Itinerari Braidensi: giochi di mani, giochi mani-erati

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
22-11-2015

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Vagando nelle sale della Pinacoteca di Brera, non è difficile scoprire cose straordinarie all'interno di dipinti di piccole e grandi dimensioni. Nei particolari di ogni opera si rileva l'eccellenza. Girolamo Genga è ad esempio un artista umbro del '500, molto attento alle suggestioni espressive di Raffaello. Nella Sacra conversazione con i dottori della Chiesa, suo capolavoro, emerge appunto lo scrupoloso amore per l'urbinate, dal quale eredita sia i lineamenti dei volti, che le scelte compositive complesse. Tuttavia, una nuova originale tensione si avverte soprattutto nei giochi di mani degli astanti. Si potrebbe dire che il virtuosismo tecnico è stato posto al servizio di una più inquieta rappresentazione del reale che a tratti si fa eccentrica. E appunto in quei mirabili intrecci di mani che parlano più dei volti è descritta la quintessenza di un Rinascimento oramai esaurito che, abbandonando i rigorosi equilibri classici, dà spazio a tensioni umane e formali propriamente manieriste.

di Feliciano Marotta

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