Tecniche in tandem: la novità della medicina estetica e della chirurgia plastica

Scritto da: Francesca Marotta
24-11-2019
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La richiesta di procedure di medicina estetica e di chirugia plastica non è mai stata così alta come negli ultimi anni: secondo l’American Society Plastic Surgeons il numero di richieste è aumentata del 200 % rispetto al 2000. Un dato sorprendente destinato a salire.


Non vale però per tutte le metodiche. “Minima invasività, sedute brevi, la possibilità di tornare rapidamente alla vita sociale con un volto che rappresenti la versione migliore di se stesse, senza stravolgimenti. Sono questi i requisiti dei trattamenti più desiderati” dice Marco Iera, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’Istituto Clinico Brera di Milano.
Insomma, à sempre attuale la locuzione latina “In medio stat virtus” l’equilibrio sta nel mezzo. E i chirurghi e i medici estetici rispondono alla necessità crescente di vedere riflesso nello specchio un volto gradevole e luminoso avvalendosi di metodiche dal risultato impercettibile. Perché l’aspetto naturale è la vera tendenza.


Nelle cliniche di bellezza si stanno diffondendo anche le tecniche in tandem.


“In ambulatorio i trattamenti sono sempre più integrati, con l’applicazione di metodiche differenti nel corso della stessa seduta, per garantire il miglior risultato con il minimo trauma per l’organismo” sottolinea Marco Klinger, professore di chirurgia plastica all'Università degli studi di Milano e responsabile dell'Unità operativa di chirurgia plastica all'Humanitas Research Hospital di Rozzano (MI). “Così, per esempio, nel corso di un minilifting cervicale, per ricostruire i volumi del viso o migliorare la forma delle labbra si esegue un lipofilling. Si tratta del trapianto di tessuto adiposo prelevato dalla stessa persona, purificato e re-iniettato con grossi aghi. Questo strumento è importante perché grazie al diametro largo non danneggia le cellule adipose portatrici di un prezioso stimolo rigenerante. Il grasso impiantato non viene riassorbito ma resta in sede”.


Per rimodellare doppio-mento e cedimenti importanti dei tessuti del collo, per esempio, funziona la sinergia laser & radiofrequenza. “Insieme, esercitano una sorta di stiramento che ricompatta le fibre di collagene” dice Steven Paul Nisticò, Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia Università Magna Graecia di Catanzaro e Coordinatore del Master Laser in Dermatologia Università di Tor Vergata Roma.

“Per dare una sferzata rigenerante al viso, il laser frazionato CO2 si associa a iniezioni di PRP” spiega Nisticò. Si tratta di prelevare una piccola dose di sangue dalla persona, e iniettare il plasma ricco di piastrine, precedentemente separato dai globuli rossi, sulle zone trattate, creando una sorta di maglia che richiama le cellule curative cutanee, rilascia i fattori di crescita e stimola i fibroblasti ad attivare la produzione e la creazione di nuovo collagene. Si tratta insomma di una rieducazione per l’epidermide, che viene indotta a produrre da sola quello che è necessario per preservare tono ed elasticità.

Il grasso autologo rappresenta un’alternativa ai preparati in laboratorio usati per i filler. “Usando uno strumento brevettato chiamato Lipogems, viene prelevato da una zona donatrice (braccia, addome, fianchi oppure cosce), separato dalla componente infiammata e disgregato senza danneggiarlo o frantumarlo. Si ottengono così cellule adipose integre, dalla superficie fittamente vascolarizzata, che una volta impiantate danno consistenza, amalgamandosi perfettamente ai tessuti. Non solo: riattivano e accelerano i naturali processi rigenerativi” spiega il professor Carlo Tremolada direttore scientifico Image Regenerative Clinic Milano. “Questo metodo viene associato a iniezioni con acido ialuronico qualora fosse necessario completare il rimodellamento del contorno delle labbra”.

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