Immagine, fascino e mistero

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
22-10-2018
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IDOLI Il potere dell’immagine
Venezia, Palazzo Loredan
Fino al 20 gennaio 2019

Un percorso espositivo incredibile e imperdibile, affascinante ed educativo che permette anche di comprendere meglio il mondo dell’arte. La mostra Idoli Il Potere dell'immagine è promossa da Fondazione Giancarlo Ligabue e propone un viaggio nel tempo attraverso 100 reperti orientali e occidentali che rappresentano il corpo umano del 4000-2000 a.C.
Alcuni elementi sono rari e di grande valore storico-scientifico.

“Gli albori della cultura figurativa antropomorfa, i miti fondativi dell’umanità, la rappresentazione del potere, sia esso di fecondazione, divino o eroico: in questa mostra è possibile trovare tutto questo. Un viaggio unico e irripetibile che ci conduce alle origini delle raffigurazioni del corpo umano: dalle prime immagini ancora ambigue e dalla dubbia interpretazione, nell’età neolitica, alla loro evoluzione nell’età del Bronzo”, spiega Inti Ligabue, presidente della Fondazione Giancarlo Ligabue. “Un percorso che, valicando montagne, superando steppe e deserti, attraversando mari e oceani, rivela connessioni trasversali, comunanze di sentire e contatti in territori distantissimi”.

Nella collezione c’è un’opera iconica, che gli studiosi conoscono bene e alla quale è stato attribuito il nostro nome: la cosiddetta Venere Ligabue. 
Una statuetta Battriana del III millennio a.C. acquistata da mio padre agli inizi degli anni Settanta e diventata famosa anche grazie agli studi importantissimi da lui condotti in un’area del Turkestan afghano, che oggi identifichiamo appunto come Battriana: l’antico nome di un luogo e di una civiltà che egli, tra i primi, illustrò in un volume (“Battriana” - Erizzo 1988) che è tutt’ora una pietra miliare in questo campo”. Aggiunge Inti Ligabue.

La maestosa “Dama”, che trasmette un’impressione di imperturbabiità e di serena fiducia, è seduta con il busto eretto e le gambe piegate, nascoste dal pesante mantello che le ricopre interamente corpo e braccia. Fu realizzata nella tipica tecnica composita, assemblando all’altezza della vita, sotto il busto eretto, pezzi diversi di clorite scura. La testa e il lungo collo in calcare chiaro emergono da una scollatura circolare incassata; il volto è caratterizzato da grandi occhi in rilievo e da labbra e naso finemente modellati. Al pari dell’abito, la resa dell’acconciatura, parzialmente danneggiata al di sopra di un orecchio, è giocata sul contrasto di colori scuri. La capigliatura, percorsa da sottili striature, è raccolta in un lungo boccolo che ricade al di sopra del petto, in una foggia piuttosto rara, riscontrabile con maggiore frequenza nelle raffigurazioni di giovani uomini. Le marcate linee diagonali sul petto e sulla schiena creano l’effetto di un solido armonioso.

Tra i manufatti in mostra ci sono i cosiddetti “idoli oculari” o idoli placca, nati dalla fascinazione esercitata dall’occhio come espressione della presenza spirituale, fino all’affermarsi, nel terzo millennio, del corpo umano nelle sue forme naturali.
Il catalogo della mostra è curato da Annie Caubert ed è edito da Skira, 256 pagine.

Venere Ligabue, Iran orientale, Asia centrale, Civiltà dell’Oxus (2200-1800 a.C. circa), Clorite, calcare, alt. 11 cm, largh. 13,2 cm. Collezione Ligabue, Venezia

Idolo oculare, corpo convesso, Asia occidentale (3300-3000 a.C. Alabastro gessoso, alt. 9 cm, largh.7,8 cm. Collezione Ligabue, Venezia

 

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