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Gli infiniti voli del cuore

E’ un cuore pulsante che contiene fulmini e saette in continuo movimento, che evolvono in fiori astratti e pianeti immaginari quello creato dall’artista e scultore romagnolo Massimo Sansavini, capace di esprimere molto bene i tormenti dell’amore e dei sentimenti che anima il cuore di chi vive una relazione che sembra impossibile. Tratti artistici capaci di portare alla mente quelli che hanno tormentato il cuore appassionato e indomito di Romeo, protagonista con Giulietta della storia d’amore più sfortunata di tutti i tempi, e narrata da William Shakespeare nella sua magistrale tragedia.

L’impeto, indomito e puro, del protagonista della tragedia del drammaturgo inglese è oggi raccontata attraverso le note olfattive di una fragranza, Romeo di Il Profvmo, capace di sedurre già con il suo stesso flacone, che cattura lo sguardo per il colore azzurro carico e brillante che vira leggermente al viola.

Magicamente orchestrato da Silvana Casoli, geniale ed estrosa alchimista di essenze raffinate, naso e creatrice del marchio Il Profvmo, Romeo è l’ultimo capitolo della Trilogia shakesperiana voluta da Didier Guillon, presidente e direttore artistico del Gruppo Valmont. I precedenti capitoli sono dedicati a Othello, un profumo magnetico e passionale nato nel 2016, e a Lysander, fragranza che esprime desiderio e audacia cristallina nata nel 2017.

“Attraverso l’amore che non ha potuto vivere, l’immortale Romeo fa provare a ciascuno di noi un sogno d’amore senza fine”, spiega Silvana Casoli. Così per esprimere il temperamento di quello che la creatrice considera “un eroe dei nostri tempi, autentico e appassionato, che consuma la vita a tutta velocità, senza compromessi né moderazione” ha inserito nella formula del profumo le note erbacee e mediterranee del rosmarino, che si manifestano immediatamente, trasmettendo subito freschezza ed energia.
Immediatamente dopo si percepiscono, decise e avvolgenti, le note del tabacco biondo della Virginia, capaci di evocare l’odore di un sigaro che si consuma.
Le emozioni, però, non si placano, e il fondo rivela l’aroma verde del galbano, pianta erbacea perenne originaria delle regioni desertiche, che regala a questa composizione un carattere estremamente sofisticato ed elegante. arte

Come per i precedenti capitoli di questa collezione olfattiva, anche per Romeo c’è una speciale edizione di vetro di Murano blu ideata da Didier Guillon e realizzata dal Maestro Vetraio Leonardo Cimolin. Una creazione esclusiva realizzata in pochi esemplari da collezionare, e proposta in un cofanetto esclusivo che racchiude anche la fragranza.

 

Sostenere l’arte migliora il mondo

C’è una rosa che sboccia ogni anno il 21 giugno a Milano, giorno del solstizio d’estate, con un premio speciale. Si chiama Rosa di Brera e viene assegnato a chi si è distinto in particolare per il sostegno dei progetti della Pinacoteca di Brera.

Giunto alla sua seconda edizione, quest’anno il riconoscimento va a Rena De Sisto, global executive for Arts & Culture and Women's programs di Bank of America Merrill Lynch.

"Le persone fanno la differenza, e quando la persona giusta si trova nella posizione giusta, il mondo può cambiare in meglio", dice James Bradburne, il geniale direttore della Pinacoteca di Brera nella motivazione del premio. "Nell'ultimo decennio Rena De Sisto è stata responsabile della creazione del visionario progetto di conservazione dell'arte di Bank of America Merrill Lynch, che ha interessato, tra l'altro, il restauro della scultura di Napoleone nel cortile di Brera, il restyling del laboratorio della Pinacoteca e il restauro della monumentale tela di Tiepolo. Inoltre, il suo sostegno all’arte ha interessato anche altri complessi artistici del capoluogo lombardo (con appoggi al Castello Sforzesco e al Museo del 900) e il resto d'Italia (con contributi a Palazzo Strozzi a Firenze), crescendo fino a diventare la più grande sostenitrice delle arti nel mondo”.

Il premio consegnato a Rena De Sisto consiste in un’incantevole spilla d’oro e smalto rosa decorato con una rubellite di 1.13 cm circondata da una corolla di diamanti realizzata da Giampiero Bodino. Il maestro e artista dell’alta gioielleria ha creato questa meraviglia ispirandosi alla Rosa di Brera, una varietà creata appositamente per Brera da Barni, vivaio toscano specializzato in rose. Dallo scorso anno la Rosa di Brera è coltivata anche nell’Orto Botanico di Brera.

Visioni e illusioni Op-Art sull’acqua Valverde

Per rendere la propria acqua sempre più protagonista delle tavole dei migliori ristoranti del Bel Paese e del mondo, periodicamente Valverde coinvolge nei propri progetti creativi anche gli studenti delle principali scuole di design. Quest’anno ha scelto di lavorare con Polimoda, scuola italiana di moda con sede a Firenze che approfondisce i temi del linguaggio, dell’estetica, dei contenuti e della ricerca.

