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Il Calendario dell’Avvento in bellezza aspettando Natale

I Calendari dell’Avvento Beauty sono piccole e grandi scatole colorate, spesso decorate da illustratori e artisti, che racchiudono da 12 a 24 oggetti per la cura della pelle e per il trucco in versione mini o normale. Da scoprire, e da provare, ogni giorno dal primo dicembre fino a Natale. Per regalarsi momenti di creatività e spensieratezza. Non solo. Rappresentano il modo più divertente per provare qualcosa di nuovo.

Gallery

The Twelve Days of Luminous Hydration Advent Calendar di La Mer
12 lussuosi SOS per la pelle tutti infusi con il leggendario rigenerante cellulare Miracle BrothTM: da Renewal Oil, ormai diventato un culto, l’iconica Crème de la Mer. 400 € circa.

Shake Your Beauty di Benefit Cosmetics
Contiene 12 prodotti iconici in formato mini per il trucco della pelle, delle ciglia e delle sopracciglia. Da Sephora, 69 €.

Christmas Collection Advent Calendar di Jo Malone London
Un conto alla rovescia fino a Natale scandito da fragranze esclusive, creme e detergenti per il corpo profumati e candele aromatiche in miniatura. 400 €.

Advent Calendar di Sephora
25 alleati della bellezza, dalle cure per la pelle al mascara, sono nascosti nei piccoli cassetti di cartone. 119 €.

Calendario Chiosco Provenzale di L’Occitane
Celebra la natura e i suoi ritmi il cofanetto con 24 trattamenti per viso e corpo impreziosito dal disegno dell’illustratrice francese Edith Caron. 59 €.

Charlotte Bejewelled Chest of Beauty Treasures di Charlotte Tilbury
Nei cassettini con I pomelli a forma di diamante ci sono 12 prodotti per la cura della pelle del viso e per un make-up scintillante. Da Sephora, 75 €.

La Maison Valmont Féérie
Un cofanetto prestigioso he propone 12 prodotti iconici della maison, dai trattamenti lussuosi più amati (dalla maschera Prime Renewing Pack all’acqua purificante essenziale Aqua Falls) ai nuovi profumi per lei e per lui (da Casanova 2161 a Jazzy Twist). 320 €.

Calendario dell’Avvento 2020 by Maité Franchi di Kiehl’s
L’illustratrice specializzata in grafic design veste di gioia il cofanetto che racchiude 23 cosmetici che uniscono il meglio di natura e scienza per viso, corpo e capelli. 89 €.

Calendario dell’Avvento di Acqua di Parma
Ricorda una luminosa ed esclusiva casa italiana con le finestre che svelano 24 sorprese. Oltre alle creme corpo e alla fragranza da vaporizzare sui capelli c’è anche una piccola ceramica decorativa. 400 €.

Calendario dell’Avvento Beauty di Vanity Space Blog in collaborazione con Menta & Rosmarino
30 cosmetici per le amanti della cosmesi green. 100 €.

Calendario dell’Avvento 2020 di Dr. Hauschka
Una selezione di 24 cosmetici green per viso e per corpo. 79,90 €.

Calendario dell’Avvento Rituals
24 trattamenti per il corpo, per il viso e candele profumate. 60 €.

Calendario dell’Avvento Make Up di Douglas Collection
Tutto il necessario per il trucco viso, occhi, labbra, unghie più gli accessori è nascosto dietro le 24 caselline dei cofanetti dove sono raffigurate le principali città europee. 24,95 €.

Calendario dell’avvento di My Beauty Routine
Nella scatola ci sono 24 cosmetici coreani. In edizione limitata e personalizzabile. 119 €.

Calendrier de L’Avent di Yves Rocher
24 caselline da aprire ogni giorno per provare trattamenti idratanti per viso e corpo, prodotti per i capelli, trucchi e profumi. 49,95 €.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Continuiamo a sostenere le iniziative di supporto

In Lombardia, un boom di violenze in famiglia durante il lockdown viene denunciato da Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime. «Le chiamate al Numero Anti Violenza e Stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24, anche via chat, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020 sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+119,6%), passando da 6.956 a 15.280». Dal 2000. su iniziativa dell'Onu (Organizzazione delle nazioni unite), il 25 novembre è diventato il giorno dedicato alla sensibilizzazione sulla violenza contro le donne. Un fenomeno globale e sotterraneo che ha le dimensioni di una terribile pandemia: 1,2 miliardi di donne nel mondo l’ha subita. Secondo i dati diffusi dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) lo scorso aprile, inoltre, il confinamento domiciliare ha favorito ogni tipo di sopruso, che sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2019. Sopraffazioni che riflettono percorsi di uguaglianza soffocati e diritti negati. Combatterle rappresenta una delle sfide fondamentali e più difficili del ventunesimo secolo
«Ci prepariamo a affrontare mesi in cui il disagio psicologico, l'ansia e la rabbia repressa potrebbero sfociare in azioni violente, soprattutto in ambito domestico: la vicinanza e l'assistenza psicologica saranno fondamentali» aggiunge Aldrovandi. E’ importante dunque continuare a sostenere i servizi di supporto e assistenza a chi riesce a dire basta, e le iniziative che favoriscono la realizzazione di una concreta parità nel mondo del lavoro.

Il muro delle bambole

Da sempre impegnata nella battaglia contro le violenze, Jo Squillo nel 2013 ideò l’installazione artistica Wall of Dolls di via De Amicis, a Milano: una grande griglia su cui porre foto di vittime di abusi e bamboline, che rappresenta un invito ai passanti a fermarsi, guardare e riflettere su questa piaga. Una creazione supportata da 50 stilisti, 20 artisti e 30 associazioni no profit, con le allieve della sartoria della Scuola San Giusto che hanno realizzato le bambole di stoffa ispirate alle classiche pigotte. Nel tempo è diventato un modello di sensibilizzazione anche in altre città italiane: nel 2019 Donatella Versace ha inaugurato quello di Venezia.

Il segno rosso sul viso

Con il volto dei giocatori segnato da una striscia rossa sul viso (nella foto Alessandro del Piero) la Lega Serie A anche rinnova l’impegno nella difesa dei diritti delle donne #UNROSSOALLAVIOLENZA promossa da WeWorld e giunta alla quarta edizione. «Uno dei problemi più difficili di chi lavora con le vittime è proprio riuscire a intercettarle e farle uscire allo scoperto. Per contrastare il problema serve intervenire sugli effetti della violenza, fisica ed economica, e stare al fianco di chi vuole costruirsi una vita nuova, ma è altrettanto importante accendere un riflettore, parlarne, far sentire a queste donne che non sono sole. La collaborazione con il più alto livello professionistico del campionato italiano di calcio ci permette di innescare movimento potente che dica alle vittime che un’altra vita è possibile» spiega Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.

Sostenere la parità

Il progetto Scarpette Rosse nasce nel 2017 dallo staff creativo di DAPHNÉ con il foulard di seta punteggiato di piccole red shoes. Durante il 65° Congresso mondiale delle donne imprenditrici svoltosi a Roma, la neo presidente eletta, Marie Christine Oghly, lo indossa durante la manifestazione Stop Violence Against Womens in Piazza di Spagna a Roma. Le attività a sostegno della parità di genere con focus sul lavoro coinvolgono: Patrizia Schiarizza dell’Associazione Giardino Segreto per gli orfani delle donne vittime di femminicidio; Rosella Scalone con il Progetto #NONPOSSOPARLARE (SPX Lab) cui verrà devoluto per il 2020/2021 parte del ricavato della vendita del foulard Scarpette Rosse; Paola Guerra con Romeo&Juliet wedding #nonsmettiamodisognare; Veridiana Meleleo speaker radiofonica (SM Radio) con la sua rubrica "Beauty Outing", e Alessia Cotta Ramusino, compositrice e cantante con la sua iniziativa "100 donne vestite di rosso".

