Beauty according to Leonardo da Vinci

Beauty according to Leonardo da Vinci

The new edition of Leonardo by Pietro C. Marani is a valuable volume for those who want to have an overview of part of the work of the Italian genius. Which continues to fascinate not only scholars and art lovers but also make-up artists from all over the world, for whom it is a precious source of inspiration to create balance and proportions of the face using makeup tools.

In fact, together with Piero della Francesca, Bernardino Luini and Sandro Botticelli, he had identified the golden section, or the divine proportion that represents the mystical key to harmony in the arts and sciences.

Published by 24 Ore Cultura last year on the occasion of the celebrations for the 500th anniversary of his death,
the book collects the artist's incredible production, from the Mona Lisa to the Annunciation to the Lady with an Ermine, to the Virgin of the Rocks. Carefully it analyzes his exceptional creations and establishes a precise relationship between his paintings, characterized by an extraordinary three-dimensional force, and the sculptural art. An element that explains their success also in the contemporary world.

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Capelli e donne di oggi e nella storia dell’arte

Capelli e donne nella storia dell’arte

Osservando i colori, i tagli e le forme delle acconciature viste sfilare sulle passerelle della moda per l’autunno/inverno 2019 si trovano (e ritrovano) riferimenti a icone appartenenti alla storia dell’arte. “Nel beauty e nella moda, spesso le ispirazioni, gli spunti e le idee arrivano proprio dai ritratti femminili, armoniosi e proporzionati, creati da un pittore o da una pittrice a partire dal Rinascimento” dice Monica Coppola, direttore artistico Aldo Coppola. Fu questo, in particolare, un periodo culturale e artistico di grandi cambiamenti, florido e dinamico che influenzò ogni aspetto dell’esistenza. Anche il ruolo della donna subì una svolta e, grazie a figure leggendarie come Lucrezia Borgia e a Caterina de’ Medici, poté occuparsi degli affari e di politica anche in assenza del marito. Ma questa è un’altra storia... Ecco, dunque, una selezione di nuovi spunti di stile per i capelli visti sulle passerelle che attingono dall’ingegno dei creativi del passato e dalle loro muse.

Rosso: lo stile inafferrabile

Deliziose e intriganti, le rosse trasmettono sempre qualcosa d’inafferrabile. Che strega e cattura immediatamente l’attenzione. Lo sa bene chi apprezza le dichiarazioni d’amore per le teste fiammanti dei Preraffaelliti. Che danno l’impressione di essere modello di riferimento dell’acconciatura vista da Louis Vuitton, con la chioma leonina fulva, appariscente, cotonata e bombata. Questo dipinto si chiama “Aurelia - L’Amante di Fazio” (1863-73) olio su tavola di mogano di Dante Gabriel Rossetti, uno dei 7 fondatori della corrente nata come ribellione all’arte accademica britannica dell’epoca. La modella, che divenne moglie dell’autore, incarnava l’idea di bellezza del movimento che dà il titolo al percorso espositivo (tanto che fu definita “musa preraffaellita per antonomasia”). Si chiamava Elizabeth Eleanor Siddal, più conosciuta con il diminutivo di Lizzy o Lizzie. Anche lei era pittrice e, a detta dei critici, era più abile del marito… I due erano anime affini, e vissero un amore leggendario.

Aereo, impalpabile, luminoso: il biondo irlandese visto da Miu Miu e richiama immediatamente alla memoria il dipinto a tempera Nascita di Venere (1482-1485) di Sandro Botticelli. Opera iconica del Rinascimento italiano, rappresenta un ideale universale di bellezza femminile. L'artista si è ispirato a Simonetta Vespucci, nobildonna di origini liguri, che visse alla corte dei Medici, considerata la più bella donna del mondo allora conosciuto.

Lo sfacciato rosso Tiziano di Balenciaga sembra quello della Ragazza in verde (1931) con i boccoli fiammanti color biondo-rame metallico, un olio su compensato di Tamara de Lempicka, icona eclettica, emancipata, curiosa e ribelle dell’Art Déco dallo stile avanguardistico. Il quadro suscitò molte critiche perché era giudicata sconveniente, sia perché ricorda le la tensione erotica percepita tra la modella e la pittrice.