E’ nata così Valverde Black & White, la nuova linea di bottiglie frutto del progetto creativo Geometric Elegance di Giulia Vischi. Per realizzarle la studentessa si è ispirata alle opere di Franco Grignani, pittore e grafico italiano esponente di spicco della Op Art, la corrente artistica che gioca e si diverte con le illusioni ottiche e le distorsioni visive.

Le nuove bottiglie Valverde Black & White sono percorse da grafismi differenti che indicano il tipo di acqua che accolgono al loro interno: tratti lineari per quella naturale, mossi per la versione leggermente frizzante, e vorticosi per il tipo frizzante.

Il residuo fisso di 38,2 mg\l permette all’acqua Valverde, che sgorga dalle rocce in Valsesia alle pendici del Monte Rosa, la denominazione di "minimamente mineralizzata”. Non solo, ma il suo bassissimo contenuto di sodio che si assesta sui 3,5 mg\l la rende ideale per chi soffre di ipertensione e per contrastare la ritenzione idrica, mentre il pH (grado di acidità) moderatamente basso (6,6) ne fa il miglior alleato a tavola di chi ha problemi digestivi.

Un’acqua italiana di qualità, unica nel suo genere, insomma, che già si distingue (e si ricorda) non solo per il gusto che rinfresca il palato, ma anche per la sua iconica bottiglia di vetro chiaro e trasparente. Ideata da Matteo Thun & Partners, infatti, è anche un oggetto di design per il suo stile essenziale ed elegante, con la preziosa etichetta metallizzata e colorata nei toni del turchese, fucsia e verde acido.

Le tre vite di Infini

Un cocktail di aromi fruttati di arancia e pera introducono un cuore di benzoino del Siam e legno di sandalo di Mysore, adagiati su un fondo di sandalo e gelsomino: sono queste le essenze protagoniste della  nuova versione della fragranza Infini di Caron.

Creata per la prima volta nel 1912 dal maestro profumiere Ernest Daltroff e riformulata nel 1970 da Gerard Lefortis, oggi è reinventata dal naso William Fraysse che ha dovuto confrontarsi con un problema: la formula originale non si trova più.

Frutto di materie prime pregiate e di accordi nobili, la nuova versione è decisamente fresca e golosa, maliziosa e vigorosa, e non delude rispetto alle edizioni precedenti perché ripropone il senso di indipendenza delle donne sfrontate e coraggiose che lo hanno scelto agli inizi e nella seconda metà del secolo scorso, epoche di grandi cambiamenti e di emancipazione femminile.

Una magia racchiusa in un flacone a forma di calamaio di gusto Art Déco, lo stile estetico che si diffuse in Europa e negli Stati Uniti tra gli Anni Venti e Trenta del Novecento.

Abitare con l’arte

Segni Urbani, dal 14 giugno 2018
Rivolta Immobiliare, Viale Carso 11-15°, Roma


Appaga la vista ed è uno stimolo per la fantasia e il pensiero. L’arte fa bene allo spirito, e portarla tra le mura domestiche rende l’ambiente più accogliente. La casa, infatti, rappresenta la nostra identità, è il luogo in cui custodiamo le cose cui teniamo, ricorda il nostro vissuto, e completarla con un oggetto artistico la arricchisce ulteriormente e contribuisce a renderla ancora più accogliente, in sintonia con noi stessi.

La proposta di avvalersene come strumento di valorizzazione dell’abitazione arriva con la mostra Segni Urbani voluta da Rivolta Immobiliare dal 1956. L’esposizione pittorica, ideata e diretta dal presidente dell’agenzia con i figli Marco e Luca con Francesco Francesconi, è incentrata sulle opere dell’artista Edelweiss Molina e vuole offrire una riflessione sul rapporto complementare che si crea tra arte e spazio abitativo: da un lato l’opera d’arte impreziosisce lo spazio in cui si colloca, dall’altro c’è l’ambiente che “custodisce” l’opera d’arte.


“Considero l’approccio di Rivolta Immobiliare innovativo in Italia, e sono fiera di poter contribuire con le mie opere a far luce sull’imprescindibile connubio tra arte e spazi abitativi, specialmente in una città d’arte per eccellenza come Roma", afferma Edelweiss Molina. “È importante che venga riconosciuto il ruolo dell’arte nelle nostre esistenze e nella sua interazione con lo spazio in cui viviamo".


Nelle otto opere che saranno esposte, tra cui due trittici astratti lunghi tre metri, l’artista indaga con i suoi squarci prospettici il rapporto tra gli elementi della natura e della realtà urbana che l’uomo abita, con il suo carico di desideri, tensioni e paure. La sua arte trova un’ideale collocazione nello spazio abitato, quasi come fosse ideata per essere da questo custodita.


