Nessuno tocchi Antonello

Scritto da: Francesca Marotta
Categoria: Arte
25-10-2015

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Rinascimento. Il trittico di Antonello da Messina ricomposto
Museo Bagatti Valsecchi, Milano – Fino al 28 ottobre 2015

La Pinacoteca del Castello custodisce un prezioso dipinto attribuito ad Antonello da Messina e raffigurante S. Benedetto. Il 1996 è l'anno in cui fu acquistato, ed io non sono ancora stanco di ammirarlo nelle sale della dimora sforzesca. È per me anzi un motivo di orgoglio sapere che la città meneghina possa garantire questa rara possibilità. Attualmente il Museo Bagatti Valsecchi offre l'opportunità di rivederlo riunito a due tavole provenienti dagli Uffizi. Insieme compongono il cosiddetto Trittico dei Dottori della Chiesa. La prima raffigura la Madonna col Bambino e due angeli, la seconda, S. Giovanni Evangelista. E’ inconfutabile che la straordinarietà dell'evento sia rafforzata dal confronto con altri quattro piccoli dipinti altrettanto unici di Piero della Francesca, Perugino, e Vincenzo Foppa, grazie ai quali si riunisce idealmente la eccezionalità delle ricerche italiane svolte in ambito pittorico da Nord a Sud del Paese. Non si può tuttavia negare che nel polittico del messinese sia percepibile un'originale aristocratica assimilazione della lezione rinascimentale resa vitale dalla purezza delle forme e dei volumi e dalla monumentalità degli spazi. Secondo una proposta fatta da alcuni critici ed esperti d'arte, il S. Benedetto dovrebbe ritornare a far parte del gruppo di opere per cui è nato, per essere sostituito dalla pur magnifica Madonna col Bambino e Angelo del Foppa.
Ma Milano ha tantissimi dipinti di Vincenzo e attualmente solo uno di Antonello.
Non è poi vero che le opere possedute dai musei sono nate per essere ammirate in altri luoghi?
Ben vengano piuttosto queste eccezionali sia pur temporanee esposizioni che aiutano spesso il giudizio nei confronti di un autore ad essere più completo e nel contempo concentrano e rinnovano l'attenzione su aspetti che altrimenti rimarrebbero inosservati o dimenticati.

Di Feliciano Marotta

Nella foto: il trittico ricomposto di Antonello da Messina

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