau de cologne Eight & Bob now has two new teammates: Cap d'Antibes (fresh with cedar and sandalwood, my colleague Patrizia loves it and will adopt it as "her" scent) and Egypt (spiced and enveloping: like me). The launch of these perfumes has given me the opportunity to know the history of this  eau de toilette invented by Alberto Fouquet in 1937. 

John F. Kennedy met the creator on the French Riviera in 1937 and was fascinated by eau de cologne weared by “the parisian nose”. So the creator gave him a bottle perfume. Returned in the United States, Kennedy asked to send at least "eight fragrances and, if the production permits, another for Bob". Of course Albert Fouquet had satisfied this request labeling each vial just with the curious claim: Eight&Bob. 

It's also interesting the story of pack: when Fouquet died in 1939, his butler Philippe did continue shipments to the United States. To protect the fragrance during the trip had did insert the bottles inside of books. And now Eight&Bob is sold in a box that mimics one of those books.

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