“La città rappresentata da Molina è ricca di contraddizioni, silenziosa e assordante, è un luogo di apparizioni improvvise, carica di segni e colore, in cui si addensano immagini e coni d’ombra che trattengono memorie nascoste e frammenti di forme già vissute", commenta Lidia Reghini di Pontremoli, critico d’arte e consulente della mostra. “I quadri della Molina sono lo specchio della nostra anima: il territorio dell’arte è il luogo privilegiato dove rispecchiarsi, ritrovando la propria identità tra segni e parole".

 

 

Calcoli artistici

Piero della Francesca. La seduzione della prospettiva
Museo Civico di Sansepolcro
Sansepolcro (Ar) - Fino al 6 gennaio 2019

Pittore raffinato e innovativo, maestro d’abaco, geometra euclideo, studioso di Archimede, Piero della Francesca è considerato uno degli artisti più emblematici del Rinascimento italiano. In concomitanza con la presentazione del restauro del suo affresco Resurrezione di Cristo al Museo Civico di Sansepolcro, è stata appena inaugurato anche un percorso espositivo che permette di approfondire l’immensa cultura scientifica dell’artista.

Il progetto espositivo, sviluppato intorno al De prospectiva pingendi (il primo trattato illustrato di prospettiva) fa comprendere come la pittura umanista trovi la sua base più naturale proprio nella scienza. Si tratta, infatti, di una raccolta di riproduzioni di disegni, modelli prospettici, strumenti scientifici, video e di ricerche matematiche che lo stesso artista ha applicato alla sua pittura. Studi, calcoli e progetti lasciati in eredità ad artisti, come Leonardo da Vinci e Albrecht Durer, fino alla metà del Cinquecento.

La taglia nomade

Ogni profumo è un viaggio. Dentro di sé, nei ricordi, nel presente, fuori dai propri confini… Il progetto di Nick Steward con Gallivant fa viaggiare, e propone esperienze olfattive per globetrotter contemporanei, che cercano emozioni e unicità.
“Il mio progetto si basa sui materiali, i migliori per provenienza e cura artigianale, e sulla semplicità del flacone da 30 ml, minimalista ed elegante, piacevole da vedere e da toccare, pratico compagno dei girovaghi contemporanei, curiosi ed esigenti”.

Con un’esperienza di oltre vent’anni nel settore dei profumi, e stanco degli atteggiamenti distaccati e pomposi di molti brand, Nick Steward dopo essere stato direttore creativo di L’Artisan Parfumeur, decide di fondare la propria collezione di eau de parfum unisex. E anche la scelta della mini taglia non è casuale: “Come chiunque viaggi tanto quanto ho fatto io, sempre in movimento tra varie città, volevo piccoli prodotti in una taglia che non creasse ai nomadi moderni problemi negli aeroporti. E poi mi rivolgo a chi vuol giocare con le fragranze, divertirsi a indossarle, e che non vogliono impegnarsi con una sola firma olfattiva per la vita. Questo è il vero motivo per cui questa taglia “nomade” funziona per loro”.

Messo a punto con la creatrice di profumi francese Karine Chevalier, Istanbul è una fragranza ambrata, legnosa e speziata che racconta la doppia anima della città della Turchia, che si trova a cavallo tra Europa e Asia sullo stretto del Bosforo, ricca di fascino misterioso.

Creare la magia di questo luogo nato Costantinopoli, che è stato la capitale degli imperi Romano, Bizantino e Ottomano, dove si alternano in modo armonioso culture diverse, antico e moderno, non deve essere stata un’impresa facile.

Ma i due creatori ci sono riusciti, assemblando bergamotto, cardamomo e timo rosso che rappresentano l’esordio esuberante. Sentire il cuore legnoso e aromatico rinfrescato da assoluta di lavanda, essenza di geranio egiziano, patchouli ed essenza di mirra dolce (opopanax) è quasi un sollievo. Questi aromi, infine, si amalgamano perfettamente con le note inconfondibili della base dove primeggiano il sandalo, la vaniglia e la fava tonka.

Di marmo e di tela

Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti di Andrea Mantegna, tempera su tela,1470-1474, cm68x81, Pinacoteca di Brera, Milano.

Cristo velato, Giuseppe Sanmartino, statua di marmo, 1753, cm180x80x50, Cappella Sansevero, Napoli.

Il marmo è l'elemento che accomuna questi due capolavori assoluti. Da una parte, il piano d'appoggio su cui è posto il Cristo del Mantegna è una tavola fredda, sepolcrale, su cui il sacrificio giunge al suo epilogo. È tuttavia talmente terrena da non lasciar immaginare l'unicità del valore spirituale della Resurrezione che da questa si staccherà.