Visioni bionde

Il raccolto biondo di Antonio Marras, con una capigliatura morbida ai lati del viso, con le lunghezze fermate in una sorta di banana bombata sulla nuca, ha la stessa forma dell’acconciatura della protagonista di “Conversione della Maddalena” (1660) di Artemisia Gentileschi. Alla figura biblica, che altri artisti hanno rappresentato più che altro come cortigiana, l’artista costantemente, impegnata nella lotta contro i pregiudizi, restituisce dignità. Lei stessa fu vittima chiacchiere e di dileggio, e faticò molto per affermarsi nell’ambiente della pittura, in quel tempo dominato esclusivamente dagli uomini.

Gli chignon impeccabili, che svelano e rivelano i lineamenti del viso, accompagnati con da ricciolini posizionati ad arte sulla fronte delle donne di Burberry trasmettono l’idea dell’inevitabile evoluzione contemporanea di “Ritratto di Dama” (1470 circa) di Piero del Pollaiolo. Quando si parla di bellezza femminile nel mondo dell’arte non è possibile non citare questo dipinto. La protagonista ha un incarnato diafano e il collo lunghissimo, valorizzato dal raccolto a crocchia sulla nuca, decorato con magnifici gioielli tempestati di perle e di rubini, con cordoncini di seta che trattengono un magnifico e fragile velo di organza impalpabile che copre le orecchie. L’autore prediligeva ritrarre le sue modelle di profilo, con il busto appena ruotato: uno stratagemma che le rendeva imponenti senza alterare la purezza dei lineamenti.

Lunga e ondulata, luminosa e garbata. La testa bionda vista da Marc Jacobs è riconducibile alla “Dama con liocorno” (1505-1506) un olio su tavola di Raffaello Sanzio. E’ uno dei dipinti più conosciuti dell’artista e raffigura una giovane deliziosa e leggiadra con il volto completamente svelato dai boccoli posizionati ad arte sulle lunghezze con piccoli riccioli che decorano i lati della fronte e le guance riscaldate da un leggero rossore.

Tanti modi di dire bruno

Il castano visto da Celine ricorda il “Ritratto di Jeanne Hébuterne” (1917). Uno dei quadri più noti di Amedeo Modigliani, e che ritrae la fidanzata più giovane di lui di quattordici anni. Soprannominata “noix de coco” per via della chioma striata di fili rossicci, era una pittrice consapevole e dalla forte personalità: sfidò la famiglia di stampo patriarcale e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, scegliendo di vivere da bohémien piuttosto che seguire i rigidi precetti familiari.

La cascata di ricciolini che svelano il collo delle modelle di MSGM ricorda proprio “Giuditta I” (1901) di Gustav Klimt, considerata la sublime metafora del potere di seduzione femminile. Soggetto dell’olio su tela è la storia biblica che vede la protagonista tagliare la testa di Olofene per bloccare l’assedio della sua città. La modella è Adele Bloch-Bauer, donna della borghesia viennese dotata di una brillante intelligenza, che le ha permesso di imparare il francese da autodidatta e di frequentare corsi di cultura classici e di filosofia. Ma non le fu permesso di frequentare l’università, in un periodo storico in cui gli studi superiori erano preclusi alle donne.

I ricciolini bruni sfilati sulla passerella di Dolce & Gabbana propongono la sensualità intrigante di una contemporanea “Gioconda”, o “Monna Lisa” di Leonardo da Vinci (1503-1514). Dipinto celebre ed enigmatico, leggendario, conserva un alone di mistero per via di quello sguardo ironico e di quel sorriso appena accennato che ha ispirato (e continua a ispirare) numerose congetture sul suo significato. L’unica certezza è che non si può fare a meno di ammirarla.