La coercizione inizia dalle parole

La violenza non è solo fisica. Intimidazioni, umiliazioni e colpevolizzazioni sono modalità che utilizzano le parole per danneggiare e intaccare la fiducia in se stesse. «Il linguaggio influenza il modo in cui ci relazioniamo e formuliamo giudizi sugli altri. La parola ha un grande potere, e ci sono ancora molte espressioni che confermano quotidianamente il pregiudizio subconscio secondo cui gli uomini sono intellettualmente, fisicamente e moralmente superiori alle donne» dice Sara Grippo, Senior Editor team di didattica di Babbel, l’App studiata per fornire gli strumenti per superare le barriere linguistiche. Così la piattaforma online ha stilato una lista di espressioni che feriscono. Le più subdole riguardano gli attacchi all’autostima. Spesso chi vive una situazione di violenza ha difficoltà a uscirne perché il maltrattante la umilia al punto da distruggere la forza e la sicurezza di sé necessarie per abbandonare la relazione. Le espressioni più diffuse sono "Zitta, a nessuno importa quello che dici", "Nessuno ti crederà" o ancora "Sei pazza, non è mai successo, ti inventi tutto".Gli eventi dall’epilogo più grave vengono narrati come “delitti passionali”, gesti folli dovuti al “troppo amore” o giustificati dalla gelosia come qualcosa che “acceca”. Inoltre, spesso l’aggressore viene ritratto come una persona per bene per suscitare empatia nei suoi confronti, ad esempio “Sportivo, credente e ottimo lavoratore: il ritratto di X”.

Il tabù innominabile

La brutalità si manifesta anche con il persistere di falsi miti che gettano ombre sulla donna. Una di queste è la puntualizzazione dell’età e dell’invecchiamento. Tena Lady prova a rompere gli schemi con la campagna #SenzaEtà. La collaborazione con Yorgos Lanthimos, regista del film premio Oscar La Favorita, ha permesso la creazione di un video che racconta in modo autentico la forza femminile che non si vergogna dei segni che il tempo lascia sul corpo, comprese le perdite urinarie. Lo scopo è de-stigmatizzare gli stereotipi sull’incontinenza. Ma non solo. Il brand del Gruppo Essity ha scelto di legarsi a Soroptimist, l’associazione che riunisce figure con elevata qualificazione professionale impegnata per l’avanzamento della condizione femminile nel mondo del lavoro, finanziando 20 borse di studio per il Corso di Formazione Leadership e genere nella società 4.0, organizzato in collaborazione con SDA Bocconi di Milano e rivolto a laureate con meno di 29 anni.

Un periodo su cui si ironizza

Un altro preconcetto riguarda le mestruazioni, una vera macchia culturale, oggetto di pregiudizi e superstizioni e di cui l’uomo continua a parlarne con ironia e sarcasmo. Con il libro Period Girl, Giorgia Vezzoli propone un cambio di prospettiva, trasformandole da tabù innominabile a protagonista assoluto. Il volume racconta in modo ironico e irriverente la genesi di una supereroina che, proprio grazie al flusso mestruale, può salvare il pianeta dalla deforestazione, contrastando i cambiamenti climatici e collaborando con le più importanti organizzazioni internazionali. Questo testo è l’ultimo nato della collana narrativa di Settenove, casa editrice nata nel 2013 dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, narrativa e percorsi scolastici.

Un aiuto per ricominciare

Le borse Hermy nascono dalla collaborazione tra l’azienda toscana di accessori Gianni Chiarini e D.i.Re, la più grande associazione nazionale di centri antiviolenza, che individua le radici degli abusi nella storica disparità di potere tra i sessi. Parte del ricavato della limited edition creata per questo progetto andrà a “Doti di autonomia”, il cui obiettivo è l’attivazione di un fondo erogabile alle donne con una storia di abusi che concludono il percorso di ricostruzione della propria esistenza e cercano di ricominciare. Il contributo è destinato a coprire le spese di caparra e i primi mesi di affitto di una casa, l'attivazione e le prime mensilità delle utenze, l'acquisto di elettrodomestici o arredi indispensabili e ogni altra spesa utile al percorso di autonomia abitativa ed economica.

Il club della condivisione

Nato circa trent’anni fa, il Benvenuto International Club di Varese è un’associazione formata da donne di nazionalità diverse, con lo scopo di costituire uno spazio di dialogo per agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro. Per supportare la loro attività Metradamo Maison Moda Chic, brand di moda specializzato nella confezione di pantaloni femminili, organizza sfilate che coinvolgono le associate per favorire scambi e confronti relativi alle esperienze lavorative.

Lo sguardo delle artiste

L’arte è sempre più spesso in prima linea per denunciare la condizione femminile. A La Fondazione Nicola Del Roscio a Roma, la mostra Claire Fontaine | Pasquarosa | Marinella Senatore a cura di Pier Paolo Pancotto propone per la prima volta insieme tre artiste, molto differenti tra loro per generazione, stile e cultura, ma accomunate dalla medesima sensibilità verso i temi del ruolo della donna nel contesto sociale in cui viviamo, che abbraccia politica, religione, violenza, differenze di genere e libertà individuale. In programma sino a sabato 16 gennaio 2021, è attualmente chiusa al pubblico in ottemperanza alle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, previste dal nuovo DPCM.
Nelle immagini da sinistra:
Marinella Senatore, Untitled, 2020, 27 canvas; Claire Fontaine, Beauty is a ready-made, 2020, mixed materials e Pasquarosa, Angelina, 1915, oil on canvas.

 

Dante Alighieri. Un albero che fruttifica, non una voragine che inghiotte

Sono passati 700 anni dalla morte di Dante, eppure i versi del suo poema allegorico-didascalico scritto in terzine incatenate e di endecasillabi continuano a essere letti, studiati, interpretati. Una magia che si esprime anche con le immagini. Quelle di Gustave Doré, per l'esattezza. Il visonario ed eclettico artista del XIX secolo, considerato il più grande interprete del Medioevo, con le sue 135 tavole della Divina Commedia (oggi custodite dalla Fondazione Alinari di Firenze) ha dato una interpretazione molto evocativa e avvincente del viaggio immaginario intrapreso dal narratore, permettendo di “vedere” con gli occhi di Alighieri i tre regni ultraterreni che lo hanno condotto alla visione della Trinità.
Sono proprio queste ultime, che saranno proposte anche digitalizzate, il fulcro della mostra dedicata al padre della lingua italiana Dante. Il poeta eterno, in programma dal 14 settembre 2021 al 10 gennaio 2022 negli spazi del Complesso Monumentale di Santa Croce a Firenze.
Si tratta di un progetto-evento molto articolato con un percorso interattivo che si sviluppa tra immagini statiche e realtà virtuale che promette un’immersione reale nel mondo e nel pensiero del Sommo Poeta. L'ideatore è Felice Limosani, digital story teller, che si è ispirato da una frase di Alighieri che si auto-definiva: "Un albero che fruttifica e non una voragine che inghiotte”. Non ci saranno, dunque, “spiegazioni” delle sue opere ma un “racconto” del suo linguaggio universale a cominciare dal lascito culturale, morale e spirituale. «La sua sterminata eredità non rimane immobile ma ha la straordinaria capacità di rinnovarsi e di parlarci ogni volta in modo diverso. La meraviglia di Dante è che rimane sempre attuale: secolo dopo secolo la sua opera immane e poliedrica. A partire dalla Divina Commedia, infatti, ha sempre nuovi livelli di lettura e di conoscenza» ha commentato Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze.

Ma c’è dell’altro. Il progetto ha un altro obiettivo: creare una grande mostra dai contenuti fruibili anche come didattica digitale nelle scuole, da inserire anche nella programmazione scientifica a beneficio di attività sociali e di cura ospedaliera. «La rivoluzione digitale non solo apre a nuove visioni espressive con linguaggi inediti, ma sta cambiando il modo in cui la cultura viene rappresentata, fruita e divulgata» sottolinea Felice Limosani. Il connubio tra tecnologia e arte offre una sintesi innovativa, una umanistica digitale, insomma, che offre benefici maggiori di quelli ottenibili della somma di entrambe. In questa dimensione, il patrimonio storico culturale viene reso attuale e condiviso come esperienza multidisciplinare che si espande negli ambiti museale, didattico e sociale, fino a coniugare cultura, educazione e solidarietà. Con questo approccio rigoroso si diffonde cultura. A questo proposito sono state già avviate delle collaborazioni per la pianificazione di un lavoro tecnico scientifico che a vario titolo coinvolge educatori, docenti, pedagogisti, psicologi, sociologi, neuroscienziati ed esperti della Comunità di San Patrignano, della Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dell’Istituto Dino Compagni di Firenze e del Conservatorio San Niccolò di Prato.
«Recenti studi hanno dimostrato che le cyberterapie e le realtà multisensoriali simulate, impattano positivamente sui programmi di reinserimento, riabilitazione sociale e cura» conclude Beatrice Garagnani Ferragamo, Presidente Onorario Comitato Scientifico.