Mentre il caldo legno della croce ha trattenuto il sangue, il sudore e l'atroce sofferenza dell'agonia quasi a non volerla respingere per diventare essa stessa un simbolo, dall'altra la pietra dell'unzione ne accoglie e fissa l'eternità di un messaggio che passa per la materia e si fa storia.
Ma questa stessa materia, nella soluzione di Sammartino, assume dinamismo, morbidezza, trasparenza... È stavolta la pietra che si fa carne, spogliandosi della durezza che invece Mantegna sa descrivere con nitida chiarezza, dando allo stesso corpo di Cristo gelida consistenza. Paradossalmente, col pennello si riesce a rendere la rigidità di una materia dura; con lo scalpello, la fugacità di un qualcosa che di lì a poco dovrebbe perdere forma, volume, colore. E lo scultore ci riesce con straordinarietà quasi alchemica.
Entrambi gli esempi nascono sicuramente dalla fusione tra magia tecnica ed eccezionale resa di umanità e spiritualità, inevitabilmente produttrici della perfezione all'interno di un linguaggio artistico.

di Feliciano Marotta

 

Per approfondimenti
http://pinacotecabrera.org/proposte-educazione/intorno-a-mantegna-e-carracci/
http://www.museosansevero.it/it/cristo-velato/la-statua

6 minuti al giorno per cambiare pelle

Idratare e nutrire la pelle viso con cosmetici adeguati alle proprie esigenze è senza dubbio il metodo migliore preservarne elasticità e tono. Accompagnare queste buone abitudini all'utilizzo di speciali apparecchiature che sfruttano precise tecnologie per stimolare l’epidermide a preservare elasticità e tono, può dare risultati sorprendenti, come ho potuto appurare. Ho avuto la possibilità, infatti, di sperimentare l'efficacia di Smart Profile Uplift di Clarisonic, un dispositivo dotato di testina massaggiante fatta di silicone, che sfrutta una particolare ed esclusiva frequenza sonica, molto delicata, per rassodare la pelle.

Punto di forza di questo strumento è la frequenza sonica, con 27.000 micromassaggi ripetuti ogni 3 minuti di trattamento. In sostanza, la testina viene fatta scivolare sulla cute del viso, del collo, del décolleté e dell'interno braccia (ho trattato di mia iniziativa anche questa zona del corpo) dopo aver applicato l'idratante sulla pelle pulita.
Grazie a queste sollecitazioni meccaniche gli strati più profondi della cute vengono risvegliati, le fibre di collagene ed elastina, che danno tono, sono stimolate e rinvigorite, ritrovando così vitalità, elasticità e compattezza.

Oltre alla testina Firming Massage, il dispositivo è dotato anche di una spazzola per la pulizia, la Revitalizing Cleanse, che sfrutta la stessa frequenza sonica per realizzare una detersione profonda e completa della pelle.

Testato dai laboratori di ricerca di L’Oréal, è consigliato l’utilizzo per due volte al giorno (3 minuti al mattino e 3 minuti alla sera) e per 12 settimane. Questo è il periodo minimo necessario per vedere i primi risultati: cute compatta, linee sottili ridotte e aspetto radioso.

Come spiega Robb Akridge, scienziato ricercatore e confondatore di Clarisonic, “Grazie ai test clinici che abbiamo eseguito chi usa Smart Profile Uplift dispone di un device che ha la capacità di pulire e rassodare la pelle con un solo strumento. Presto diventerà essenziale per chi vuole ottenere una detersione accurata e contrastare efficacemente i segni del tempo”.

L'ho provato con costanza per 3 mesi, mattina e sera, e funziona: le piccole rughe e i segni sulla pelle sono meno evidenti, i cedimenti cutanei meno evidenti, la cute è visibilmente più compatta e luminosa. Anche i pori cutanei si sono ristretti.

 

Credit
Foto: Astratta

Un pixie cut in… immersione!

Ciuffi luminosi, ondeggianti e con un andamento libero e naturale, accesi da riflessi delicatamente cangianti che danno luce al viso. Il corto di questa immagine, un pixie cut, supercorto sulla nuca, ha la frangia “in immersione”, che si muove come le alghe immerse nell’acqua del mare. Fa parte della nuova collezione Deep Sirens di James Hair Fashion Club firmata da James Longagnani, partner di Wella Professionals, e il suo Artistic Team.

Il taglio, molto accurato e apparentemente disconnesso, è valorizzato dai riflessi sfaccettati, ottenuti miscelando ad arte diverse tonalità di colori delle linee Illumina Colour (colorazione luminosa a elevato potere riflettente), Koleston Perfect (una palette cromatica che dona una colorazione intensa, a lunga durata e garantisce la copertura dei capelli bianchi) e Color Touch (tinta senza ammoniaca che dà brillantezza) di Wella Professionals.

 

Crediti:
Direttore Artistico: James Longagnani
Direttore Creativo: Alessandro Squarza
Coordinamento: Cristina Vecchi
Photo: Marco La Conte
Make up: Katja Wilhelmus@closeupmilanoagency
Styling: Emanuela Mari

L’audacia del caviale

Sono riuscita finalmente a provare il trattamento che La Prairie ha messo a punto per festeggiare il 30° anniversario dell’iconica linea Skin Caviar: Absolute Filler. Celebrazione che l’azienda ha reso unica avviando una collaborazione speciale, The Art of Caviar, con la fiera svizzera Art Basel, uno dei principali palcoscenici del mondo dell’arte, partendo dall’idea che il processo artistico degli scienziati formulatori (audace e innovativa l’iniziativa di inserire il caviale in un trattamento cosmetico) sia simile a quello di un artista.