Il caschetto liscio pennellato di colore a contrasto visto da Prada porta immediatamente alla memoria quello del dipinto “Ritratto di Dora Maar“ (1938) di Pablo Picasso. La fotografa (collaborò con Man Ray e fu una sua modella), poetessa e pittrice, era un’intellettuale, schierata dalla parte dei diseredati, molto impegnata politicamente. Quando incontrò il pittore spagnolo ne divenne subito l’amante. Aveva una personalità forte e determinata, e influenzò il pittore spagnolo a usare la sua arte come arma politica.

Silver plated, che passione

Le teste candide viste da Balmain sembrano la copia del celebre “Blondie” (1981) di Andy Warhol. Si tratta di un inchiostro acrilico e serigrafico su tela che ritrae Debbie Harry, una delle figure di spicco della scena new wave e punk di New York, tra la fine degli Anni Settanta e l’inizio degli Anni Ottanta. La cantante, carismatica e indipendente (non ha mai voluto sposarsi), riuscì a ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del rock che era quasi esclusivamente maschile.

Amazzoni metropolitane

I dreads laccati e le treccine sofisticate delle acconciature di Giorgio Armani fanno pensare al celebre olio su tela “Io e i miei pappagalli” (1941) di Frida Kahlo, un autoritratto che la rappresenta in perfetta simbiosi con la sua natura selvaggia, autentica. Il portamento regale dell’artista, che ha fatto di se stessa la propria arte, lo sguardo fiero e le trecce composte trasmettono consapevolezza e audacia. Una delle letture sulla simbologia di questo quadro fa riferimento alle mitologiche Amazzoni greche, donne guerriere indomite e coraggiose. Proprio come lei.
Una curiosità: l’artista messicana usava i suoi capelli per trasmettere messaggi. Ne è un esempio “L’Autoritratto con treccia” (1941), che forma un circuito infinito, metafora dell’eterno scorrere del tempo.

 

 

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L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

L’anno di Leonardo da Vinci è iniziato all’Ambrosiana

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana
Prima Parte
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Fino al 17 marzo 2019

Le celebrazioni per l’anno di Leonardo alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana sono già iniziate lo scorso anno. Per l’esattezza il 18 dicembre 2018 con un percorso espositivo appassionante, che durerà per tutto il 2019, in un crescendo di iniziative decisamente interessanti.
La prima tappa di questa avvincente mostra a lungo termine è la rassegna I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana incentrata sui preziosi fogli che conservano i disegni più affascinanti che il Genio elaborò con la perizia artistica che universalmente gli è riconosciuta.

Il Codice Atlantico giunse alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 come dono del conte Galeazzo Arconati, esponente della migliore aristocrazia milanese. Si tratta di una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi per un totale di circa 1750 disegni. Il nome “atlantico” non indica il contenuto del codice, bensì il formato delle grandi pagine (che servivano normalmente per confezionare gli atlanti) su cui erano stati incollati i fogli per meglio conservarli e tutelarli da possibili dispersioni.

Il Codice Atlantico è la collezione leonardiana più importante e completa al mondo; in esso si mescolano tutte le discipline coltivate dal grande genio di Vinci dagli anni giovanili fino a poco prima della morte: l’architettura e l’idraulica, la medicina e l’ottica, la meccanica e l’urbanistica, la geometria e l’astronomia, l’anatomia e le diverse arti figurative. Notevoli sono i progetti di macchine semoventi, di armi sempre più sofisticate, di ingranaggi e di congegni, dei quali Leonardo ha lasciato stupendi disegni che spesso diventano vere e proprie opere d’arte.

Ecco le date delle tappe successive.
La seconda parte – dal 19 marzo al 16 giugno 2019 – proporrà alcuni progetti per macchine belliche, ma si concentrerà in modo particolare sugli studi d’ingegneria civile: congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

La terza rassegna, Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico, dal 18 giugno al 15 settembre 2019, curata da Pietro C. Marani, approfondirà gli ultimi anni di attività del maestro, attraverso una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese di Leonardo, presso la corte di Francesco I.

L’anno leonardiano alla Biblioteca Ambrosiana termina con la mostra Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche, curata da Benedetta Spadaccini, in programma dal 17 settembre 2018 al 12 gennaio 2020, dedicata ai disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia.

