Frida: l'autoritratto della propria vita

Autoritratto con vestito di velluto, 1926 – Olio su tela, cm79,7x59,9 – Collezione privata. Banco de Mexico Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, Mexico D.F. by SIAE 2014

A mio cugino piace l'arte
Frida Kahlo
Scuderie del Quirinale, Roma – fino al 31 agosto 2014

All'occhio di un osservatore europeo, lo stile pittorico di Frida Kahlo, se da una parte appare come qualcosa di estraneo, di poco familiare e di lontano, dall'altra sicuramente attrae per il ricco repertorio figurativo di elementi simbolici che contraddistinguono le sue opere. La vivacità dei colori, tipicamente messicana, la rigidità naif delle forme, il surrealismo delle situazioni narrative sono solamente alcuni degli elementi che rendono Frida stilisticamente riconoscibile. Ma, sia pure nei suoi autoritratti siano sempre presenti toni narrativi esasperati, che si declinano utilizzando forme a volte bizzarre, altre mostruose, altre ancora macabre, non è possibile non accostare il suo nome a quello di altre due grandi figure artistiche della storia dell'arte quali Artemisia Gentileschi e Carol Rama. Queste pittrici, sia pure in secoli diversi, affermarono la propria personalità ponendo il proprio vissuto, contrassegnato anche da perversioni, al centro dell'esperienza professionale. L'irrinunciabile produzione dell'opera, attraverso il contenuto, si fa cioè romanzo di vita. Per dirla con un'altra tormentata artista del '900, Leonora Carrington, "...dipingere è come avere fame... è una necessità, non una scelta".


Frida: self-portrait of her life

To the eye of a European observer, the pictorial style of Frida Kahlo, if on the one hand it looks like something unrelated, unfamiliar and distant, on the other hand definitely attracts for the rich figurative repertoire of symbolic elements that characterize his works. The vibrancy of the colors, typically mexican, the rigidity of naive embodiments, the surrealism of narrative situations: are just some of the elements that make Frida stylistically recognizable. But, even in his self-portraits are always present  exasperated narrative tones, that unfold using forms sometimes bizarre, other monstrous, and others macabre: it is not possible can't put his name near to that of two other major artistic figures of the history of art such as Artemisia Gentileschi and Carol Rama. These painters, albeit in different centuries, affirmed their own personalities putting their own experienced, also marked by perversions, in the center of professional experience. The essential production of the opera, through the content, becomes novel of life. To put it like another tormented artist of the '900, Leonora Carrington, "... the painting is like to be hungry... it’s a necessity, not a choice".

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Frida: l'autoritratto della propria vita

Autoritratto con vestito di velluto, 1926 – Olio su tela, cm79,7x59,9 – Collezione privata. Banco de Mexico Diego Rivera & Frida Kahlo Museums Trust, Mexico D.F. by SIAE 2014

A mio cugino piace l'arte
Frida Kahlo
Scuderie del Quirinale, Roma – fino al 31 agosto 2014

All'occhio di un osservatore europeo, lo stile pittorico di Frida Kahlo, se da una parte appare come qualcosa di estraneo, di poco familiare e di lontano, dall'altra sicuramente attrae per il ricco repertorio figurativo di elementi simbolici che contraddistinguono le sue opere. La vivacità dei colori, tipicamente messicana, la rigidità naif delle forme, il surrealismo delle situazioni narrative sono solamente alcuni degli elementi che rendono Frida stilisticamente riconoscibile. Ma, sia pure nei suoi autoritratti siano sempre presenti toni narrativi esasperati, che si declinano utilizzando forme a volte bizzarre, altre mostruose, altre ancora macabre, non è possibile non accostare il suo nome a quello di altre due grandi figure artistiche della storia dell'arte quali Artemisia Gentileschi e Carol Rama. Queste pittrici, sia pure in secoli diversi, affermarono la propria personalità ponendo il proprio vissuto, contrassegnato anche da perversioni, al centro dell'esperienza professionale. L'irrinunciabile produzione dell'opera, attraverso il contenuto, si fa cioè romanzo di vita. Per dirla con un'altra tormentata artista del '900, Leonora Carrington, "...dipingere è come avere fame... è una necessità, non una scelta".