 

Foto 1 in apertura: a sinistra l’incisione originale Paradiso Canto 31 1-3 di Gustave Doré, a destra l’elaborazione digitale di Felice Limosani.
Foto 2: Santa Croce a Firenze.

Le palette di ombretti e l’arte del colore

Racchiuse in astucci decorati e accattivanti, sempre più sottili e compatti, le tonalità luminose e opache, chiare e scure, finemente metallizzate o glitterate, dei nuovi ombretti sono un invito alla sperimentazione. Con selezioni cromatiche ben congegnate per armonizzarsi tra loro, le palette rappresentano un modo pratico per cimentarsi, senza limitazioni, nell’affascinante arte del colore.

Fasi preliminari
Per garantirsi un risultato impeccabile e a lunga durata, prima di iniziare è sempre opportuno attrezzarsi e tenere a portata di mano alcuni elementi che semplificano l’applicazione e migliorano la resa. Ecco i passaggi da seguire di Giada Venturotti makeup artist QSTUDIO MAKEUP-RP.
Picchiettare un primer specifico è sempre d’aiuto: sono più trasparenti e leviganti di quelli progettati per il viso, fissano e prolungano la durata del risultato ed evitano inestetici addensamenti nelle pieghe palpebrali.
In caso di occhiaie e imperfezioni usare un correttore è sempre consigliabile: non solo permette di mantenere la nuance in posizione, ma fa anche da scudo tra cute e il bulbo oculare: i pigmenti contenuti negli ombretti tendono a migrare per il battito delle palpebre e, quindi, a spostarsi, di conseguenza, verso l’interno dell’occhio provocando fastidi.
Il pennellino è lo strumento su cui investire per realizzare una distribuzione omogenea. Deve avere setole fitte, corte e morbide, con la punta arrotondata: una volta prelevato il prodotto il movimento ideale imita quello di un tergicristallo, spostandosi delicatamente e rapidamente da un angolo all’altro. Ne servono due: uno per colorare, l’altro per creare i punti luce sugli angoli interni dell’occhio e sotto l’arcata sopracciliare. 

Gli abbinamenti che funzionano
Le gradazioni oggi in commercio sono formulate per adattarsi a ogni tipo di incarnato, caratteristica che dovrebbe semplificare il gioco con le palette multicolor. In realtà indovinare le combinazioni giuste può essere una sfida, perché quando la scelta è troppo ampia si può andare in confusione. Per individuarle, ecco le combinazioni proposte da Giada Venturotti:
• La gamma dei nudi, dagli evanescenti beige ai caldi terracotta e cioccolato, donano a tutte e rappresentano il basic del maquillage, perfetto dalla mattina a sera;
• il rosa con l’oro, il bronzo con il grigio e il verde con il rame sono duetti che possono sembrare eccessivi, ma in realtà sono adatte anche giorno;
• per un trucco arcobaleno indovinato c’è un piccolo schema da seguire: le tinte chiare, come per esempio il giallo oppure il rosa baby, si applicano sull’angolo interno dell’occhio; sulla parte centrale della palpebra sì ai toni intermedi come il lilla e il verde; il blu, l’indaco e il viola infine si usano per definire la parte esterna.

Ombre e luci
“Mat, galaxy, metal… quando si parla di luci e di ombre nel make up degli occhi è facile confondersi. Per capire che cosa si sta usando Michele Magnani, Global Senior Artist MAC Cosmetics suggerisce un semplice schema:
• gli effetti shimmer, metallizzato, olografico sono dati dai glitter: micro-frammenti metallici, monocolore o policromatici: danno un risultato “wow” perché catturano la luce e la riflettono in modo netto e deciso;
• il finish satinato, invece, è ottenuto grazie a microperle cangianti che danno una luminosità discreta, elegante e sofisticata che dona tridimensionalità e profondità,
• mat, infine, definisce i colori opachi a base di pigmenti puri e sono privi di elementi riflettenti. 

Stop ai fastidi
“Chi ha occhi sensibili, per evitare arrossamenti, irritazioni e prurito deve rinunciare agli ombretti scintillanti e luccicanti perché accentuano questi disagi” spiega l’ottico Paolo Revolfato di Eurottica Milano. “Spesso chi viene a controllare la vista lamenta disturbi come piccoli bruciori e disidratazione dovuti proprio a queste tipologie di prodotti. Un ombretto trasparente in gel-polvere, formulato per restare in sede e da spalmare su tutta la palpebra mobile, invece, si rivela un valido aiuto per non rinunciare a questi effetti nelle occasioni speciali, perché impedisce alle particelle luminose di migrare nell’occhio”.

Tocchi finali
Dopo aver tracciato i contorni con l’eyeliner, oppure la matita, per rifinire e perfezionare il risultato è sempre opportuno fonderle bene con la linea di crescita delle ciglia, usando un pennellino con setole corte, soffici ma sode.
Si conclude con il mascara, uno strumento indispensabile per restituire profondità e carattere allo sguardo, ed evitare che i toni accesi risultino invadenti e creino l’effetto ottico di “annullare” le ciglia.

 

Gallery

  • Charlotte Tilbury 
  • Luxury Palette of Pops in Dazzling Diamonds Edizione Limitata 
  • 4 sfumature magiche: Prime rosa champagne luminoso, Enhance oro antico scintillante, Smoke bronzo caldo con riflessi dorati e Pop nero-blu brillante (da Sephora, € 50).

 

  • Layla Cosmetics
  • Freevola
  • 8 ombretti mat, 3 buttershine luminose e uno butterspark dal finish bicolore glitterato (€ 24,90).
  • Anastasia Beverly Hills
  • Soft Glam II Mini
  • Finiture mat, satinate e metallizzate in formato da viaggio (da Sephora, € 32,90).

 

  • KVD Vegan Beauty
  • Lolita Por Vida 
  • Cromie calde e neutre (da Sephora, € 49,50).

 

  • Wycon 
  • Quick Palette  
  • Una selezione di colori che si armonizzano con gli occhi azzurri o grigi (€ 9,90).

 

  • Urban Decay
  • Stoned Vibes
  • Nuance infuse con tormalina per aumentarne l’intensità (€ 54).

 

  • Nars
  • Extreme Effects  
  • Colori caldi in edizione limitata (€ 45).

 

  • Pupa 
  • Zero Calorie Chocolate Eyeshadow Palette 
  • Eyeshadow palette al profumo di cioccolato (€ 20,50).

 

  • Sephora
  • Team Electric Frost?
  • Effetto brinato sullo sguardo (€ 10,90).

 

Primi passi per gestire la Pandemic Fatigue

Le nuove regole da rispettare, le restrizioni che limitano gli spostamenti e la preoccupazione del contagio legate al Covid-19 generano la Pandemic fatigue, come segnala l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: vivere nell’incertezza ha come conseguenze stanchezza, apatia e demotivazione.
Fronteggiare la situazione che stiamo vivendo è complicato. Trovare equilibrio e chiarezza può essere d’aiuto per razionalizzare la situazione.
Un approccio in questa direzione è proposto con il ciclo di 3 incontri In Stabilità, dal 15 di novembre 2021 a Milano, che rappresenta un cammino a tappe per riconoscere le proprie emozioni, affrontarle, scoprirne gli aspetti che limitano e considerare quelli positivi.