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La bellezza secondo Leonardo da Vinci

La bellezza secondo Leonardo da Vinci

La nuova edizione di Leonardo di Pietro C. Marani è un volume prezioso per chi vuole avere uno sguardo d’insieme su una parte del lavoro del Genio italiano. Che continua ad affascinare non solo gli studiosi e gli amanti dell’arte ma anche i make up artist di tutto il mondo, per i quali è una preziosa fonte di ispirazione per creare equilibrio e proporzioni del volto usando gli strumenti del trucco.

Infatti, insieme con Piero della Francesca, Bernardino Luini e Sandro Botticelli, aveva individuato la sezione aurea, ovvero la divina proporzione, che rappresenta la chiave mistica dell’armonia nelle arti e delle scienze.

Pubblicato da 24 Ore Cultura lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per il 500esimo anniversario della sua morte, il libro percorre l’incredibile carriera dell’artista dalla Gioconda all’Annunciazione, alla Dama con l’ermellino, alla Vergine delle Rocce, analizza accuratamente le sue eccezionali creazioni e stabilisce un preciso rapporto tra i suoi dipinti, caratterizzati da una straordinaria forza tridimensionale, e l’arte scultorea. Un elemento che spiega il loro successo anche nel mondo contemporaneo.

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Lo sguardo senza limiti di Monna Lisa

Lo sguardo senza limiti di Monna Lisa

Ieratico, commosso, drammatico… ma anche, si potrebbe dire, implorante, enigmatico, tragico, ironico… Lo sguardo di Monna Lisa ha sempre espresso ciò che noi tutti abbiamo voluto e, all’occorrenza, desiderato, destinandolo all’uso di una qualsiasi forma di creatività…

E’ sicuramente uno sguardo che, nel calamitare altri innumerevoli sguardi, si è proiettato oltre ogni immaginabile limite. E il Louvre, che ne è il legittimo custode, ha sempre fatto di tutto per valorizzarne l’intensità e la fama… Un’intensità espressiva, c’è da dire, che il sottile tratto del pennello di un genio, Leonardo da Vinci, ha realisticamente reso in ogni minima sua parte anatomica.

E, di sicuro, la tecnica dell’olio ha reso ancor più fluide le trasparenze di un occhio che formalmente può definirsi rinascimentale e il cui sguardo armonicamente si fonde col passaggio, anch’esso “oltre ogni limite” nella sua estensione. Oggi si discute se sia opportuno restaurare la Gioconda… Io credo che mai nessuno rimuoverà quella secolare patina di sporco, che in ogni caso è lì per rafforzare il mistero, perché mai nessuno ha osato prelevare qualcosa alla celebre signora. Semmai, si è sempre inteso aggiungere “materia”, affinché quello sguardo possa continuare a parlarci infinite volte.
Di Feliciano Marotta, docente di arte

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Milan imagined by the Genius

Milan imagined by the Genius

Leonardo & Warhol The Genius Experience
Crypt of San Sepolcro, Milan - Until June 30, 2019

A particularly engaging multimedia show, curated by Giuseppe Frangi, comes to life at the Sottofedericiana room of the Pinacoteca Ambrosiana. The images that chase each other on the ceilings, walls and floor guide to the discovery of Milan lived, designed and, above all, imagined by Leonardo da Vinci. To complete this experience, at the back of the venue is The Last Supper by Andy Warhol, which represents the interpretation of Leonardo's Last Supper by the father of Pop Art. The itinerary ends in the Crypt of the Church of San Sepolcro, a place where the Italian genius was very close and that in a map of the Codex Atlanticus indicated as the true center of the Lombard capital.