Frida: self-portrait of her life

To the eye of a European observer, the pictorial style of Frida Kahlo, if on the one hand it looks like something unrelated, unfamiliar and distant, on the other hand definitely attracts for the rich figurative repertoire of symbolic elements that characterize his works. The vibrancy of the colors, typically mexican, the rigidity of naive embodiments, the surrealism of narrative situations: are just some of the elements that make Frida stylistically recognizable. But, even in his self-portraits are always present  exasperated narrative tones, that unfold using forms sometimes bizarre, other monstrous, and others macabre: it is not possible can't put his name near to that of two other major artistic figures of the history of art such as Artemisia Gentileschi and Carol Rama. These painters, albeit in different centuries, affirmed their own personalities putting their own experienced, also marked by perversions, in the center of professional experience. The essential production of the opera, through the content, becomes novel of life. To put it like another tormented artist of the '900, Leonora Carrington, "... the painting is like to be hungry... it’s a necessity, not a choice".

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La realtà e i suoi tormenti

La realtà e i suoi tormenti

Frida Kahlo. Oltre il mito
Mudec, Milano – Fino all’1 giugno 2018

Dipinti, video, fotografie e frasi si susseguono nelle sale che ospitano la mostra evento dedicata all’artista messicana. Il percorso espositivo esce dai consueti schemi e anche dalla visione del legame tra le opere di Frida Kahlo con la sua storia personale, con l’incidente stradale che provoca la rottura della colonna vertebrale a 18 anni, costringendola a letto in compagnia della sua pittura.
Perdersi nei suoi quadri spietati, vederla muoversi sicura nei video inediti, osservare le foto che ritraggono lei (bellissima) e Diego Rivera (un uomo immenso, pittore di murales e suo compagno a intermittenza) disseminate in un inter piuttosto articolato, significa fare un’immersione intima e totale in una delle più grandi artiste del Novecento.
E comprendere meglio le capacità tecniche di una donna fiera di essere messicana, che raccoglieva i capelli e indossava abiti secondo le tradizioni più antiche della sua terra, che non ha mai modificato la forma delle sopracciglia e non si è mai sognata di eliminare i baffetti.
Una donna indipendente, impegnata politicamente ma anche fragile e fuori da ogni cliché, come lei stessa ha dichiarato “Mi consideravano surrealista ma non è vero. Non ho mai dipinto sogni. Quel che ho raffigurato era la mia realtà”.
La Donna, La Terra, La Politica e Il Dolore sono i temi che scandiscono la mostra frutto di sei anni di ricerche, e resa possibile dal curatore Diego Sileo in Messico, e dai documenti inediti rinvenuti nell’archivio di Casa Azul (la Casa Blu), nel centro di Coyoacàn, un sobborgo di città del Messico, dove pittrice era nata e vissuta.

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Purezza e seduzione

Ritratto di signora in bianco di Frida Kahlo e Ritratto di Natasha Gelman di Diego Rivera

Chi non la conosce resterà sicuramente impressionato dalla storia di Frida Kahlo, una donna vittima di un incidente che la costrinse a letto per anni, un'artista che non si è arresa e ha continuato a realizzare le sue opere. E quella dell'amore della sua vita, Diego Rivera, suo marito. Artista anche lui. Alle loro opere è dedicata la mostra Frida Kahlo e Diego Rivera a Palazzo Reale di Genova fino all'8 febbraio 2015. Di questo percorso espositivo interessante sono due i quadri che mi hanno colpita di più. "Ritratto di signora in bianco" di Frida Kahlo, e Ritratto di Natasha Gelman (una donna che fu, con il marito Jacques, uno tra i più importanti collezionisti messicani) di Diego Rivera. Ebbene, queste due tele mi hanno stimolata riflettere su come un abito bianco possa dare messaggi così diversi e forti. Rimanda alla purezza e alla castità l’opera di Frida, mentre quella di Rivera mi riporta a scenari hollywoodiani fastosi, quelli delle dive affascinati. Emozionante.