Con una Laurea in Comunicazione e un Diploma di Counselor Professionista a indirizzo Psicosintetico, Barbara Dall’Argine è una delle due ideatrici dei corsi. Ci racconta come sono organizzati e quali sono le finalità.
“Iniziare a guardare da un’altra prospettiva, con maggior distanza e neutralità è importante per osservare con senso critico le situazioni. Vedere più da vicino cosa “vive” dentro ciascuno è il primo passo per attivare le risorse necessarie per convivere con ciò che accade all’esterno. E’ importante mantenere la stabilità mentre siamo coinvolti in un flusso continuo di improvvisi cambiamenti. Osservare, accogliere e trasformare sarà il punto centrale del primo appuntamento. Imparare a collaborare con ciò che c’è, e iniziare a discernere ciò che serve da ciò che non è più funzionale è il punto centrale di quello successivo”.

Quali sono gli obiettivi?


“L’intento è permettere di acquisire gli strumenti, utili ed efficaci, a chi desidera trovare equilibrio. Mettendo sé stessi al centro si può attingere dalle proprie potenzialità e risorse per affrontare QUI e ORA ciò che lo condiziona o destabilizza”.

Avete in calendario altri appuntamenti?


“Dal 14 novembre inizia il ciclo di 6 sessioni intitolato “Il potere dell’intenzione”. Avranno cadenza quindicinale e si concluderanno il 6 febbraio 2021. Abbiamo intenzione di approfondire i punti principali della “Legge d’attrazione”: quello che ci circonda è costituito da energia che esercita un grande potere, e noi forniremo gli strumenti per comprenderla e padroneggiarla”.

Nutella Bisquit, non chiamateli solo biscotti

Un miliardo di biscotti venduti in Italia dopo solo un anno dalla sua creazione. Un traguardo che permette a Nutella Bisquit, un prodotto talmente squisito di poter essere paragonato a un pasticcino, di salire sul podio dei dolci più venduti in Italia in questo segmento. Traguardo che Ferrero celebra con l’approvazione dell’investimento per la realizzazione di una nuova linea produttiva, tecnologicamente avanzata quanto la prima, sempre nello stabilimento italiano di Balvano.

Ma l’azienda non si ferma a questo: la struttura si affiancherà a quella di recente costruzione consentendo di raddoppiare la capacità produttiva, con l’obiettivo di soddisfare sia la domanda interna sia raggiungere mercati inesplorati. L’investimento previsto, di oltre 80 Milioni di euro, si aggiunge a quanto già stanziato per la prima linea di produzione. Questo significa nuovi posti di lavoro in Italia, in Basilicata, possibili grazie al successo di una squisitezza che crea… dipendenza.

“Nel 2021 lanceremo un nuovo formato, in tubo” spiega Alessandro d’Este, Presidente e AD Ferrero Commerciale Italia. “Una pratica confezione da tenere in borsa o nello zaino per gustare questo prodotto ovunque”.

Il 29 Ottobre è la giornata mondiale contro l’ictus cerebrale

Una malattia grave, invalidante, che ogni anno nel mondo colpisce tra 15 milioni di persone e rappresenta, secondo alcune stime, la terza causa di morte, la prima è di invalidità e la seconda di demenza. Per sensibilizzare su questo tema, il 29 ottobre viene celebrata la Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che quest’anno è dedicata alla curabilità di questa patologia, mettendo l’accento non solo sulla riabilitazione ma anche sulla prevenzione a cominciare dagli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi, alla necessità di pari opportunità nell’accesso alle cure. E’ proprio su quest’ultimo aspetto che si concentra l’attenzione della comunità medica: l’effetto del Covid-19 sulle malattie cardiocircolatorie ha portato a un drastico calo degli accessi in ospedale per paura del contagio. Il professor Francesco Setacci Direttore dell’U.O complessa di Chirurgia Vascolare dell’IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni e chirurgo vascolare presso la clinica di medicina e chirurgia estetica Juneco Milano City Life e Roma Est ci spiega questo fenomeno.

“Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria da Coronavirus si sono registrati in Italia e nel mondo meno accessi in ospedale relativi a questa patologia. Si parla di un calo del 50% degli accessi per malattie cardiovascolari (Fonte Poliambulanza di Brescia), mentre i dati del Gruppo San Donato hanno registrata una diminuzione del 60% per infarto. Questi dati non significano che ci sia una riduzione dell’incidenza della malattia, quanto piuttosto una conseguenza preoccupante della paura del contagio, con risvolti negativi legati alla sopravvivenza delle persone”.

Secondo i dati del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicati da Siia (Società italiana dell’ipertensione arteriosa) l’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l'80% sono nuovi episodi e il 20% recidive, che riguardano soggetti precedentemente colpiti. L’incidenza di questa patologia aumenta progressivamente con l’età, raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantacinquenni. Non sono dati rassicuranti, e il fenomeno è in costante crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione. Quali sono le raccomandazioni?

“E’ di importanza vitale non sottovalutare i sintomi, quelli che prima dell’emergenza sanitaria facevano correre al Pronto Soccorso, anche a rischio di sovraffollamento. I disturbi non passano da soli. E’ importante che le persone a rischio sappiano che le attività ambulatoriali sono garantite, perciò attualmente le diagnosi vengono fatte tempestivamente. Gli interventi chirurgici con rischio imminente di vita al momento sono garantiti”.

Come riconoscere un ictus?

“Occorre attivarsi quando insorgono deficit sensitivo-motori a carico di un emisoma (faccia, arto superiore e inferiore da un lato solo), disturbi dell’eloquio, difficoltà visive come la diplopia (vedere doppio). La prima valutazione per capire la gravità del restringimento (stenosi) alla carotide viene effettuata in una struttura medica utilizzando un Ecocolordoppler, strumento che permette una precisa e affidabile diagnosi. L’importantissima fase riabilitativa dovrebbe già dal ricovero in ospedale, e poi proseguire nelle strutture ospedaliere seguendo percorsi controllati. Per questa ragione alla prima avvisaglia, che non va mai trascurata, è fondamentale agire in modo tempestivo recandosi senza paura ed esitazione in ospedale”.

La sostenibilità è già negli abiti di Prada

I temi dell’edizione digitale dei Green Carpet Fashion Awards 2020, trasmesso in tv su Sky, sono stati la rinascita e la solidarietà nell’ottica della giustizia ambientale e sociale, partendo proprio dall’Italia. “Il Made in Italy è un esempio per il mondo” ha affermato il Premier Giuseppe Conte che è intervenuto all’evento. E sono proprio i grandi marchi del Belpaese a dare il buon esempio. All’iniziativa ha partecipato, infatti, anche Prada proponendo la sua nuova visione della moda sostenibile. La giovanissima attrice Matilda De Angelis ha indossato un abito della maison su misura e realizzato con materiali ecologici secondo i criteri di Eco Age, società promotrice dell’evento insieme con Camera Nazionale della Moda, che si occupa di affiancare i marchi del fashion system per definire un percorso eco-sostenibile di cui possano beneficiarne persone e pianeta.

Il vestito indossato dall’attrice fa parte della collezione di abbigliamento, calzature e accessori Re-Nylon che racchiude il nuovo corso del brand a partire proprio dal materiale utilizzato. Si tratta dell’iconico filato della griffe, il nylon che, grazie alla ricerca scientifica, è diventato eco-sostenibile e rigenerato. Si chiama Econyl ed è recuperato da materiali plastici recuperati negli oceani, nelle discariche o derivati dagli scarti di fibre tessili.

Questo abito cocktail, con busto scultura e gonna voluminosa impreziosita da arricciature couture simmetriche, è realizzato secondo i criteri Eco Age. I principi rigidi da rispettare, e riconosciuti dall’organizzazione, sono 10: trasparenza, niente sfruttamento minorile, lavoro onesto e giusto, comunità, tracciabilità, protezione di risorse e ambiente, riciclo e riutilizzo, minimizzazione dell’inquinamento, gestione delle risorse legale e responsabile, benessere delle specie animali.

Culture e colture - Roberto Capucci e la biodiversità

Born in Italy, Food, fashion, design and ancient seeds
Zahir Countryhouse - Contrada Eloro Pizzuta, Bucachemi, Noto (SR) – fino al 5 novembre 2020

Per promuove l’agricoltura 2.0, con il recupero degli antichi semi autoctoni italiani e della biodiversità, gli abiti scultorei di Roberto Capucci fotografati da Toni Campo sono protagonisti dei 17 scatti che hanno come sfondo gli ulivi del Parco dell’Anima di Noto e la nuova generazione di contadini custodi. Immagini affascinanti e suggestive che uniscono tradizione, design e moda, eccellenze che storicamente contraddistinguono il patrimonio materiale e immateriale dell’Italia.