 

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Milano immaginata da un Genio

Milano immaginata da un Genio

Leonardo & Warhol The Genius Experience
Cripta di San Sepolcro, Milano – Fino al 30 giugno 2019

Uno show multimediale particolarmente coinvolgente, e curato da Giuseppe Frangi, prende vita alla sala Sottofedericiana della Pinacoteca Ambrosiana. Le immagini che si rincorrono su soffitti, pareti e pavimento guida alla scoperta della Milano vissuta, disegnata e, soprattutto, immaginata da Leonardo da Vinci. A completare questa esperienza, in fondo al locale c’è The Last Supper di Andy Warhol, che rappresenta l’interpretazione del Cenacolo leonardesco del padre della Pop Art. Il percorso si conclude nella Cripta della Chiesa del San Sepolcro, luogo cui il genio italiano era molto legato e che in una mappa del Codex Atlanticus indicava come il vero centro del capoluogo lombardo.

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Mona Lisa's no limits gaze

Mona Lisa's no limits gaze

Hieratic, touched, dramatic... but also, one might say, imploring, enigmatic, tragic, ironic... Monna Lisa's gaze has always expressed what we all wanted and, if necessary, desired, destined to the use of any form of creativity...

It is surely a look that, in capturing countless other glances, has projected itself beyond every imaginable limit. And the Louvre, which is its legitimate guardian, has always done everything to enhance its intensity and fame... An expressive intensity, it must be said, that the subtle brush stroke of a genius, Leonardo da Vinci, he has realistically rendered in every minimal its anatomical part.

And, of course, the technique of oil has made the transparencies of an eye that can formally be renaissance and whose gaze harmoniously merges with the passage, also "beyond all limits" in its extension, even more fluid. Today we discuss whether it is appropriate to restore the Gioconda... I believe that no one will ever remove that age-old patina of dirt, which in any case is there to strengthen the mystery, because nobody has ever dared to take something from the famous lady. If anything, it has always been intended to add "matter", so that this look can continue to talk to us endless times.
By Feliciano Marotta, art teacher

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The year of Leonardo da Vinci started with the Ambrosiana

The year of Leonardo da Vinci started with the Ambrosiana

The secrets of the Atlantic Code. Leonardo at the Ambrosiana
First part
Veneranda Biblioteca Ambrosiana - Until March 17, 2019

The celebrations for the year of Leonardo at the Veneranda Biblioteca Ambrosiana have already begun last year. To be exact on December 18, 2018 with an exciting exhibition itinerary, which will last throughout 2019, in a crescendo of very interesting initiatives.
The first stage of this compelling long-term exhibition is the The Secrets of the Atlantic Code. Leonardo all'Ambrosiana focused on the precious sheets that preserve the most fascinating drawings that the genius elaborated with the artistic expertise that is universally recognized.

The Codex Atlanticus arrived at the Biblioteca Ambrosiana in 1637 as a gift from Count Galeazzo Arconati, an exponent of the best Milanese aristocracy. This is an amazing collection of 1119 autograph sheets for a total of about 1750 drawings. The name "atlantic" does not indicate the content of the code, but the format of the large pages (which were normally used to make atlases) on which the sheets were glued to better preserve them and protect them from possible dispersions.

The Codex Atlanticus is the most important and complete Leonardian collection in the world; in it are mixed all the disciplines cultivated by the great genius of Vinci from the young years until just before death: architecture and plumbing, medicine and optics, mechanics and urban planning, geometry and the astronomy, anatomy and the various visual arts. Noteworthy are the projects of self-propelled machines, of increasingly sophisticated weapons, of gears and devices, of which Leonardo has left wonderful designs that often become real works of art.

Here are the dates of the next stages.
The second part - from March 19 to June 16, 2019 - will propose some projects for war machines, but will focus in particular on civil engineering studies: hydraulic devices, rope machines, for textile activities, for the production of instruments mechanical, punching machines and automatic roasters.

The third review, Leonardo in France. Drawings of the French period from the Codex Atlanticus, from 18 June to 15 September 2019, edited by Pietro C. Marani, will deepen the last years of the master's activity, through a selection of 23 sheets from the Atlantic Codex datable to the French stay of Leonardo, at the court of Francesco I.

Leonardo's year at the Biblioteca Ambrosiana ends with the exhibition Leonardo and his legacy: the artists and the techniques, curated by Benedetta Spadaccini, scheduled from 17 September 2018 to 12 January 2020, dedicated to the drawings made by Leonardo and the artists of his circle.

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