Culture e colture - Roberto Capucci e la biodiversità

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
23-10-2020
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Born in Italy, Food, fashion, design and ancient seeds
Zahir Countryhouse - Contrada Eloro Pizzuta, Bucachemi, Noto (SR) – fino al 5 novembre 2020

Per promuove l’agricoltura 2.0, con il recupero degli antichi semi autoctoni italiani e della biodiversità, gli abiti scultorei di Roberto Capucci fotografati da Toni Campo sono protagonisti dei 17 scatti che hanno come sfondo gli ulivi del Parco dell’Anima di Noto e la nuova generazione di contadini custodi. Immagini affascinanti e suggestive che uniscono tradizione, design e moda, eccellenze che storicamente contraddistinguono il patrimonio materiale e immateriale dell’Italia.

Dietro questo progetto c’è la volontà di accendere i riflettori sulla necessità di salvaguardare tesori ingiustamente abbandonati nel nostro Paese, ma dalle enormi potenzialità economiche ancora inespresse: le antiche semenze italiane: un patrimonio che consente anche di tutelare la biodiversità vegetale e animale, che abbraccia a 360 gradi i concetti chiave di sviluppo sostenibile, nel segno dell’innovazione, del benessere accessibile e della salvaguardia dell’ambiente.

Una necessità più che mai sentita in questo periodo, tanto che lo scorso 30 settembre l’Italia e altri 76 Paesi hanno firmato Leaders Pledge for Nature, il primo documento che sancisce l’impegno formale a invertire la rotta della perdita di biodiversità entro il 2030 con azioni concrete che aprono la strada a un Piano Globale per la Biodiversità.
Sempre su questo tema, si è da poco costituito il Consorzio MAMA.SEEDS, la prima Start Up italiana fondata da Alessia Montani per salvare la memoria delle antiche colture italiane, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento normativo della filiera agroalimentare delle antiche semenze italiane: cerealicola, orto-frutticola, vitivinicola e delle erbe aromatiche.

Il racconto delle fasi dei processi agricoli delle antiche semenze autoctone (ancora oggi tramandate grazie all’attività degli agricoltori) è affidato all’obiettivo di Toni Campo, che rcon i suoi clic riesce a dare rilievo e importanza a ogni elemento fotografato: i lavoratori, gli agrumeti, gli alberi di ulivo, i mandorli secolari, dei carrubi e i magnifici abiti di Roberto Capucci, preziose creazioni di taffetas di seta plissettata che hanno fatto la storia della moda italiana.

La mostra, concepita per essere itinerante, e toccherà molte regioni italiane, e in particolare nelle zone del Mediterraneo.

Crediti fotografici:
Art Director Francesco Palazzolo
Stylist Mauro Crachi
Hair and make Up Antonio Musumeci e Semmy Mele

 

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