Dietro questo progetto c’è la volontà di accendere i riflettori sulla necessità di salvaguardare tesori ingiustamente abbandonati nel nostro Paese, ma dalle enormi potenzialità economiche ancora inespresse: le antiche semenze italiane: un patrimonio che consente anche di tutelare la biodiversità vegetale e animale, che abbraccia a 360 gradi i concetti chiave di sviluppo sostenibile, nel segno dell’innovazione, del benessere accessibile e della salvaguardia dell’ambiente.

Una necessità più che mai sentita in questo periodo, tanto che lo scorso 30 settembre l’Italia e altri 76 Paesi hanno firmato Leaders Pledge for Nature, il primo documento che sancisce l’impegno formale a invertire la rotta della perdita di biodiversità entro il 2030 con azioni concrete che aprono la strada a un Piano Globale per la Biodiversità.
Sempre su questo tema, si è da poco costituito il Consorzio MAMA.SEEDS, la prima Start Up italiana fondata da Alessia Montani per salvare la memoria delle antiche colture italiane, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento normativo della filiera agroalimentare delle antiche semenze italiane: cerealicola, orto-frutticola, vitivinicola e delle erbe aromatiche.

Il racconto delle fasi dei processi agricoli delle antiche semenze autoctone (ancora oggi tramandate grazie all’attività degli agricoltori) è affidato all’obiettivo di Toni Campo, che rcon i suoi clic riesce a dare rilievo e importanza a ogni elemento fotografato: i lavoratori, gli agrumeti, gli alberi di ulivo, i mandorli secolari, dei carrubi e i magnifici abiti di Roberto Capucci, preziose creazioni di taffetas di seta plissettata che hanno fatto la storia della moda italiana.

La mostra, concepita per essere itinerante, e toccherà molte regioni italiane, e in particolare nelle zone del Mediterraneo.

Crediti fotografici:
Art Director Francesco Palazzolo
Stylist Mauro Crachi
Hair and make Up Antonio Musumeci e Semmy Mele

 

Dante Alighieri è una continua scoperta

Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante
Ravenna, Biblioteca Classense, Corridoio Grande - fino al 10 gennaio 2021

L’ultimo rifugio del sommo poeta ospita la prima delle tre tappe espositive che lo celebrano in occasione del 700° anniversario della sua morte. Un’opportunità per curiosare tra libri, illustrazioni, fotografie, dipinti, manoscritti e oggetti d’arte donati a Dante. Ciascuno degli oggetti, testimonianze della storia “ufficiale”, offrirà spunti per scoprire storie particolari, spesso sconosciute e anche sorprendenti. 
Il Secentenario del 1921, per esempio, fu preceduto da momenti celebrativi nazionali come per esempio le Feste dantesche che riunirono nella cittadina romagnola rappresentanti di città e territori allora sotto la sovranità dell’Impero asburgico. Nel 1908, in occasione di queste celebrazioni nacque la Cerimonia dell’olio, in cui annualmente Firenze offre (la seconda domenica di settembre) il prezioso estratto, simbolo di espiazione, destinato ad ardere nella lampada all’interno della tomba. Dante, va ricordato, morì nella cittadina che lo celebra durante il suo esilio perché appartenente, nel 1300 circa, ai guelfi bianchi, che volevano impedire al Papa di intervenire negli affari politici del capoluogo toscano. Nonostante i ripetuti tentativi di riportarlo nella sua città natale, i suoi resti non sono stati mai spostati.
Questa mostra è il primo appuntamento del progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, ideato dal Comune di Ravenna Assessorato alla cultura, dal MARMuseo d’Arte della città di Ravenna, e dalla Biblioteca Classense che dà il via alla prima tappa del ciclo.

Photo
Galileo Chini (1873-1956) è l’autore del manifesto ufficiale, esposto per la prima volta nel 1921 e da poco restaurato.

La magia e la bellezza a Poltu Quatu in Costa Smeralda

Condita da musica e spettacoli accompagnati da un’esclusiva selezione di luxury cocktails e piatti gourmet, ispirati alla cucina mediterranea, Daniele Pulcini inaugura la vita notturna della splendida località che si affaccia sul mare cristallino dell’Arcipelago de La Maddalena. E lo fa in grande stile, con un fantasmagorico show firmato The Box, la pluripremiata sigla dell’intrattenimento internazionale specializzata in eventi unici, rivolti alla clientela di alto livello, con produzioni memorabili e artisticamente straordinarie da Manhattan a Londra.

Fu proprio il fondatore e Presidente Antonio Pulcini a scoprire negli anni '70, insieme a Maria Bice Asara la fidanzata originaria del posto, questo angolo di paradiso di impareggiabile e naturale bellezza, che trasformò nell’oasi meravigliosa di oggi. Poltu Quatu (che in sardo significa porto nascosto) è un piccolo fiordo esclusivo e riservato nel quale il Gruppo Pulcini ha profuso tutto il meglio delle proprie capacità imprenditoriali, con un’indissolubile partecipazione personale e familiare, rendendolo una fra le mete più ambite del jet set internazionale.
Qui sorge il Grande Hotel Poltu Quatu e la sua meravigliosa terrazza con vista sul porto, diventata celebre come Lìo Sardinia, che quest’anno si trasforma in THE BOX POLTU QUATU per inaugurare una grandiosa stagione estiva by night con un Dinner Show di spettacolari performance, progettato nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitarie per superare l’emergenza epidemiologica. 

“Oggi Poltu Quatu – dichiara Daniele Pulcini, alla guida del gruppo immobiliare che ha portato la località al suo massimo sviluppo con un porto turistico di oltre 300 imbarcazioni ed un’architettura residenziale in tipica edilizia mediterranea – offre una vacanza da sogno, assicurando l’attenzione necessaria, in un ambiente sicuro e protetto. Dopo aver attraversato momenti così difficili, abbiamo investito al massimo adottando il più accurato protocollo di sicurezza anti Covid per tutelare tutti i nostri ospiti e garantire sotto ogni aspetto un’oasi di pace e tranquillità, fra natura e paesaggi mozzafiato.”

Relax e sicurezza quindi per il giorno e anche per la notte con impareggiabile divertimento in un’atmosfera magica: è questo il format di intrattenimento THE BOX POLTU QUATU, dove l’esclusiva esperienza culinaria si fonde in una coinvolgente atmosfera di divertimento live, con artisti e maestranze di livello internazionale

“Siamo orgogliosi di aver siglato quIlesto accordo con una società leader nell’entertainment su scala internazionale e di aver dato impulso e valorizzato il territorio coinvolgendo artisti e professionisti prevalentemente italiani. – prosegue Daniele Pulcini – Una formula che, oltre ad assicurare la qualità a livello internazionale, è volano di innovazione e sviluppo per tutto l’indotto della Costa Smeralda e della Sardegna”.

La bellezza secondo Leonardo da Vinci

La nuova edizione di Leonardo di Pietro C. Marani è un volume prezioso per chi vuole avere uno sguardo d’insieme su una parte del lavoro del Genio italiano. Che continua ad affascinare non solo gli studiosi e gli amanti dell’arte ma anche i make up artist di tutto il mondo, per i quali è una preziosa fonte di ispirazione per creare equilibrio e proporzioni del volto usando gli strumenti del trucco.

Infatti, insieme con Piero della Francesca, Bernardino Luini e Sandro Botticelli, aveva individuato la sezione aurea, ovvero la divina proporzione, che rappresenta la chiave mistica dell’armonia nelle arti e delle scienze.

Pubblicato da 24 Ore Cultura lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per il 500esimo anniversario della sua morte, il libro percorre l’incredibile carriera dell’artista dalla Gioconda all’Annunciazione, alla Dama con l’ermellino, alla Vergine delle Rocce, analizza accuratamente le sue eccezionali creazioni e stabilisce un preciso rapporto tra i suoi dipinti, caratterizzati da una straordinaria forza tridimensionale, e l’arte scultorea. Un elemento che spiega il loro successo anche nel mondo contemporaneo.