Dopo circa tre settimane di cura decisamente piacevole (la consistenza di questa crema è soffice e l’assorbimento immediato) la pelle ha ritrovato un aspetto tonico, levigato, turgido e luminoso. Bello anche il nuovo dispenser con specchietto inglobato: nasconde una pompetta sottovuoto che con una pressione rilascia una piccola quantità di prodotto.

Nel cuore della formula c’è pregiato estratto di caviale che, grazie a processi di distillazione sempre più evoluti e perfezionati nel tempo, mantiene integre le proprietà che lo hanno reso uno degli ingredienti più all’avanguardia e innovativi inseriti in un cosmetico.

Nella Skin Caviar Absolute Filler è stato introdotto un processo tecnologico nuovo che si avvale di speciali processi di pressione e di centrifuga per separare lipidi (o grassi, sono composti organici che costituiscono, tra l’altro, la barriera di protezione idrolipidica cutanea) e proteine (molecole costituite da catene di amminoacidi che conferiscono compattezza alla pelle) presenti nel caviale. Due ingredienti dalle proprietà idratanti e volumizzanti dalla spiccata capacità di stimolare e incrementare la formazione del collagene (fibre che danno tono alla cute) a più livelli.

Associati agli oli e alle proteine ci sono alghe brune ed estratto di radice di peonia, che restituiscono morbidezza ed elasticità.

E' solo un'illusione

Roberta Redaelli, la stilista comasca che firma la collezione ECLèCKTICA, ha introdotto nel tessile un processo innovativo di lavorazione della maglia che si chiama Dinami-Tecs: permette di ottenere capi che non si stropicciano, non perdono mai la loro forma sagomata e seguono il corpo come una seconda pelle. Un’innovazione estremamente piacevole da indossare e che dà la sicurezza di avere capi sempre “in forma”.

Untitled è il nome della nuova collezione per la primavera estate di ECLèCKTICA by Roberta Redaelli e permette all’arte di essere indossata. Infatti, le fantasie geometriche proposte prendono spunto dal quadro che si chiama proprio Untitled, dipinto iconico in acrilico su canvas di Domenico Battista, il pittore che fonda le sue opere sulla ricerca “spaziale” dei colori, tipica delle avanguardie degli Anni ’60 e ’70, in particolare della Op-Art (chiamata anche Optical Art), con le linee che si inseguono in modo inedito, creando un contrasto tra la rigidità geometrica del rigato e la fluidità delle cromie che conferiscono ai suoi quadri un’atmosfera onirica.

Una magia di tratti colorati, pieni e anche delicati, che creano illusioni percettive di movimento inedite, regalando fluidità e dinamismo alla blusa con oblò sulle spalle e la gonna con pieghe morbide incrociate sul punto vita.

Il montaggio di questa immagine è realizzato assemblando gli scatti di Guido Taroni

Frivolezze teatrali

Che cosa c’è di più frivolo e sfizioso di una piuma su un abito? Impalpabile, aerea, sinuosa e teatrale. Ma è anche ironica, voluttuosa, divertente. Le piume di struzzo, in particolare, sono il dettaglio che rendono sfiziosi abiti, bluse, pantaloni. Per chi non se la sente di imitare l’indimenticata Wanda Osiris, l’attrice icona degli Anni Quaranta che ha fatto delle piume il proprio codice artistico, Lorena Antoniazzi propone una spilla con questo materiale leggero e sfuggente. Un piccolo gioiello da indossare per decorare cappelli, collane, bracciali, borsette... Piccoli dettagli che fanno sentire un po’ divina.

La realtà e i suoi tormenti

Frida Kahlo. Oltre il mito
Mudec, Milano – Fino all’1 giugno 2018

Dipinti, video, fotografie e frasi si susseguono nelle sale che ospitano la mostra evento dedicata all’artista messicana. Il percorso espositivo esce dai consueti schemi e anche dalla visione del legame tra le opere di Frida Kahlo con la sua storia personale, con l’incidente stradale che provoca la rottura della colonna vertebrale a 18 anni, costringendola a letto in compagnia della sua pittura.
Perdersi nei suoi quadri spietati, vederla muoversi sicura nei video inediti, osservare le foto che ritraggono lei (bellissima) e Diego Rivera (un uomo immenso, pittore di murales e suo compagno a intermittenza) disseminate in un inter piuttosto articolato, significa fare un’immersione intima e totale in una delle più grandi artiste del Novecento.
E comprendere meglio le capacità tecniche di una donna fiera di essere messicana, che raccoglieva i capelli e indossava abiti secondo le tradizioni più antiche della sua terra, che non ha mai modificato la forma delle sopracciglia e non si è mai sognata di eliminare i baffetti.
Una donna indipendente, impegnata politicamente ma anche fragile e fuori da ogni cliché, come lei stessa ha dichiarato “Mi consideravano surrealista ma non è vero. Non ho mai dipinto sogni. Quel che ho raffigurato era la mia realtà”.
La Donna, La Terra, La Politica e Il Dolore sono i temi che scandiscono la mostra frutto di sei anni di ricerche, e resa possibile dal curatore Diego Sileo in Messico, e dai documenti inediti rinvenuti nell’archivio di Casa Azul (la Casa Blu), nel centro di Coyoacàn, un sobborgo di città del Messico, dove pittrice era nata e vissuta.