Who does not know her will be surely impressed by the story of Frida Kahlo, a woman victim of an accident that forced her to bed for years, an artist who has not surrendered and continued to create  his works. And the love of her life, Diego Rivera, her husband, also he artist. At their work is dedicated the exhibition at Palazzo Reale in Genoa. In this interesting exhibition are two paintings that have affected me more. “Portrait of a lady in white” by Frida Kahlo; and “Portrait of Natasha Gelman” (a woman who was, with her husband Jacques, one of the most important mexican collectors) by Diego Rivera. Well, these two paintings have stimulated me to think about how a white dress can give so many different and strong messages. Refers to purity and chastity, the Frida's work, while Rivera brings me back to sumptuous Hollywood scenarios, those of the fascinating divas. Exciting.

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Purezza e seduzione

Ritratto di signora in bianco di Frida Kahlo e Ritratto di Natasha Gelman di Diego Rivera

Chi non la conosce resterà sicuramente impressionato dalla storia di Frida Kahlo, una donna vittima di un incidente che la costrinse a letto per anni, un'artista che non si è arresa e ha continuato a realizzare le sue opere. E quella dell'amore della sua vita, Diego Rivera, suo marito. Artista anche lui. Alle loro opere è dedicata la mostra Frida Kahlo e Diego Rivera a Palazzo Reale di Genova fino all'8 febbraio 2015. Di questo percorso espositivo interessante sono due i quadri che mi hanno colpita di più. "Ritratto di signora in bianco" di Frida Kahlo, e Ritratto di Natasha Gelman (una donna che fu, con il marito Jacques, uno tra i più importanti collezionisti messicani) di Diego Rivera. Ebbene, queste due tele mi hanno stimolata riflettere su come un abito bianco possa dare messaggi così diversi e forti. Rimanda alla purezza e alla castità l’opera di Frida, mentre quella di Rivera mi riporta a scenari hollywoodiani fastosi, quelli delle dive affascinati. Emozionante.


Who does not know her will be surely impressed by the story of Frida Kahlo, a woman victim of an accident that forced her to bed for years, an artist who has not surrendered and continued to create  his works. And the love of her life, Diego Rivera, her husband, also he artist. At their work is dedicated the exhibition at Palazzo Reale in Genoa. In this interesting exhibition are two paintings that have affected me more. “Portrait of a lady in white” by Frida Kahlo; and “Portrait of Natasha Gelman” (a woman who was, with her husband Jacques, one of the most important mexican collectors) by Diego Rivera. Well, these two paintings have stimulated me to think about how a white dress can give so many different and strong messages. Refers to purity and chastity, the Frida's work, while Rivera brings me back to sumptuous Hollywood scenarios, those of the fascinating divas. Exciting.

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Reality and its torments

Reality and its torments

Frida Kahlo. Beyond the myth
Mudec, Milan - Until 1 June 2018

Paintings, videos, photographs and phrases follow one another in the rooms hosting the exhibition dedicated to the Mexican artist. The exhibition path leaves the usual patterns and also the vision of the link between the works of Frida Kahlo with her personal history, with the traffic accident that causes the spine to break at 18, forcing her to bed in the company of her painting.
Get lost in his ruthless paintings, see her move safely in unpublished videos, look at the pictures that portray her (beautiful) and Diego Rivera (an immense man, painter of murals and his intermittent companion) scattered in a rather complex inter, means making a intimate and total immersion in one of the greatest artists of the twentieth century.
And better understand the technical skills of a woman proud of being Mexican, who collected her hair and wore her clothes according to the most ancient traditions of her land, which has never changed the shape of the eyebrows and has never dreamed of removing the mustache.
An independent woman, politically engaged but also fragile and out of every cliché, as she herself declared "They considered me a surrealist but it is not true. I've never painted dreams. What I pictured was my reality ".
The Woman, The Earth, Politics and Pain are the themes that mark the exhibition the result of six years of research, and made possible by the curator Diego Sileo in Mexico, and by unpublished documents found in the archive of Casa Azul (the Blue House), in the center of Coyoacàn, a suburb of Mexico city, where painter was born and lived.

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