Capelli e donne di oggi e nella storia dell’arte

Osservando i colori, i tagli e le forme delle acconciature viste sfilare sulle passerelle della moda per l’autunno/inverno 2019 si trovano (e ritrovano) riferimenti a icone appartenenti alla storia dell’arte. “Nel beauty e nella moda, spesso le ispirazioni, gli spunti e le idee arrivano proprio dai ritratti femminili, armoniosi e proporzionati, creati da un pittore o da una pittrice a partire dal Rinascimento” dice Monica Coppola, direttore artistico Aldo Coppola. Fu questo, in particolare, un periodo culturale e artistico di grandi cambiamenti, florido e dinamico che influenzò ogni aspetto dell’esistenza. Anche il ruolo della donna subì una svolta e, grazie a figure leggendarie come Lucrezia Borgia e a Caterina de’ Medici, poté occuparsi degli affari e di politica anche in assenza del marito. Ma questa è un’altra storia... Ecco, dunque, una selezione di nuovi spunti di stile per i capelli visti sulle passerelle che attingono dall’ingegno dei creativi del passato e dalle loro muse.

Rosso: lo stile inafferrabile

Deliziose e intriganti, le rosse trasmettono sempre qualcosa d’inafferrabile. Che strega e cattura immediatamente l’attenzione. Lo sa bene chi apprezza le dichiarazioni d’amore per le teste fiammanti dei Preraffaelliti. Che danno l’impressione di essere modello di riferimento dell’acconciatura vista da Louis Vuitton, con la chioma leonina fulva, appariscente, cotonata e bombata. Questo dipinto si chiama “Aurelia - L’Amante di Fazio” (1863-73) olio su tavola di mogano di Dante Gabriel Rossetti, uno dei 7 fondatori della corrente nata come ribellione all’arte accademica britannica dell’epoca. La modella, che divenne moglie dell’autore, incarnava l’idea di bellezza del movimento che dà il titolo al percorso espositivo (tanto che fu definita “musa preraffaellita per antonomasia”). Si chiamava Elizabeth Eleanor Siddal, più conosciuta con il diminutivo di Lizzy o Lizzie. Anche lei era pittrice e, a detta dei critici, era più abile del marito… I due erano anime affini, e vissero un amore leggendario.

Aereo, impalpabile, luminoso: il biondo irlandese visto da Miu Miu e richiama immediatamente alla memoria il dipinto a tempera Nascita di Venere (1482-1485) di Sandro Botticelli. Opera iconica del Rinascimento italiano, rappresenta un ideale universale di bellezza femminile. L'artista si è ispirato a Simonetta Vespucci, nobildonna di origini liguri, che visse alla corte dei Medici, considerata la più bella donna del mondo allora conosciuto.

Lo sfacciato rosso Tiziano di Balenciaga sembra quello della Ragazza in verde (1931) con i boccoli fiammanti color biondo-rame metallico, un olio su compensato di Tamara de Lempicka, icona eclettica, emancipata, curiosa e ribelle dell’Art Déco dallo stile avanguardistico. Il quadro suscitò molte critiche perché era giudicata sconveniente, sia perché ricorda le la tensione erotica percepita tra la modella e la pittrice.

Visioni bionde

Il raccolto biondo di Antonio Marras, con una capigliatura morbida ai lati del viso, con le lunghezze fermate in una sorta di banana bombata sulla nuca, ha la stessa forma dell’acconciatura della protagonista di “Conversione della Maddalena” (1660) di Artemisia Gentileschi. Alla figura biblica, che altri artisti hanno rappresentato più che altro come cortigiana, l’artista costantemente, impegnata nella lotta contro i pregiudizi, restituisce dignità. Lei stessa fu vittima chiacchiere e di dileggio, e faticò molto per affermarsi nell’ambiente della pittura, in quel tempo dominato esclusivamente dagli uomini.

Gli chignon impeccabili, che svelano e rivelano i lineamenti del viso, accompagnati con da ricciolini posizionati ad arte sulla fronte delle donne di Burberry trasmettono l’idea dell’inevitabile evoluzione contemporanea di “Ritratto di Dama” (1470 circa) di Piero del Pollaiolo. Quando si parla di bellezza femminile nel mondo dell’arte non è possibile non citare questo dipinto. La protagonista ha un incarnato diafano e il collo lunghissimo, valorizzato dal raccolto a crocchia sulla nuca, decorato con magnifici gioielli tempestati di perle e di rubini, con cordoncini di seta che trattengono un magnifico e fragile velo di organza impalpabile che copre le orecchie. L’autore prediligeva ritrarre le sue modelle di profilo, con il busto appena ruotato: uno stratagemma che le rendeva imponenti senza alterare la purezza dei lineamenti.

Lunga e ondulata, luminosa e garbata. La testa bionda vista da Marc Jacobs è riconducibile alla “Dama con liocorno” (1505-1506) un olio su tavola di Raffaello Sanzio. E’ uno dei dipinti più conosciuti dell’artista e raffigura una giovane deliziosa e leggiadra con il volto completamente svelato dai boccoli posizionati ad arte sulle lunghezze con piccoli riccioli che decorano i lati della fronte e le guance riscaldate da un leggero rossore.

Tanti modi di dire bruno

Il castano visto da Celine ricorda il “Ritratto di Jeanne Hébuterne” (1917). Uno dei quadri più noti di Amedeo Modigliani, e che ritrae la fidanzata più giovane di lui di quattordici anni. Soprannominata “noix de coco” per via della chioma striata di fili rossicci, era una pittrice consapevole e dalla forte personalità: sfidò la famiglia di stampo patriarcale e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, scegliendo di vivere da bohémien piuttosto che seguire i rigidi precetti familiari.

La cascata di ricciolini che svelano il collo delle modelle di MSGM ricorda proprio “Giuditta I” (1901) di Gustav Klimt, considerata la sublime metafora del potere di seduzione femminile. Soggetto dell’olio su tela è la storia biblica che vede la protagonista tagliare la testa di Olofene per bloccare l’assedio della sua città. La modella è Adele Bloch-Bauer, donna della borghesia viennese dotata di una brillante intelligenza, che le ha permesso di imparare il francese da autodidatta e di frequentare corsi di cultura classici e di filosofia. Ma non le fu permesso di frequentare l’università, in un periodo storico in cui gli studi superiori erano preclusi alle donne.

I ricciolini bruni sfilati sulla passerella di Dolce & Gabbana propongono la sensualità intrigante di una contemporanea “Gioconda”, o “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci (1503-1514). Dipinto celebre ed enigmatico, leggendario, conserva un alone di mistero per via di quello sguardo ironico e di quel sorriso appena accennato che ha ispirato (e continua a ispirare) numerose congetture sul suo significato. L’unica certezza è che non si può fare a meno di ammirarla.

Il caschetto liscio pennellato di colore a contrasto visto da Prada porta immediatamente alla memoria quello del dipinto “Ritratto di Dora Maar“ (1938) di Pablo Picasso. La fotografa (collaborò con Man Ray e fu una sua modella), poetessa e pittrice, era un’intellettuale, schierata dalla parte dei diseredati, molto impegnata politicamente. Quando incontrò il pittore spagnolo ne divenne subito l’amante. Aveva una personalità forte e determinata, e influenzò il pittore spagnolo a usare la sua arte come arma politica.

Silver plated, che passione

Le teste candide viste da Balmain sembrano la copia del celebre “Blondie” (1981) di Andy Warhol. Si tratta di un inchiostro acrilico e serigrafico su tela che ritrae Debbie Harry, una delle figure di spicco della scena new wave e punk di New York, tra la fine degli Anni Settanta e l’inizio degli Anni Ottanta. La cantante, carismatica e indipendente (non ha mai voluto sposarsi), riuscì a ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del rock che era quasi esclusivamente maschile.

