La forma nel caos

La forma nel caos

Ferdinando Scianna - Viaggio Racconto Memoria
Casa dei Tre Oci, Venezia - dal 31 agosto al 2 febbraio 2020

Le fotografie in bianco e nero di Ferdinando Scianna lasciano sempre il segno. Era poco più che ventenne quando, nel 1965, con Leonardo Sciascia pubblicò il saggio Feste Religiose, un volume che con testi e foto narra l’essenza materialista delle processioni in Sicilia. Da allora ha continuato a esprimere il suo talento e la sua curiosità con scatti molto intensi. Che non raccontano unicamente delle tradizioni e della cultura siciliane, ma parlano di attualità, di viaggio, di guerra, di maestri del mondo dell’arte, della cultura e anche della moda. Esperienza, quest’ultima, iniziata con Dolce & Gabbana e con la sua modella icona Marpessa. Da Bagheria alle Ande boliviane sono infinite le suggestioni che il suo magico clic ha catturato. Non solo. Ci sono anche i reportage (non dimentichiamo che è il primo italiano a far parte, dal 1982, dell’agenzia fotogiornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come specchi, animali. Il filo conduttore è sempre il medesimo: la ricerca di una forma nel caos della vita.

Marpessa. Caltagirone, 1987

Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964

Processione dei misteri del venerdì Santo. Ciminna, 1964

Una buona occasione per conoscere Ferdinando Scianna più a fondo è la mostra antologica a Casa dei Tre Oci a Venezia che propone ben 180 scatti che ripercorrono più di 50 anni di carriera del fotografo siciliano che si considera un reporter. “Il mio riferimento fondamentale è il mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire a essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano. Sono quelle che raccontano (e ti raccontano) come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo”.

 

Foto in apertura: 

Celia Forner. Sevilla, 1988

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The form in chaos

The form in chaos

Ferdinando Scianna - Journey Tale Memory
Casa dei Tre Oci, Venice - from 31 August to 2 February 2020

Ferdinando Scianna's black and white photographs always leave their mark. He was just over twenty years old when, in 1965, with Leonardo Sciascia he published the essay Feste Religiose, a volume that with texts and photos tells the materialistic essence of the processions in Sicily. Since then he has continued to express his talent and curiosity with very intense shots. They do not only tell about Sicilian traditions and culture, but talk about current events, travel, war, masters of the world of art, culture and even fashion. The latter experience started with Dolce & Gabbana and with her iconic model Marpessa. From Bagheria to the Bolivian Andes, moreover, there are endless suggestions that his magical click has captured. But it insn't all. There are the reportages (let's not forget that he is the first Italian to be part, since 1982, of the photojournalistic agency Magnum), the landscapes, his thematic obsessions like mirrors, animals. The common thread is always the same: the search for a form in the chaos of life.

Marpessa. Caltagirone, 1987

Leonardo Sciascia. Racalmuto, 1964

Processione dei misteri del venerdì Santo. Ciminna, 1964

A good opportunity to get to know more deeply Ferdinando Scianna is the anthological exhibition at Casa dei Tre Oci in Venice which offers 180 shots that retrace more than 50 years of the Sicilian photographer's. "I am a reporter. My fundamental reference is my master par excellence, Henri Cartier-Bresson, for whom the photographer must aspire to be an invisible witness, who never intervenes to change the world and the moments he reads and interprets of reality. I have always made a clear distinction between the images found and those built. I have always considered my belonging to the side of the photographers that find the images, those that tell (and tell you) like in a mirror ”.

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