Se il Louvre ci prestasse Leonardo

Categoria: Arte
29-09-2014

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La scorsa estate molto si è dibattuto sulla possibilità di esporre a Milano, in occasione dell'EXPO 2015, i BRONZI DI RIACE. Non c'è che dire... l'operazione commerciale sarebbe ineccepibile! Numerosi sarebbero infatti i turisti disposti a tutto pur di trovarsi di fronte ai due capolavori.

Tuttavia, non nascondo che una domanda me la sono spesse volte posta. Ed è la seguente: Se l'obiettivo è promuovere il talento italiano, perché esporre i due bronzi, che di mano italiana non sono, proprio nel padiglione nazionale?Non sarebbe più giusto collocarvi opere di autori nostrani, magari legati alla cultura del territorio milanese?Fino a prova contraria, i due magnifici guerrieri sono infatti ritenuti di fattura greca. Per di più sono finiti in mare mentre venivano trasportati, magari illegalmente, dal Paese d'origine all'Italia.

So che il mio desiderio sarebbe irrealizzabile... ma mi piace immaginare un temporaneo rimpatrio dell'INCORONAZIONE DI SPINE di Tiziano, dipinta per la Basilica di Santa Maria delle Grazie e ora al Louvre, oppure della VERGINE DELLE ROCCE di Leonardo, o ancora della TESTA DEL BATTISTA di Andrea Solario, ceduta da Brera al Louvre in seguito a un incauto scambio...

Ora, rimanendo in Italia, ma spostandoci verso la Sicilia, mi viene da pensare al fitto mistero che avvolge il GUERRIERO DI MOZIA, sublime opera di ambito mediterraneo ma di origine incerta. Perché non esporre quella, accostandola ai manufatti di sicura produzione locale? E che dire dell'Etruria o della Campania Felix? Mi vengono in mente ad esempio l'APOLLO DI VEIO, il mosaico della BATTAGLIA DI ISSO e la TOMBA DEL TUFFATORE di Paestum. Sono, questi, illustri esempi che chiunque apprezzerebbe, e all'interno di un'operazione culturale coerente! Ma, si sa, i sogni non si avverano... Di sicuro appartengono agli ingenui pensatori.


If the Louvre lend us Leonardo. Last summer much has been discussed about the possibility to exhibit in Milan, for EXPO 2015, the RIACE BRONZES. There is no what can I say... the commercial operation would be flawless! Many are indeed tourists willing to do anything to be in front of the two masterpieces.

However, do not hide a question often asked to myself. And is as follows: If the aim is to promote italian talent, why expose the two bronzes, which are not of italian hand, in the national pavilion? Wouldn't it be opportune the exhibition of works by local authors, related to culture of Milan area? Until proven otherwise, the two magnificent warriors are believed to be of Greek workmanship. They ended up in the sea, it is assumed, while were transported, perhaps illegally, from country of origin to Italy.

I know that my wish would be impossible ... but I like to imagine a temporary return of the CROWNING WITH THORNS by Tiziano, painted for the Church of Santa Maria delle Grazie and now in the Louvre, or the VIRGIN OF THE ROCKS by Leonardo, or yet the HEAD OF THE BAPTIST by Andrea Solario, ceded by Brera to the Louvre after a reckless exchange...

Now, remaining in Italy, but moving towards Sicily, it makes me think of the deep mystery that surrounds the “WARRIOR OF MOTYA”, sublime artwork of Mediterranean area but of uncertain origin. Why not expose that opera, near to secure local artifacts? And what to say about Etruria or of Campania Felix? I remember, for exemple, APOLLO DI VEIO, the mosaic of ISSO’S BATTLE and the CON MAN’S GRAVE of Paestum. These are illustrious examples that anyone would appreciate, and within a coherent cultural operation! But, you know, dreams don't come true...certainly belong to the naive thinkers.

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