Amazzoni metropolitane

I dreads laccati e le treccine sofisticate delle acconciature di Giorgio Armani fanno pensare al celebre olio su tela “Io e i miei pappagalli” (1941) di Frida Kahlo, un autoritratto che la rappresenta in perfetta simbiosi con la sua natura selvaggia, autentica. Il portamento regale dell’artista, che ha fatto di se stessa la propria arte, lo sguardo fiero e le trecce composte trasmettono consapevolezza e audacia. Una delle letture sulla simbologia di questo quadro fa riferimento alle mitologiche Amazzoni greche, donne guerriere indomite e coraggiose. Proprio come lei.
Una curiosità: l’artista messicana usava i suoi capelli per trasmettere messaggi. Ne è un esempio “L’Autoritratto con treccia” (1941), che forma un circuito infinito, metafora dell’eterno scorrere del tempo.

 

 

Tecniche in tandem: la novità della medicina estetica e della chirurgia plastica

La richiesta di procedure di medicina estetica e di chirugia plastica non è mai stata così alta come negli ultimi anni: secondo l’American Society Plastic Surgeons il numero di richieste è aumentata del 200 % rispetto al 2000. Un dato sorprendente destinato a salire.


Non vale però per tutte le metodiche. “Minima invasività, sedute brevi, la possibilità di tornare rapidamente alla vita sociale con un volto che rappresenti la versione migliore di se stesse, senza stravolgimenti. Sono questi i requisiti dei trattamenti più desiderati” dice Marco Iera, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’Istituto Clinico Brera di Milano.
Insomma, à sempre attuale la locuzione latina “In medio stat virtus” l’equilibrio sta nel mezzo. E i chirurghi e i medici estetici rispondono alla necessità crescente di vedere riflesso nello specchio un volto gradevole e luminoso avvalendosi di metodiche dal risultato impercettibile. Perché l’aspetto naturale è la vera tendenza.


Nelle cliniche di bellezza si stanno diffondendo anche le tecniche in tandem.


“In ambulatorio i trattamenti sono sempre più integrati, con l’applicazione di metodiche differenti nel corso della stessa seduta, per garantire il miglior risultato con il minimo trauma per l’organismo” sottolinea Marco Klinger, professore di chirurgia plastica all'Università degli studi di Milano e responsabile dell'Unità operativa di chirurgia plastica all'Humanitas Research Hospital di Rozzano (MI). “Così, per esempio, nel corso di un minilifting cervicale, per ricostruire i volumi del viso o migliorare la forma delle labbra si esegue un lipofilling. Si tratta del trapianto di tessuto adiposo prelevato dalla stessa persona, purificato e re-iniettato con grossi aghi. Questo strumento è importante perché grazie al diametro largo non danneggia le cellule adipose portatrici di un prezioso stimolo rigenerante. Il grasso impiantato non viene riassorbito ma resta in sede”.


Per rimodellare doppio-mento e cedimenti importanti dei tessuti del collo, per esempio, funziona la sinergia laser & radiofrequenza. “Insieme, esercitano una sorta di stiramento che ricompatta le fibre di collagene” dice Steven Paul Nisticò, Direttore Scuola di Specializzazione in Dermatologia Università Magna Graecia di Catanzaro e Coordinatore del Master Laser in Dermatologia Università di Tor Vergata Roma.

“Per dare una sferzata rigenerante al viso, il laser frazionato CO2 si associa a iniezioni di PRP” spiega Nisticò. Si tratta di prelevare una piccola dose di sangue dalla persona, e iniettare il plasma ricco di piastrine, precedentemente separato dai globuli rossi, sulle zone trattate, creando una sorta di maglia che richiama le cellule curative cutanee, rilascia i fattori di crescita e stimola i fibroblasti ad attivare la produzione e la creazione di nuovo collagene. Si tratta insomma di una rieducazione per l’epidermide, che viene indotta a produrre da sola quello che è necessario per preservare tono ed elasticità.

Il grasso autologo rappresenta un’alternativa ai preparati in laboratorio usati per i filler. “Usando uno strumento brevettato chiamato Lipogems, viene prelevato da una zona donatrice (braccia, addome, fianchi oppure cosce), separato dalla componente infiammata e disgregato senza danneggiarlo o frantumarlo. Si ottengono così cellule adipose integre, dalla superficie fittamente vascolarizzata, che una volta impiantate danno consistenza, amalgamandosi perfettamente ai tessuti. Non solo: riattivano e accelerano i naturali processi rigenerativi” spiega il professor Carlo Tremolada direttore scientifico Image Regenerative Clinic Milano. “Questo metodo viene associato a iniezioni con acido ialuronico qualora fosse necessario completare il rimodellamento del contorno delle labbra”.

Vernice Nera: reale o virtuale?

Milano, un inizio giugno di un anno non definito. Una ragazzina scompare dopo aver postato su un social network un selfie che imita La pubertà di Munch. Dodici anni, pelle lattea, occhi azzurri e capelli biondi. È tanto bella quanto inquietante.
La sua misteriosa sparizione coinvolge non solo i genitori separati e benestanti, all’apparenza presi più dalla loro vita che da quella della figlia, ma anche un manipolo di personaggi che rappresentano un quadro della nostra contemporaneità. Fra tutti, la più determinata è Marina Novembre, mani doloranti per l’artrite reumatoide che agisce come l’arma di una sensitiva e che la guida in una sua indagine personale, tra il reale e il virtuale: le loro connessioni, e le possibili conseguenze. La donna, affascinante e tenace, ha un certo feeling con i social e i pericoli della rete, ed è convinta che la scomparsa abbia a che fare con una setta di stampo nazista che adesca on-line i prescelti per creare una razza pura e perfetta, non intaccata dall’odierno meticciato.

Vernice Nera è il nuovo libro di Claudia Maria Bertola, edito da Morellini Editore, un thriller ambientato nella città meneghina. «Mi ha permesso di dare voce a una storia che volevo raccontare, che non è solo quella della scomparsa di Adele, una ragazzina di dodici anni e mezzo figlia di genitori separati, né quella dell’omonima piattaforma filonazista che adesca i giovanissimi attraverso il Dark Web e che potrebbe averla presa.
Il mio romanzo è un manifesto che parla di una società che decade nella ricerca di cose sempre più effimere e nella perdita dei valori che contano. Parla dei deboli, dei vulnerabili, delle ferite che non si rimarginano mai e che non sono quelle inflitte alla pelle, ma quelle che tagliano l’anima. Parla di eroi imperfetti, di padri malconci (nonostante gli addominali scolpiti) di madri di porcellana, di figli frangibili. Mi ha dato la possibilità di raccontare a tutti una storia che avevo dentro di me, che ho cresciuto da seme a piantina. Per questo lo considero un personale successo e ne vado fiera.
Grazie al mio libro ho avuto il privilegio di parlare di temi importanti, a me cari, attraverso una trama che si tinge di giallo, che porta il lettore ad avere paura, a sorridere, a commuoversi. E a sperare. Lascia un retrogusto amaro, che è la consapevolezza che il mostro, se non è dentro di noi, è dietro l’angolo. Non per forza a un angolo di strada».

Di Patrizia Campone

Gli scatti come specchi dell’anima di Inge Morath

Magnum’s First
Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano - Fino al 6 ottobre 2019

La donna ritratta è Mrs Eveleigh Nash, personalità di spicco dell’aristocrazia britannica negli Anni Cinquanta, ed è uno dei primi scatti datato 1953 di Inge Morath, la prima donna fotografo a entrare nel gruppo della prestigiosa agenzia Magnum Photos. Per lei la fotografia era una vera e propria necessità, un mezzo che le ha permesso di catturare la parte più intima di chi ritraeva e per conoscere se stessa: “La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore… è un fenomeno strano… ti fidi del tuo occhio, ma non puoi evitare di mettere a nudo la tua anima”.
Questo scatto è proposto nella rassegna che ripercorre il lavoro in bianco e nero di otto maestri del Novecento (Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Werner Bischof, Erich Lessing, Marc Riboud, Jean Marquis, Ernst Haas e la stessa Morath) in un periodo compreso tra il 1955 e il 1956, e ritrovato per caso in una cantina di Innsbruck nel 2006

Divina alla Milano Fashion Week

Palazzo Giureconsulti, Milano – 18 e 19 settembre 2019

L’edizione di quest’anno di Mad Mood celebra la donna felice delle sue forme morbide con un quadro su legno listellare di grandi dimensioni, dipinto con smalto e pennellate di magnete, dal titolo: Divina. “Amo dipingere il corpo femminile esaltandone la femminilità” racconta l’autrice Luna Berlusconi. “È il soggetto che più di ogni altro mi ispira. Quello che cerco di trasmettere nei miei Nudi, finora la serie più nutrita della mia produzione, è la sensualità: con questa parola non intendo la perfezione proposta da pubblicità e riviste, ma un’energia che viene da dentro, una sicurezza che rende qualsiasi donna unica e bellissima. Le forme della mia Divina sono un grido, che invita a lasciarsi alle spalle gli stereotipi e a cercare la bellezza dentro di sé".

