Abitare con l’arte

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
14-06-2018

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Segni Urbani, dal 14 giugno 2018
Rivolta Immobiliare, Viale Carso 11-15°, Roma


Appaga la vista ed è uno stimolo per la fantasia e il pensiero. L’arte fa bene allo spirito, e portarla tra le mura domestiche rende l’ambiente più accogliente. La casa, infatti, rappresenta la nostra identità, è il luogo in cui custodiamo le cose cui teniamo, ricorda il nostro vissuto, e completarla con un oggetto artistico la arricchisce ulteriormente e contribuisce a renderla ancora più accogliente, in sintonia con noi stessi.

La proposta di avvalersene come strumento di valorizzazione dell’abitazione arriva con la mostra Segni Urbani voluta da Rivolta Immobiliare dal 1956. L’esposizione pittorica, ideata e diretta dal presidente dell’agenzia con i figli Marco e Luca con Francesco Francesconi, è incentrata sulle opere dell’artista Edelweiss Molina e vuole offrire una riflessione sul rapporto complementare che si crea tra arte e spazio abitativo: da un lato l’opera d’arte impreziosisce lo spazio in cui si colloca, dall’altro c’è l’ambiente che “custodisce” l’opera d’arte.


“Considero l’approccio di Rivolta Immobiliare innovativo in Italia, e sono fiera di poter contribuire con le mie opere a far luce sull’imprescindibile connubio tra arte e spazi abitativi, specialmente in una città d’arte per eccellenza come Roma", afferma Edelweiss Molina. “È importante che venga riconosciuto il ruolo dell’arte nelle nostre esistenze e nella sua interazione con lo spazio in cui viviamo".


Nelle otto opere che saranno esposte, tra cui due trittici astratti lunghi tre metri, l’artista indaga con i suoi squarci prospettici il rapporto tra gli elementi della natura e della realtà urbana che l’uomo abita, con il suo carico di desideri, tensioni e paure. La sua arte trova un’ideale collocazione nello spazio abitato, quasi come fosse ideata per essere da questo custodita.


“La città rappresentata da Molina è ricca di contraddizioni, silenziosa e assordante, è un luogo di apparizioni improvvise, carica di segni e colore, in cui si addensano immagini e coni d’ombra che trattengono memorie nascoste e frammenti di forme già vissute", commenta Lidia Reghini di Pontremoli, critico d’arte e consulente della mostra. “I quadri della Molina sono lo specchio della nostra anima: il territorio dell’arte è il luogo privilegiato dove rispecchiarsi, ritrovando la propria identità tra segni e parole".

 

 

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