L'istinto è una co-creazione

Con il suo nuovo profumo Thierry Mugler ha realizzato un progetto artistico e creativo senza precedenti. Aura, infatti, è una fragranza botanica sfaccettata e intensa, frutto della collaborazione dello stilista che ha orchestrato una équipe di esperti provenienti da diversi settori.

Tra le professsionalità coinvolte nel progetto di Aura spiccano ben quattro parfumeur (Daphné Bugey, Amandine Clerc Marie, Christophe Raynaud e Marie Salamagne) più un gruppo di esperti di immagine, un filosofo, uno scultore. Il risultato è una sinfonia olfattiva che stuzzica l'istinto racchiusa in un flacone unico nel suo genere, una piccola scultura che ricorda una foglia, un cuore con la corona, una scheggia...

Anche le note olfattive inserite nel profumo colpiscono per la loro originalità e unicità, e tutte concorrono per realizzare un progetto ambizioso: esplorare e rivelare il vero istinto, la natura selvaggia che c'è in ogni donna.

Colonna vertebrale della fragranza è la liana selvatica, pianta medicinale cinese, utilizzata nella cura delle malattie cardiache, che contribuisce all’equilibrio dell’organismo, una materia prima duplice e incisiva, aspra e affumicata, seducente e tenera. Al cuore pulsante di Aura sono associati due cuori: vegetale, dato dalla foglia di rabarbaro e dal fiore d'arancio, e animale felino, con baccello di vaniglia bourbon e wolfwood, un acordo esclusivo boisé-affumicato con accenti di resina morbidi.

Le rughe hanno le ore contate

Per l’esattezza ne hanno 2 di ore. Un risultato impensabile per un cosmetico, ma ho provato B-Selfie Eyezone Care ed effettivamente mantiene questa promessa. Si presenta sotto forma di cerottini trasparenti, sulla cui superficie si vedono tante piccole micro borchie appuntite, da applicare sul contorno occhi, perfettamente deterso, picchiettandoli delicatamente.

L’innovazione di questo trattamento è legata al metodo di veicolazione di acido ialuronico (preziosa sostanza prodotta dall’organismo con la funzione di idratare e proteggere i tessuti) e fattori di crescita (EGF, proteine che tra le varie funzioni intervengono nel regolare i processi legati alla crescita e alla proliferazione cellulare nell’epidermide). Questi elementi sono racchiusi nelle micro borchie appuntite che riescono a penetrare gli strati cutanei superficiali per mezzo di una semplice pressione delle dita che le fa dissolvere, consentendo così il rilasciando del principio attivo in profondità.

L’effetto filler è effettivamente garantito, con i microsolchi cutanei che risultano effettivamente colmati con la pelle che risulta liscia e luminosa. Ho provato il trattamento una volta sola, e il risultato è durato per diversi giorni. Definito anche filler fai-da-te, per risultati che durano più a lungo, sono consigliate 4 applicazioni da ripetere a distanza di 24 ore l’una dall’altra.

I 4 anni che hanno cambiato il mondo

Revolution: musica e ribelli 1966-1970, dai Beatles a Woodstock
La Fabbrica del Vapore, Milano – Fino al 4 aprile 2018

Historia magistra vitae (la storia è maestra di vita) diceva Cicerone, avvocato e filosofo dell'antica Roma. Per capire l'epoca che stiamo vivendo è importante conoscere quello che è successo prima. Per ripassare con immagini, oggetti, indumenti e musica quello che è accaduto tra il 1966 e il 1970 c’è la mostra Revolution, curata da Victoria Broackers e Geoffrey Marsh che l'hanno ideata e realizzata per il Victoria and Albert Museum di Londra, che rappresenta un momento intenso e prezioso sia per chi ha vissuto quel periodo, sia per chi lo conosce solo perché lo ha letto sui libri.

La prima delle 7 sezioni che scandiscono il percorso espositivo è dedicato alla Swinging London. Sembra di essere a Carnaby Street, dove ha avuto luogo una vera e propria esplosione di creatività, con le sue boutique che nel 1966 rivoluzionano il modo di vestire. E’ l'anno di Twiggy e di Jean Shrimpton che scoprono le gambe indossando le minigonne. Anche per le strade si respira molta leggerezza e libertà e la musica che si ascolta è quella dei Rolling Stone e degli Who.

