Fontana: la sublime informità

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
11-04-2016

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Uno degli itinerari artistici più suggestivi che Milano attualmente offre si può percorrere all'interno del complesso di San Fedele, eretto nel tardo Rinascimento. Qui, sia nella chiesa che negli spazi ad essa collegati, al fianco di opere classiche quali la Deposizione del Peterzano o i magnifici intagli del coro ligneo proveniente dalla demolita Santa Maria della Scala, non ci si aspetterebbe di trovare significative prove di autori contemporanei firmate da Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Mario Sironi, Nicola De Maria e Lucio Fontana. In particolare, di quest'ultimo, sono esposte numerose opere tra cui una strepitosa Via Crucis in ceramica. Si tratta di 14 ovali nei quali la forma si sfalda, si liquefa, si ricompatta. È come se nel corpo di Cristo si concentrassero tagli, buchi ed escrescenze di materia. È anzi l'informità della materia grezza e sapientemente colorata che si fa corpo divino. Si potrebbe dire che in tal caso il valore estetico di un concetto spaziale magnificamente si alimenta della consistenza di un valore mistico. Di Feliciano Marotta

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