La forma nel caos

Ferdinando Scianna - Viaggio Racconto Memoria
Casa dei Tre Oci, Venezia - dal 31 agosto al 2 febbraio 2020

Le fotografie in bianco e nero di Ferdinando Scianna lasciano sempre il segno. Era poco più che ventenne quando, nel 1965, con Leonardo Sciascia pubblicò il saggio Feste Religiose, un volume che con testi e foto narra l’essenza materialista delle processioni in Sicilia. Da allora ha continuato a esprimere il suo talento e la sua curiosità con scatti molto intensi. Che non raccontano unicamente delle tradizioni e della cultura siciliane, ma parlano di attualità, di viaggio, di guerra, di maestri del mondo dell’arte, della cultura e anche della moda. Esperienza, quest’ultima, iniziata con Dolce & Gabbana e con la sua modella icona Marpessa. Da Bagheria alle Ande boliviane sono infinite le suggestioni che il suo magico clic ha catturato. Non solo. Ci sono anche i reportage (non dimentichiamo che è il primo italiano a far parte, dal 1982, dell’agenzia fotogiornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come specchi, animali. Il filo conduttore è sempre il medesimo: la ricerca di una forma nel caos della vita.

Marpessa. Caltagirone, 1987

Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964

Processione dei misteri del venerdì Santo. Ciminna, 1964

Una buona occasione per conoscere Ferdinando Scianna più a fondo è la mostra antologica a Casa dei Tre Oci a Venezia che propone ben 180 scatti che ripercorrono più di 50 anni di carriera del fotografo siciliano che si considera un reporter. “Il mio riferimento fondamentale è il mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire a essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano. Sono quelle che raccontano (e ti raccontano) come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

 

Foto in apertura: 

Celia Forner. Sevilla, 1988

Esperienze metafisiche tra luce e spazio

Nanda Vigo. Light Project
Palazzo Reale, Milano - Fino al 29 settembre 2019

Il conflitto/armonia tra luce e spazio sono da sempre i temi centrali di Nanda Vigo, architetto e artista che ha collaborato con Lucio Fontana Piero Manzoni, Enrico Castellani e Gio Ponti. A lei è dedicata la retrospettiva antologica che fa scoprire la sua originale visione della realtà. “Gli allestimenti aprono lo sguardo del visitatore al contemporaneo, e offrono una preziosa occasione di incontro con i linguaggi sperimentali che hanno caratterizzato la ricerca espressiva dell’artista” ha raccontato Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura Comune di Milano.
Luce, trasparenza e immaterialità sono gli elementi che costituiscono l’opera e l'ambiente abitato dall’essere umano, di cui il cronotopo ne è la concretizzazione artistica.
Il termine cronotopo significa tempospazio. In fisica fa riferimento alla teoria della relatività di Einstein, e indica lo spazio a quattro dimensioni (tre coordinate spaziali più il tempo) che evidenzia il legame tra misure spaziali e temporali.
Luci, vetri, strutture in metallo sono gli elementi che l’artista utilizza per realizzare metafore della leggerezza, della mutazione, dell’immaterialità spirituale dell’arte e della sua percezione.

Bellezza, natura e ispirazioni dantesche

I Preraffaelliti – Amore e desiderio
Palazzo Reale, Milano – fino al 6 ottobre 2019

Da Ofelia di John Everett Millais a La Dama di Shalott di John William Waterhouse: percorrere le sale della mostra che porta per la prima volta a Milano 80 opere dei Preraffaelliti (fanno parte della Collezione Tate che difficilmente escono dal Regno Unito) significa fare una immersione totale nella bellezza, nella poetica e nello stile di vita del movimento fondato in Inghilterra nel 1848 da 7 studenti che rifiutavano le convenzioni sociali (molti erano anche poeti, di fede laica, fedeli alla natura e i primi a rappresentare le donne come forze potenti e misteriose) che si unirono per liberare la pittura britannica dai modelli accademici dei vecchi maestri.

Tra i quadri più iconici attira l’attenzione Roman de la Rose (1864), un piccolo quadro (cm 34,3x34,3) di Dante Gabriel Rossetti (1828-1882). Ispirato all’omonimo poema francese del XIII, struggente allegoria dell’amore e della perdita, l’acquerello propone una ricca decorazione, che attinge ai manoscritti miniati medievali che l’artista vide, suppongono gli studiosi, al British Museum. Questo disegno è anche il frontespizio di un libro dello stesso artista, The Early Italian Poets, iniziato nel 1845 quando aveva 17 anni e concluso nel 1861, contenente le traduzioni di varie liriche. Tra queste, in particolare, spicca Vita Nova di Dante, un prosimetro, ovvero un componimento in prosa e in versi, nel quale il vate ripercorre idealmente il suo amore per Beatrice. Nel sommo poeta il giovane preraffaellita vedeva una figura fondante dell’arte medievale e moderna.

Una curiosità. Dante Gabriel Rossetti è anche autore di Monna Vanna (1886), l’olio su tela che è manifesto dell’esposizione e il nome è tratto proprio da Vita Nova: si riferisce alla donna di Guido Cavalcanti, un poeta amico di Dante.

Scritto da: Francesca Marotta
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The secrets of the Atlantic Code. Leonardo at the Ambrosiana
First part
Veneranda Biblioteca Ambrosiana - Until March 17, 2019

The celebrations for the year of Leonardo at the Veneranda Biblioteca Ambrosiana have already begun last year. To be exact on December 18, 2018 with an exciting exhibition itinerary, which will last throughout 2019, in a crescendo of very interesting initiatives.
The first stage of this compelling long-term exhibition is the The Secrets of the Atlantic Code. Leonardo all'Ambrosiana focused on the precious sheets that preserve the most fascinating drawings that the genius elaborated with the artistic expertise that is universally recognized.

The Codex Atlanticus arrived at the Biblioteca Ambrosiana in 1637 as a gift from Count Galeazzo Arconati, an exponent of the best Milanese aristocracy. This is an amazing collection of 1119 autograph sheets for a total of about 1750 drawings. The name "atlantic" does not indicate the content of the code, but the format of the large pages (which were normally used to make atlases) on which the sheets were glued to better preserve them and protect them from possible dispersions.

The Codex Atlanticus is the most important and complete Leonardian collection in the world; in it are mixed all the disciplines cultivated by the great genius of Vinci from the young years until just before death: architecture and plumbing, medicine and optics, mechanics and urban planning, geometry and the astronomy, anatomy and the various visual arts. Noteworthy are the projects of self-propelled machines, of increasingly sophisticated weapons, of gears and devices, of which Leonardo has left wonderful designs that often become real works of art.

Here are the dates of the next stages.
The second part - from March 19 to June 16, 2019 - will propose some projects for war machines, but will focus in particular on civil engineering studies: hydraulic devices, rope machines, for textile activities, for the production of instruments mechanical, punching machines and automatic roasters.

The third review, Leonardo in France. Drawings of the French period from the Codex Atlanticus, from 18 June to 15 September 2019, edited by Pietro C. Marani, will deepen the last years of the master's activity, through a selection of 23 sheets from the Atlantic Codex datable to the French stay of Leonardo, at the court of Francesco I.

Leonardo's year at the Biblioteca Ambrosiana ends with the exhibition Leonardo and his legacy: the artists and the techniques, curated by Benedetta Spadaccini, scheduled from 17 September 2018 to 12 January 2020, dedicated to the drawings made by Leonardo and the artists of his circle.

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