La sezione successiva è dedicata al 1967. Musica e controcultura sono un binomio affiatato: i Beatles raggiungono un successo strepitoso con l'album Sgt Peppe's Lonely Hearts Club Band. E’ impossibile non emozionarsi leggendo il testo scritto a mano di Lucy in the Shy with Diamonds, disegni originali di Alan Aldridge (l'illustratore britannico autore delle copertine psichedeliche dei dischi dei Fabfour, nonché ideatore del marchio dell'Hard Rock Cafè), le copertine dei Long Play, i poster dei concerti degli esordi e i costumi storici dei mitici 4 di Liverpool.

La terza sessione si concentra sul 1968 e il percorso è accompagnato dalla musica di Jimi Hendrix e Frank Zappa. Foto e poster raccontano il dissenso, le proteste, le battaglie condotte contro la guerra, per il rispetto degli uomini di colore, delle donne, della libertà sessuale. C'è anche la famosa immagine War is Over di John Lennon!

La quarta sezione sviluppa soprattutto il tema del consumismo e qui primeggia la televisione, con gli aggiornamenti in tempo reale su quello che succede nel mondo, come le guerre, le proteste, lo sbarco sulla Luna...

La liberazione sessuale è il tema della quinta sezione e qui è possibile vedere dal vivo, tra i numerosi oggetti disseminati nello spazio, un mitico Apple 1.

La sesta e la settima sessione raccontano per immagini e soprattutto per musica le emozioni e le speranze di quello che è considerato IL CONCERTO: Woodstock del 1969, il festival che si svolse quando la cultura hippie viveva il momento di sua massima diffusione.

Lennon, Kaleidoscope Eyes, 1967, ideato da Larry Smart
© Private Collection/Bridgeman Images

Un profumo audace e deciso

Chi ha individuato in Oro di Bois 1920 la propria fragranza preferita e insostituibile deve ricredersi, perché troverà in OroNero una possibile alternativa. E se in questa selezionatissima cerchia di estimatori nessuno è disposto a sostituire la propria eletta, sicuramente chi non osa avvicinarsi al più longevo dei profumi della casa fiorentina, troverà in questa nuova creazione, che si chiama OroNero, una composizione olfattiva decisamente stimolante. I motivi li spiega direttamente il suo creatore, Enzo Galardi.

"Oro è un profumo di nicchia esclusivo, nato 30 anni fa. Da allora continua a essere una creazione di successo, che ha saputo mantenere una clientela selezionata che continua a cercarlo. Merito senza dubbio delle materie prime selezionate, come resine e legni preziosi, un mix complesso che dà dipendenza.
L'idea di creare OroNero, che considero un soffio audace e misterioso, è nata proprio per aumentare il numero degli estimatori che cercano qualcosa di più accessibile. La sua composizione è più semplice rispetto a quella di Oro, certo, ma riesce comunque a catturare l'attenzione per la sua originalità.
Quello che la rende inconfondibile, specchio di personalità comunque audaci e decise, sono le note di zafferano che si fondono con quelle del bergamotto, dell'arancia e dei chiodi di garofano. Un mix che introduce il cuore legnoso dove patchouli, sandalo, cedro e ylang-ylang si fondono in modo armonioso. Il tutto è adagiato su un fondo di cuoio, ambra e vaniglia".

L'equilibrio della bellezza

Beauty and the Beast
Palazzo Tiepolo Passi, Venezia - Fino al 26 Novembre 2017


Prendendo ispirazione dal famoso racconto Belle e la Bestia, la Fondazione Valmont promuove l'esposizione delle opere di arte contemporanea degli artisti Judi Harvest e Quentin Garel a testimonianza del destino dell'umanità.
Le opere esposte narrano l'amore in contrapposizione tra l'umano-bestia, rappresentato dai disegni e dalle sculture incisive, magnetiche e rudi (su tutti segnalo lo sguardo del gorilla che trasmette una profondità umana) di Quentin Garel (nato e cresciuto a Parigi dove lavora a opere di grande prestigio), e la bellezza-natura le cui protagoniste sono le maestose api cui si ispira Judi Harvest (nata e cresciuta a Miami, vive e lavora tra New York e Venezia, dove cea sculture, quadri e installazioni che raccontano la bellezza e la fragilità della vita).

Questo affascinante percorso espositivo vuole celebrare il dialogo fra l'umanità e la natura, ponendo l'accento su quest'ultima, che rischia la distruzione per colpa dell'uomo, il quale, per smania di potere, ne vuole sovvertire l'equilibrio. Uno di questi è proprio l'ecosistema sostenuto dalle api, magiche protagoniste indispensabili e delicate del processo vitale che generano e diffondono linfa preziosa, necessaria alla sopravvivenza dell'umanità stessa e del mondo intero.

Il percorso riesce a far riflettere sul nostro futuro e su un'ipotetica catastrofe, grazie al magico scenario fornito dalle sale di Palazzo Tiepolo Passi, dove si alternano opere di grande impatto visivo e, al contempo, di delicata armonia e bellezza,.

