Il presepe di Santa Maria delle Grazie. L'infinito in pochi metri

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
09-01-2016

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Puntuale come un orologio svizzero, il presepe di Santa Maria delle Grazie a Milano viene inaugurato tutti gli anni la notte di Natale, contemporaneamente alla nascita del Bambino. L'opera, progettata da Mauro Grisotti e dai suoi numerosi collaboratori, come sempre stupisce sia per l'abile impianto costruttivo che dilata gli spazi, sia per le mutevoli trasformazioni di luce e di colore nel cielo, dovute a proiezioni posizionate dietro le quinte. Nell'arco di pochi minuti si passa cioè da un bagliore crepuscolare rossastro a nitidi chiarori con luna piena, cometa e nascente arcobaleno.
E che dire dei personaggi che popolano la scena? Quest'anno un corteo di frati diventano testimoni dell'evento e lo attualizzano. Ma sempre questo presepe ha un che di contemporaneo, se non altro per la misurata calcolata studiata costruzione scenografica. E paradossalmente sono proprio i personaggi, caratterizzati da una serie di dettagli forse troppo descrittivi, ad essere meno importanti dell'ambiente che li accoglie. Per cui lo spettatore, da un'unica posizione frontale, è spinto ad insinuarsi con lo sguardo nelle fughe prospettiche dei volumi, equilibrati, vitali e perfetti nell'infinito e ben disegnato gioco delle angolazioni.

Di Feliciano Marotta

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