Promotore della mostra è Didier Guillon, presidente e direttore artistico del Gruppo Valmont, che ha creato l'omonima fondazione come espressione dell'amore che nutre per l'arte e che caratterizza la famiglia Guillon da oltre un secolo. Per ampliare il più possibile la condivisione dell'arte e della bellezza, la fondazione organizza e promuove mostre di arte contemporanea in tutto il mondo.

di Lucia Guelfi

Una poesia di profumo

Per rendere indimenticabile la celebrazione dei suoi primi 10 anni di attività, MEMO Paris crea una nuova fragranza delicata ma frizzante, leggera ma persistente. Si chiama Eau de Memo ed è racchiusa in una confezione decorata con tre uccellini che giocano. L'intenzione della sua creatrice, Aliénor Massenet, è raccontare la leggerezza e la profondità, il volo di un uccellino curioso che vola sulla Ville Lumiere, felice di partire ma ancora più lieto di ricordare. Emozioni che riesce a trasmettere grazie all'essenza di bergamotto, all'assoluta di gelsomino egiziano a all'accordo di cuoio.

L'anniversario di Memo Paris viene celebrato da Clara Molloy (co-fondatrice di Memo Paris) anche con una iniziativa legata all'arte. Nasce così l'Associazione Cinehaiku e con lei prende vita il progetto Cinéhaïku, Concorso e Festival di film brevi in 3 piani, ispirato all'Haïku, una composizione poetica nata in Giappone nel XVII secolo. Generalmente è composta da tre versi ed è utilizzata soprattutto per descrivere la natura e la reazione di chi la osserva. Sensazioni ed emozioni che i partecipanti a questa iniziativa devono tradurre in un video breve.

Ecco una buona occasione per chi ama cimentarsi nell'arte di produrre composizioni verbali in versi che poi devono essere tradotti in video.

Per partecipare al Concorso Cinéhaïku bisogna iscriversi attraverso Facebook e caricare il proprio film, rispettando regole che rimandano alla struttura degli Haïku, e dunque avere una durata di massimo 30 secondi girati in 3 piani.
 Ogni settimana viene eletto un vincitore che riceve un premio di 500 dollari.
Il concorso terminerà il 26 giugno 2017 e vedrà premiato un vincitore finale, scelto da una giuria di esponenti internazionali del mondo del cinema, dell’arte e della letteratura, con un premio di 10.000 dollari.
La prima edizione del Festival Cinéhaïku, invece, si svolgerà dal 7 al 21 luglio 2017 in Francia, a Gordes nel borgo di Luberon, con passeggiate itineranti in luigi insoliti e nascosti.

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[caption id="attachment_808" align="alignnone" width="650"]Violante Placido e Martina Colombari fotografate da Giovanni Gastel Violante Placido e Martina Colombari fotografate da Giovanni Gastel[/caption]

Ho partecipato con grande piacere all’inaugurazione della mostra allestita al Palazzo Lombardia di Milano fino al 18 dicembre. A richiamare la mia attenzione è stata senza dubbio la fama dell’autore dei 25 ritratti esposti, Giovanni Gastel. Non solo un fotografo molto sensibile, ma un vero e proprio artista della fotografia. Da anni seguo i suoi lavori sulle riviste di moda, e devo dire che i suoi scatti hanno da sempre una marcia in più.

The photo that makes good purpose. It is with great pleasure that I attended at the opening of the exhibition at the Palazzo Lombardia in Milan, until 18 December. To draw my attention was undoubtedly the fame of the author of 25 portraits exposed, Giovanni Gastel. Not only a very sensitive photographer, but a true artist of photography. For years I follow his work on fashion magazines, and I must say that his shots have always been one step ahead.

[caption id="attachment_809" align="alignnone" width="650"]Tomaso Trussardi e Luca Argentero ritratti da Giovanni Gastel Tomaso Trussardi e Luca Argentero ritratti da Giovanni Gastel[/caption]

Bellissima ed emozionate la parata di personaggi ritratti, di cui è possibile cogliere l’essenza più vera grazie alla capacità di Gastel di imprimerla nei suoi scatti fotografici. Il ricavato della vendita di queste foto sarà impiegato per il recupero di Villa Arconati di Bollate, la ‘piccola Versailles’ alle porte di Milano. Questo appuntamento fa parte di un progetto itinerante più ampio, Discover The Other Italy – I protagonisti del Made in Italy al servizio dell’arte, ideato da Lorenza Scalisi e patrocinato da Expo 2015 ed Enit, con la partecipazione del FAI.

Beautiful and exciting moving parade of characters portrayed, with whom it is possible capture the truest essence thanks to the ability of Gastel to imprint in his snapshots. The proceeds from the sale of these pictures will be used for the recovery of Villa Arconati in Bollate, the ' little Versailles ' in Milan outskirts. This appointment is part of a wider travelling project, Discover The Other Italy – the protagonists of "Made in Italy" at the service of art, designed by Lorenza Scalisi and sponsored by Expo 2015 and Enit, with the participation of the FAI.


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